Ogni settimana Zeppelin, in collaborazione con la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici Carolina Albasio, porta ai propri lettori i Political Briefing di EuVisions, un osservatorio in partnership tra l’Università di Milano e il Centro Einaudi di Torino, progetto finanziato dall’European Research Council, che approfondisce le principali notizie europee.

L’Ungheria preoccupa l’Europa

Dopo che il governo ungherese ha deciso di promuovere un progetto di legge finalizzato alla chiusura dell’università dell’Europa Centrale (un istituto di istruzione superiore privato finanziato dal miliardario ungherese naturalizzato statunitense George Soros), 70mila persone sono scese nelle piazze della capitale Budapest per protestare.

Manifestazioni a Budapest Credits to Laszlo Balogh / Reuters

Nel frattempo, il primo ministro Viktor Orban continua la sua offensiva nei confronti delle organizzazioni non governative. Lo scorso venerdì 7 aprile, il governo ha proposto un nuovo progetto di legge che imporrebbe a tutte le ONG del paese di rendere pubblici i nomi dei loro sostenitori finanziari. Lunedi 10 aprile, il Commissario Europeo per la Giustizia Vera Jourova ha spronato le organizzazioni della società civile a non arrendersi di fronte ai numerosi attacchi contro il pluralismo nel paese. Riferendosi a Ungheria e Polonia, Jourova ha parlato della presenza di “preoccupanti tendenze che si stanno sviluppando in questi paesi”.

Chi entra e chi esce

Lunedì 10 aprile, 50 membri del Parlamento europeo, in particolare dal partito dei Verdi, hanno firmato una lettera nella quale offrivano sostegno al governo scozzese nel caso di una futura richiesta di adesione all’UE come paese neo-indipendente. Nel corso delle ultime settimane, persino il governo spagnolo – in modo piuttosto inaspettato – ha affermato che non si opporrebbe a una richiesta di adesione da parte della Scozia. Nel frattempo, il governo del Regno Unito pare stia rivedendo la propria strategia in materia di immigrazione. Dopo che Theresa May ha dichiarato che la libera circolazione potrebbe continuare per un periodo di transizione anche dopo che saranno ultimati i negoziati per Brexit, altri rappresentanti del governo britannico hanno seguito le sue orme. In occasione di una conferenza su Sanità e Scienza a Lione, Emily Hamblin, responsabile regionale per quanto riguarda l’Europa occidentale della UK Science and Innovation Network, ha affermato che sarà essenziale per la Gran Bretagna garantire in futuro la libera circolazione verso il paese da parte di studiosi e ricercatori di talento. Preoccupazioni analoghe sono state sollevate da Virginia Acha, Direttore Esecutivo dell’Associazione delle industrie farmaceutiche britanniche.

Credits to: Oli Scarff/AFP/Getty Images

Chi non entra deve uscire

A seguito degli attacchi terroristici che hanno colpito prima Londra e poi Stoccolma nel corso delle ultime settimane, il Primo Ministro svedese, Stefan Löfven, ha richiesto procedure di espulsione più severe per i migranti a cui viene negato l’asilo, in quanto è emerso che l’esecutore principale dell’attacco a Stoccolma non era autorizzato a rimanere nel paese. Al momento, si stima siano circa 12mila i migranti irregolari che vivono in Svezia. Nel frattempo, in Germania, molte organizzazioni non governative hanno messo in guardia sulla percentuale sempre più alta di migranti minorenni che finiscono nel business della prostituzione di Berlino. Stephan Mayer, un deputato tedesco del Partito conservatore Unione Cristiano-Sociale (CSU), ha chiesto al governo federale di chiudere il confine meridionale con la Svizzera, nel tentativo di fermare l’arrivo di nuovi immigrati nel paese. Al di là della Manica, nel Regno unito, Downing Street si è impegnata ad apportare alcune modifiche al suo sistema di ricollocamento dei rifugiati all’interno del paese. Recentemente, The Guardian ha rivelato che circa il 60% dei richiedenti asilo in situazione di indigenza viene mandato nelle aree povere del paese, aumentando ulteriormente le tensioni tra la popolazione.

Rochdale, la città inglese con il più alto numero pro capite di richiedenti asilo in Inghilterra. Credits to: Christopher Thomond per il the Guardian

In corsia di sorpasso.

Secondo recenti sondaggi, il supporto accordato a Jean-Luc Mélenchon, candidato alle presidenziali del movimento radicale di sinistra La France Insoumise, è aumentato drasticamente, raggiungendo un incredibile 20%. Altri sondaggi, intanto, suggeriscono che Marine Le Pen e Emmanuel Macron sarebbero ancora in testa con circa il 23-24% ciascuno. Il candidato del Partito Socialista, Benoit Hamon, segue invece in quinta posizione. Cattive notizie anche per Francois Fillon, che sembra incapace di recuperare consensi dopo gli scandali dei mesi scorsi.

La dichiarazione

“Dobbiamo garantire la sicurezza all’interno dell’area Schengen, ma senza provocare così tanto malcontento tra le persone e così tanti danni per la nostra economia”.

Miro Cerar, Primo Ministro della Slovenia

Fonte: EurActiv, 2017/10/04

Le cifre

£ 10

Il salario orario minimo che si è impegnato a garantire il leader del partito laburista britannico, Jeremy Corbin, in caso di vittoria alle elezioni del 2020.

Fonte: The Guardian, 2016/10/04


Questa serie di contributi è pubblicata grazie alla collaborazione di Zeppelin con

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La traduzione dall'inglese è di Veronica Langiu
Redazione
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