Zeppelin, in collaborazione con la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici Carolina Albasio, porta ai propri lettori i Political Briefing di EuVisions, un osservatorio in partnership tra l’Università di Milano e il Centro Einaudi di Torino, progetto finanziato dall’European Research Council, che approfondisce le principali notizie europee.

Germania: ultima settimana di campagna elettorale.

Domenica i cittadini tedeschi sono chiamati a rinnovare il loro Parlamento. Gli ultimi sondaggi hanno mostrato un lieve calo dei consensi per i due partiti più popolari, il CDU (Unione Democratica e Cristiana) e l’SPD (Partito Social Democratico). Entrambe le formazioni sembrano aver perso un po’ di terreno per via dei partiti più piccoli. L’AfD (Alternativa per la Germania) e il Partito Liberale (FDP) si contenderanno il terzo posto.

Secondo recenti calcoli, l’AfD potrebbe entrare nel Bundestag (il parlamento tedesco), con circa 80 deputati. Qualora questa previsione dovesse essere confermata, attesterebbe l’inizio di una trasformazione capace di modificare gli equilibri della politica tedesca per gli anni a venire.

Mercoledì 20 settembre il leader uscente dell’AFD, Frauke Petry, ha affermato che le recenti posizioni sostenute dal partito, unitamente agli slogan utilizzati, potrebbero rendere l’AFD più appetibile per gli elettori di estrema destra, ma meno plausibile per quelli più moderati.

Sommando i seggi che secondo le proiezioni andranno a CDU, FDP, AFD, CSU è possibile affermare che il parlamento si sposterà a destra e di conseguenza si ridurranno le possibilità di promuovere una riforma radicale della governance europea.
La scorsa settimana, in occasione del meeting tra la Cancelliera tedesca e il primo ministro francese Edouard Philippe, la Merkel si è detta fortemente contraria all’istituzione di un budget per l’Eurozona.

Il Primo Ministro francese Edouard Philippe e il cancelliere tedesco Angela Merkel si preparano a tenere una conferenza stampa a due a seguito dell’incontro avvenuto a Berlino il 15 Settembre. Credits to: EPA-EFE/FELIPE TRUEBA

L’SPD dell’ex presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, potrebbe incorrere in una clamorosa sconfitta. I numeri ad oggi dicono che, il risultato delle elezioni potrebbe essere peggiore di 4 anni fa. Attualmente l’SPD non andrebbe oltre il 25,7%. Il 74% dei tedeschi afferma che, qualora l’SPD perdesse ancora, dovrebbe cercare di coalizzarsi con l’opposizione.

Senza soluzione

Mercoledì 20 settembre, le autorità austriache hanno aumentato i controlli lungo il confine con la Slovacchia e hanno stabilito quattro nuovi posti di blocco nel nord ovest del paese. Il ministro della difesa austriaco, Hans Peter Doskozil, ha dichiarato che nuove rotte sono state trovate dai trafficanti provenienti dai Balcani.

Controlli effettuati sul confine tra Austria e Slovacchia. Credits to: Dpa

Dopo che nel corso dell’ultimo mese il numero dei profughi in arrivo sulle isole greche è ricominciato a salire, il sindaco di Lesbo, Spyros Galinos, ha scritto una lettera indirizzata al governo greco e alla Commissione Europea, comunicando la presenza sull’isola di 6.000 richiedenti asilo.
In Germania il numero di cittadini che ritengono che l’afflusso di migranti rappresenti un gran problema è diminuito rispetto al 2016. Un sondaggio condotto da Forsa rivela che la percentuale è scesa dal 59% dello scorso anno al 36%; nonostante ciò il problema rimane comunque il più importante agli occhi della popolazione tedesca.
Il ministro ungherese, László Trócsányi, ha affermato che sarebbe inutile forzare gli stati dell’Europa centrale ad accogliere i rifugiati. Già all’inizio di questo mese, la Corte di giustizia europea della giustizia ha sentenziato contro il ricorso delle autorità ungheresi e slovacche, che volevano rifiutarsi di attenersi allo schema di ricollocamento dei rifugiati.

La riforma del mercato di lavoro in Francia continua a far discutere

Giovedì 21 Settembre i sindacati francesi sono scesi in piazza per la seconda volta questo mese. Anche il sindacato Force Ouvriere (FO) ha annunciato che prenderà parte alla protesta. L’FO era già stata richiamata dalla Confederazione generale del lavoro per aver partecipato ad un altro sciopero all’inizio del mese.
Macron ha tentato di calmare le acque parlando da New York, subito dopo il suo primo intervento all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Il presidente ha affermato che in democrazia la protesta non è meno importante del mandato ricevuto dagli elettori. “Rispetto il mandato degli elettori” ha detto. Il leader de La République en Marche (LREM) ha ricordato di essere stato eletto con un programma di riforme che desidera promuovere.

La Grecia alle corde.

Tra martedì e mercoledì, il primo ministro greco Alexis Tsipras, ha avvertito i deputati dicendo che non c’è tempo da perdere e che la loro è una corsa contro il tempo. Tsipras ha ricordato che il parlamento deve approvare circa l’80% delle proposte di legge entro la fine dell’anno. Attraverso ciò il Governo mira ad ottenere un’altra tranche di risorse provenienti dai creditori internazionali.
Nonostante la Grecia abbia trovato il modo di “crescere” negli ultimi due anni, diversi settori economici si trovano ancora in crisi. Giovedì il trasporto pubblico ad Atene è stato temporaneamente sospeso per via di un presunto deterioramento delle condizioni. Nelle scorse settimane il governo ha dovuto far fronte a un rischio più che concreto di un calo degli investimenti esteri.
La compagnia mineraria canadese, Eldorado Gold, ha minacciato di bloccare gli investimenti per via di alcuni ritardi nel rilascio dei permessi da parte del governo. Alcuni lavoratori hanno inoltre protestato fuori dal Ministero dell’energia dato che rischiano di perdere il lavoro.
Intanto Atene tiene gli occhi puntati sulla campagna elettorale in Germania. Se l’FDP entrasse al governo assieme al CDU le negoziazioni sul salvataggio della Grecia diventerebbero più complicate, specialmente Considerando che l’FDP ha richiesto il ministero delle finanze come precondizione necessaria alla formazione di un governo di coalizione.

Come finirà?

Mercoledì 20 settembre la guardia civile spagnola ha fatto irruzione all’interno di uffici ministeriali e pubblici in Catalogna. Secondo ciò che riportano i media, 14 persone sono state arrestate, tra cui Josep Maria Jové, vice ministro regionale dell’economia. Tutte le Azioni a supporto del referendum catalano per l’indipendenza, previsto per il 1 Ottobre sono considerati illegali dopo la sentenza emanata dal tribunale costituzionale spagnolo all’inizio del mese.
Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha difeso le azioni delle autorità giudiziali, inclusi gli arresti dei funzionari pubblici catalani. In aggiunta, Rajoy ha invitato Pedro Sanchez e Albert Rivera, i leader del Partito socialista (PSOE) e del partito centrista “Ciudadanos”, a discutere della situazione catalana, ma nel corso della giornata Rivera ha accusato Sanchez di negoziare palesemente con le forze politiche per evitare il referendum per l’indipendenza.
Il presidente della Catalogna, Carles Puigdemont ha affermato che Madrid ha di fatto creato uno Stato di eccezione, eliminando così l’autonomia della regione.  uno Stato di eccezione, eliminando così l’autonomia della regione.
Già giovedì, il portavoce dell’esecutivo, Méndez de Vigo, ha accusato il presidente catalano di cercare l’approvazione delle persone e la legittimità politica nelle strade, piuttosto che affidarsi alle istituzioni democratiche.
In ogni caso, l’arresto dei funzionari pubblici catalani ha sollevato un polverone nell’ambiente politico. Entrambi i rappresentati dei Paesi Baschi e delle Isole Baleari hanno condannato la decisione delle autorità nazionali. Il leader di Podemos, Pablo Iglesias, ha detto che gli arrestati dovrebbero essere considerati prigionieri politici.
Il presidente uscente del Parlamento europeo, Josep Borrell ha affermato che il referendum catalano non è altro che un colpo di stato, e che la Catalogna ha vissuto per gli ultimi 25 anni in una sorta di “realismo magico”. Considerando alcuni discorsi dei membri del movimento per l’indipendenza catalana, Borrel afferma che la costituzione spagnola promuove il decentramento della finanza come nessun altro paese nell’Unione Europea. All’estero, il ministro degli esteri canadese, Chrystia Freeland, ha detto che i paesi del nord America vorrebbero mantenere stretti rapporti con una Spagna democratica e unita.

Brexit: quanto costa il divorzio?

Mercoledì 20 settembre la stampa internazionale ha riportato la notizia che Theresa May offrirà 20 miliardi di Euro all’Unione Europea per sciogliere il nodo che blocca il cosiddetto divorzio tra Bruxelles e il Regno Unito
In ogni caso, i leader politici ed istituzionali di tutta Europa stanno attendendo il discorso che terrà il Primo ministro britannico venerdì 22 settembre a Firenze.
Nel Regno Unito, il leader del partito liberal democratico, Vince Cable, ha affermato che l’Unione Europea sta rendendo la Brexit un’ affare molto complicato. Questo commento è stato fatto in riferimento al discorso sullo stato dell’Unione effettuato alla Commissione Europea. Negli scorsi mesi, il partito liberal democratico ha perso visibilità nei media nazionali, anche per colpa delle dimissioni dell’ex leader Tim Farron. Alcuni opinionisti britannici hanno inoltre messo in dubbio la leadership di Cable.
Nel frattempo, Guy Verhofstadt, leader del gruppo liberale (ALDE) nel Parlamento Europeo, nonché capo negoziatore per il Parlamento Europeo, ha affermato che sta al Regno Unito suggerire una soluzione per i confini tra Irlanda e Irlanda del Nord. Il presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk ha in programma di visitare Theresa May a Londra la prossima settimana.
Nelle ultime settimane, Theresa May e il ministro degli esteri Boris Johnson hanno discusso sulla strategia che il governo dovrebbe adottare per la Brexit. Un articolo del The Guardian illustra le diverse posizioni assunte da May e Johnson e altri importanti ministri.

La dichiarazione

Penso che si debba combattere la battaglia contro il populismo prima di tutto a livello nazionale. Bisogna battere il populismo con le politiche”.
Van Rompuy, Ex Presidente del Consiglio Europeo.
Fonte: EurActiv, 20.09.20

Le cifre

2,3%

tasso di crescita dell’Eurozona nel 2017 secondo IFO, ISTAT e KOF.
Fonte: Handelsblatt, 20.09.2017

Questa serie di contributi è pubblicata grazie alla collaborazione di Zeppelin con

e

La traduzione dall'inglese è di Omar Mdilate
Redazione
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