Le dichiarazioni e gli appuntamenti di Macron, gli sviluppi cruciali per la Brexit, la condanna di Lula e l’attentato a Gerusalemme, tra le notizie più rilevanti del mondo nel nostro International Weekly Brief.

Iceberg a piede libero

Tra il 10 e il 12 di Luglio un iceberg delle dimensioni della Liguria si è staccato dall’Antartide e ci sono diverse ragioni per preoccuparsi. Sebbene non ci sia totale consenso sulle responsabilità dell’attività umana per il fenomeno, si può considerare un segno chiaro di quello che succederà nei prossimi decenni: i ghiacci dell’Antartide sono più fragili e le probabilità di eventi straordinari sta diventando sempre più ordinaria. In secondo luogo, se il ghiacciaio da cui si è staccato l’iceberg che oggi è a spasso per l’Atlantico dovesse scivolare completamente in mare, il livello degli oceani salirebbe di oltre 10 centimetri.

NASA / Business Insider

Macron allo scoperto

Il neo-presidente francese ha ufficializzato i tagli alla spesa pubblica, che includono una riduzione di 850 milioni di euro al Ministero della Difesa (sebbene abbia preso l’impegno di portare la spesa militare al 2% del PIL entro il 2025) esponendosi alle dure critiche del Capo di Stato Maggiore Pierre de Villiers durante la parata del 14 luglio. In occasione della stessa celebrazione Macron ha ospitato Donald Trump affermando che, sebbene non le condivida, rispetti le decisioni del presidente americano sul clima, confermando una grande intesa tra i due paesi. Domenica 16 Luglio Macron ha ricevuto anche Netanyahu (che come ricorda il Washington Post, con le sue politiche non attira le simpatie della classe dirigente francese) invitato a Parigi in occasione dei settantacinque anni trascorsi dal massacro di Vel d’Hiv (16 luglio 1942) ai danni degli ebrei.

Massima allerta

Ai copti egiziani è stato consigliato dalle autorità religiose di evitare qualsiasi attività svolta al di fuori delle chiese nel mese di Luglio, a causa di minacce alla loro sicurezza. L’avvertimento fa seguito ai due attentati ai danni della minoranza religiosa, avvenuti tra il mese di Aprile e quello di Maggio in cui hanno perso la vita 73 persone. L’egitto fa i conti con l’insorgenza dell’ISIS nel Sinai dove si combatte (e si muore) dal 2013. la settimana scorsa l’esplosione di un’autobomba ha ucciso 23 soldati, ma il sedicente stato islamico ha rivendicato anche l’assalto del 23 Maggio ai pellegrini copti diretti al Monastero di Saint Samuel nella provincia di Minya.

Vendere armi ai sauditi non è reato

L’azienda britannica BAE Systems era stata citata in giudizio dalla CAAT – Campaign Against Arms Trade in quanto, a loro parere, la licenza di vendita delle armi all’Arabia Saudita violava la politica di export britannico.
La CAAT sosteneva che l’Arabia Saudita avesse contribuito alla guerra civile in Yemen e, in caso di condanna, la licenza di vendita armi per BAE Systems sarebbe stata a rischio (circa il 21% dei 19 miliardi di sterline frutto delle vendite dell’azienda britannica provengono dai sauditi). Questa settimana l’Alta Corte ha deciso che BAE Systems è innocente, che collegarla alle 10.000 vittime della guerra in Yemen è inesatto e, soprattutto, che una delle aziende britanniche principali può continuare a fare montagne di soldi in Arabia.

Lula il corrotto

L’ex Presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva è stato condannato a 9 anni e 6 mesi di carcere per corruzione e riciclaggio di denaro per aver accettato 3,7 milioni di reais per far vincere un appalto a una compagnia in campo petrolifero. Sembra dunque non esserci pace per la leadership brasiliana, dato che anche la Presidente Dilma Rousseff, che era succeduta a Lula, ha subito un impeachment lo scorso anno sempre per accuse di corruzione e che persino il Presidente Michael Temer, succeduto alla Rousseff, è finito sotto inchiesta il mese scorso proprio per corruzione.

Le prime carte del divorzio

Il governo di Londra ha pubblicato la bozza di legge relativa alla BREXIT, lo European Union Withdrawal Bill, in cui vengono delineate alcune linee guida che finora erano rimaste insolute. Prima di tutto il governo di Theresa May considera la possibilità di pagare la sua partecipazione all’UE, quantificata intorno ai 100 miliardi di euro come spesso ricordato dal Presidente della Commissione UE Juncker. Si tratta di uno dei punti più contrastanti tra le posizioni dei due litiganti. Nella bozza di legge si fa inoltre riferimento all’adozione di molte delle norme europee nella legislazione UK, in modo che restino in vigore anche dopo l’attuazione della BREXIT. Tuttavia con l’adozione di queste leggi verrebbe meno l’autonomia riconosciuta a Scozia e Galles, tanto che Edimburgo e Cardiff lamentano l’idea come un furto di potere.

Sangue a Gerusalemme

Tre uomini armati sono stati abbattuti dopo aver aperto il fuoco nei pressi di una delle porte che conduce alla spianata delle Moschee a Gerusalemme venerdì mattina. Due militari israeliani sono stati uccisi e un terzo è in condizioni critiche. Secondo le conferme della polizia gli assalitori sarebbero Arabi israeliani tra i 19 e 29 anni, cittadini di Umm al-Fahm. Il sito è stato chiuso, i turisti evacuati e la preghiera del venerdì dei musulmani cancellata per la prima volta in 17 anni. Nonostante Gerusalemme sia oggetto di tensioni dal 2015, un attacco armato e coordinato da più persone in un luogo di culto così presidiato è estremamente inusuale.

Credits to: AP Photo/ Mahmoud Illean

Hong Kong Democracy

Venerdì un tribunale di Hong Kong ha deciso di rimuovere 4 membri del Consiglio Legislativo della città appartenenti al movimento che si batte per dotare il paese di istituzioni più democratiche. Secondo gli espulsi, il sistema legale di Hong Kong (riconosciuto come ”indipendente”) è stato influenzato da Pechino per allontanare contestatori scomodi. La sentenza che rimuove i 4 membri, motiva la decisione in base al tono usato da uno di loro nel leggere un testo in aula… Un tono che avrebbe oggettivamente dimostrato una mancanza di rispetto nei confronti dello status della Cina quale paese sovrano su Hong Kong.

Unveiled

Un numero crescente di donne iraniane si rifiuta di indossare l’Hijab al volante della propria auto, incoraggiando un dibattito nazionale sul fatto che la macchina sia o meno, uno spazio privato dove sentirsi protette da sguardi indiscreti.
L’obbligatorietà dell’Hijab è statuita sin dalla rivoluzione del 1979, ma l’applicazione di questa politica è di difficile implementazione.
L’atto di resistenza femminile (come definito dal The Guardian) è una realtà, a dispetto dei tentativi della polizia di far rispettare la norma (controlli, multe, in alcuni casi ritiro del veicolo).
Il Presidente Hassan Rouhani si è opposto al giro di vite sulle donne che non indossano l’Hijab al volante, argomentando come lo spazio privato debba essere rispettato e non sia compito della polizia amministrare l’Islam.

Ragazze afghane 1 – Muslim Ban 0

Dopo le durissime proteste levatesi in seguito all’impossibilità per un gruppo di ragazze afghane di partecipare a un contest di robotica negli Stati Uniti per colpa della decisione di Trump, Washington è infine riuscita a trovare un’escamotage per ammetterle. Il gruppo di ragazze (che ha lavorato per mesi per partecipare a questo concorso) potrà essere accolto grazie a una procedura speciale temporanea chiamata “Parole” che permette di aggirare il bando per motivi umanitari o di “beneficio per il pubblico”.

Credits to: Mohammad Ismail / Reuters

 

Di Davide Vavassori
Redazione
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