Zeppelin, in collaborazione con la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici Carolina Albasio, porta ai propri lettori i Political Briefing di EuVisions, un osservatorio in partnership tra l’Università di Milano e il Centro Einaudi di Torino, progetto finanziato dall’European Research Council, che approfondisce le principali notizie europee.

Lotta per l’indipendenza

In Spagna le istituzioni nazionali a Madrid e quele regionali a Barcellona non sembrano in grado di alleviare le tensioni provocate dal processo unilaterale d’indipendenza avviato dalle autorità catalane.

Domenica 1 Ottobre il referendum si è svolto in un contesto di violenza tra la polizia nazionale e i cittadini. Il presidente della Catalogna, Carles Puigdemont, ha annunciato che Barcellona dichiarerà l’unilaterale indipendenza dalla Spagna entro lunedì 9.

La notizia ha scatenato dure reazioni in tutta Europa. La maggioranza dei leader europei ha condannato Puigdemont e i suoi reiterati attacchi allo Stato, ma allo stesso tempo solo alcuni di loro hanno appoggiato la leadership di Mariano Rajoy. Gli atti di eccessiva violenza contro i cittadini catalani disarmati perpetrati dalla polizia stanno infatti diventando un fardello sempre più pesante per le autorità di Madrid, in particolare per il Partito Popolare di destra (PP). 

Il re spagnolo Filippo VI parla alla nazione, 3 ottobre 2017. Credits to: AFP/Handout Casa Real/Francisco Gomez.

Il re spagnolo Filippo VI parla alla nazione, 3 ottobre 2017. Credits to: AFP/Handout Casa Real/Francisco Gomez.

E l’Europa?

Nei giorni scorsi le autorità catalane hanno chiesto l’intervento dell’UE per mediare nei rapporti tra Madrid e Barcellona.

Tuttavia, il Governo nazionale ha affermato che respingerà qualsiasi coinvolgimento da parte di organi sovranazionali. Nel frattempo, Bruxelles è indecisa sul da farsi, incerta sulla posizione ufficiale da assumere.

Negli ultimi giorni, la Commissione Europea e il Parlamento Europeo hanno archiviato il caso della legalità, pur dichiarandolo illegale, dell’indipendenza e condannato la violenza contro i cittadini. Paradossalmente, su alcuni social media come Twitter i cittadini hanno chiesto a gran voce un intervento più deciso da parte dell’UE.

Un catalano, indossando la bandiera separatista catalana, protesta fuori dalla Commissione Europea a Bruxelles dopo il referendum per l'indipendenza, 2 ottobre 2017. Credits to: Reuters/Francois Len.

Un catalano, indossando la bandiera separatista catalana, protesta fuori dalla Commissione Europea a Bruxelles dopo il referendum per l’indipendenza, 2 ottobre 2017. Credits to: Reuters/Francois Len.

Le alleanze della nuova Germania

In Germania le negoziazioni per la costituzione di una nuova coalizione di Governo hanno subito uno stop, a causa di una dialettica sempre più contrastante tra i due partiti.

L’Unione dei Democratici Cristiani (UDC) della Cancelliera Angela Merkel sta trattando con l’Unione Cristiano-Sociale in Baviera (CSU), alleato fondamentale a livello nazionale dell’UDC, i termini per una solida prosecuzione della loro duratura alleanza.

Dopo che il voto popolare ha decretato il partito radicale di destra Alternativa per la Germania (AfD) terza forza del Bundestag, la CSU sente la pressione di dover riguadagnare la fiducia dei suoi sostenitori più radicali. Allo stesso tempo la rimonta del Partito democratico libero (FDP) sta intaccando i consensi dei votanti di centro. La CSU, di conseguenza, sta esortando Angela Merkel ad adottare una politica immigratoria più rigorosa. Tale iniziativa proteggerebbe la CSU da eventuali rivendicazioni dell’AfD. Un accordo tra quest’ultima e l’UDC è assolutamente fondamentale per dare inizio a vere e proprie negoziazioni con il FDP e i Verdi, in modo tale da costituire la cosiddetta coalizione “Jamaica”.

Il Parlamento tedesco in seduta plenaria. Credits to: German Bundestag/Photothek.

Il Parlamento tedesco in seduta plenaria. Credits to: German Bundestag/Photothek.

Si ipotizza che i Verdi e il FDP stiano trattando, in via ufficiosa, sulle possibilità di coalizione. Secondo i media, i Verdi avrebbero come obiettivo la carica di Ministro per gli Affari Esteri mentre i Liberali punterebbero all’incarico di Ministro delle Finanze. I leader di entrambi i partiti hanno smentito tali insinuazioni.

In seguito ai negoziati paralleli, la posizione dell’UE su un futuro Governo sembra decisamente poco chiara al momento. Secondo i leader del FDP, il nuovo Governo dovrebbe salire al potere nel Gennaio 2018.

La dichiarazione 

“Bruxelles sta difendendo gli interessi delle organizzazioni di Soros con tutti i mezzi a propria disposizione”.

Il partito ungherese al potere, Fidesz

Fonte: EurActiv, 04.10.2017

Le cifre 

250 milioni di euro

La somma di denaro che la Commissione Europea esige da Amazon, compagnia multinazionale, per il mancato pagamento delle imposte su profitti precedenti.

Fonte: Politico, 04.10.2017


Questa serie di contributi è pubblicata grazie alla collaborazione di Zeppelin con

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La traduzione dall'inglese è di Alister Ambrosino
Redazione
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