Ogni settimana Zeppelin, in collaborazione con la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici Carolina Albasio, porta ai propri lettori i Political Briefing di EuVisions, un osservatorio in partnership tra l’Università di Milano e il Centro Einaudi di Torino, progetto finanziato dall’European Research Council, che approfondisce le principali notizie europee.

In corsa per l’Eliseo. 

Il portavoce di Jean-Luc Mélenchon, leader del movimento radicale di sinistra La France Insoumise, ha avvertito Benoit Hamon, candidato del Partito Socialista (PS), di “non diventare un ostacolo alla volontà popolare.” Nelle ultime settimane il sostegno a Mélenchon è cresciuto rapidamente, distaccando ancora di più il candidato socialista. Mercoledì 12 Aprile il noto economista Thomas Piketty ha annunciato che anche lui voterà per Mélenchon in caso di superamento del secondo turno da parte di quest’ultimo. Tuttavia, Marine Le Pen e l’ala destra del Front National (FN) insieme a Emmanuel Macron e il movimento centrista En Marche (EM), rimangono i favoriti nei sondaggi. Come riporta Le Monde, il FN è sostenuto da un gran numero di giovani elettori. Allo stesso tempo, Macron ha annunciato che non si candiderà per il seggio parlamentare alle elezioni legislative – che seguiranno di poco quelle presidenziali – se non vincerà la corsa alla Presidenza.

Benoit Hamon a Villiers-Le-Bel, 12 aprile 2017 credits to: Gonzalo Fuentes/Reuters

Futuro incerto per il commercio marittimo post-Brexit

Mercoledì 12 Aprile l’industria navale britannica ha avvertito che il settore rischia di precipitare, se il governo non si dimostrerà in grado di raggiungere un sereno accordo commerciale con l’UE. La UK Chamber of Shipping ha dichiarato che la prospettiva di un mancato accordo sarebbe motivo di preoccupazione anche per i porti di paesi come Belgio, Francia, Paesi Bassi e Irlanda. Nel frattempo un comitato di deputati parlamentari britannici ha di recente avanzato l’ipotesi che alcune potenze straniere, come Cina e Russia, possano aver influenzato l’esito del referendum del 23 Giugno 2016 sulla permanenza nell’Unione.

Camion in attesa di entrare nel porto di Dover, il più trafficato della Gran Bretagna. Credits to: Graham Mitchell/Barcroft Images

L’UKIP ha un nuovo leader che spera nella disfatta di Theresa May

Dopo il grande successo ottenuto dalla campagna referendaria dello scorso anno, il Partito per l’Indipendenza del Regno Unito (UKIP) ha registrato un calo nei consensi e ha faticato a lungo per definire una chiara agenda politica per il futuro. Mercoledì 12 Aprile il suo leader neo-eletto, Paul Nuttall, ha chiesto ai suoi compagni di non perdere la fiducia nella forza del partito, sostenendo che la “luna di miele” di Theresa May con il popolo britannico finirà presto e che l’UKIP riuscirà ad ottenere seggi parlamentari in tutto il paese. Nel frattempo l’Office for National Statistics (ONS) ha reso pubblici i nuovi dati sottolineando l’importanza degli immigrati europei per l’economia britannica. In particolare l’ONS dichiara che la forza lavoro altamente qualificata proveniente dal resto d’Europa è di fondamentale importanza per il funzionamento del servizio sanitario britannico, così come per i settori all’ingrosso, al dettaglio e non ultimo della pubblica amministrazione.

Paul Nuttall si rivolge ai membri dell’UKIP a Margate, Kent. Credits: Graham Mitchell/Barcroft Media

Nord vs Sud : la divisione che mette alla prova l’Unione Europea

La divisione tra Nord e Sud Europa rimane in primo piano nei dibattiti pubblici di tutta Europa, dal momento che il Primo Ministro portoghese Antonio Costa ha condiviso le sue opinioni sulle recenti dichiarazioni di Jeroen Dijsselbloem riguardo i paesi debitori europei. In un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt, Costa ha affermato che gli stereotipi e le eccessive semplificazioni delle varie identità culturali nazionali stanno lacerando l’Unione. Inoltre egli ha commentato la questione Brexit, sostenendo che entrambe le parti coinvolte nella negoziazione dovrebbero mirare ad un accordo costruttivo. Pur criticando Dijsselbloem, Costa ha osservato anche che l’uomo indicato da molti come il successore del politico olandese, lo spagnolo Luis de Guindos, sarebbe un’alternativa tutt’altro che migliore.

Intanto Martin Schulz, leader del Partito Socialdemocratico (SPD) candidato alla Cancelleria, ha recentemente condiviso le sue opinioni sulla spaccatura tra il Nord e il Sud dell’Europa. Nella sua prima intervista ad un giornale straniero dopo la sua nomina, Schulz ha dichiarato al Financial Time che il rischio di una Grexit non è ancora scongiurato. Più precisamente, ha evidenziato come per alcuni paesi dell’Eurozona l’adesione all’Unione dipende dall’attuazione di alcune riforme strutturali. A commento dell’intervista di Schulz su EurActiv, Daniel Mützel ha affermato che il leader di SPD stia cambiando la sua storica posizione riguardo il caso greco. In precedenza, infatti, Schulz aveva sottolineato la necessità di riforme orientate alla crescita in tutta Europa, correlando chiaramente il benessere della Germania alle possibilità di crescita per gli Stati Membri del Sud Europa.

Martin Schulz vuole un “governo tecnocratico” per la Grecia Credits to: The European Post

Lunedì 10 Aprile, la Commissione europea ha pubblicato un resoconto che esamina le prospettive di crescita delle regioni a basso reddito in tutta Europa. Dal nuovo rapporto si evince la necessità di riforme strutturali che favoriscano gli investimenti, lo sviluppo del capitale umano, l’innovazione e la connettività.

La dichiarazione

In una fase in cui l’UE ha bisogno di mostrare il suo concreto valore aggiunto ai cittadini, si dovrebbe fare attenzione a che la libera circolazione dei cittadini non diventi solamente un altro bello slogan contro la realtà delle restrizioni di ritorno e delle barriere indirette di tutti i tipi”.

Antoine Fobe, giurista per Your Empire Advice

Fonte: EurActiv, 13.04.2017

I numeri

98.000

Il numero dei richiedenti asilo che l’Unione europea prevede di ricollocare da Italia e Grecia in altri Stati membri entro settembre 2017, rispettando il piano di ricollocazione biennale. L’Unione sta ridimensionando il suo obiettivo, considerata la cifra iniziale pari a 160.000.

Fonte: EUobserver, 10.04.2016

600

Il numero dei migranti spariti dai registri ufficiali dopo l’incendio del campo migranti di Dunkerque in Francia.

Fonte: The Guardian, 11.04.2017


Questa serie di contributi è pubblicata grazie alla collaborazione di Zeppelin con

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La traduzione dall'inglese è di Federica Vanzulli
Redazione
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