I brogli elettorali in Venezuela, la presunta collusione tra una Ong tedesca e gli scafisti, gli sviluppi sul Russiagate, i risultati delle elezioni in Pakistan e Ruanda e la stravagante offerta di lavoro pubblicata dalla NASA. Tutto questo e molto altro nel nostro International weekly brief.

Democrazia violata in Venezuela…

Le votazioni indette in Venezuela dal presidente Maduro per l’elezione della nuova Assemblea Costituente si sono svolte in un prevedibile clima di violenza e tensione. Tra le numerose vittime delle proteste elettorali figurano, tra gli altri, Josè Félix Pineda (avvocato candidato al nuovo organo venezuelano) e Ricardo Campos, giovane segretario di Acciòn Democràtica, uno dei partiti di opposizione promotori del boicottaggio del voto.

Secondo Smartmatic, azienda fornitrice delle apparecchiature elettroniche impiegate durante l’elezione, i dati ufficiali relativi all’affluenza alle urne sarebbero stati manipolati: si attesterebbe ad un milione di voti lo scarto tra la cifra annunciata dal governo e quella elettronicamente registrata. Immediata la reazione del Presidente Maduro che ha respinto le accuse di brogli, ma è comunque stato sanzionato dagli Stati Uniti. Il Presidente americano Trump ha richiesto in una dichiarazione pubblica l’immediata liberazione di tutti i prigionieri politici in Venezuela e condannato duramente le misure detentive messe in atto da Maduro all’indomani del voto, nei confronti di Lopéz e Ledezma, i due più eminenti leader dell’opposizione. È rimasto invece inascoltato l’appello del Pontefice che aveva chiesto la sospensione dell’Assemblea Costituente, colpevole di “fomentare un clima di tensione e di scontro e di ipotecare il futuro”. Inoltre l’Assemblea, pur non avendone i poteri, ha rimosso il Procuratore generale del Paese, Luisa Ortega Dìaz, da tempo critica con le decisioni del governo, e anche all’interno degli apparati militari sembrano emergere le prime voci dissidenti.

…e in Brasile.

Il Presidente Temer non verrà processato dalla Corte Suprema: così ha deciso il Parlamento brasiliano che ha ampiamente respinto le accuse di corruzione, ostruzione alla giustizia e di concorso a società criminali legate all’industria petrolifera Petrobas rivolte al leader carioca. Nonostante il risultato sembri non lasciare adito a contestazioni, alcuni sostengono che il grande consenso elettorale ottenuto da Temer sia il frutto di promesse di finanziamenti rivolte a deputati di alcuni stati brasiliani.

Ritorno al diritto

In Giordania il Parlamento ha abrogato l’art. 308 del codice penale in vigore nel paese nella parte in cui garantisce l’impunità agli autori di stupro che decidano poi di sposare le proprie vittime.

L’apparenza inganna

Iuventa, nave appartenente alla Ong tedesca Jegend Rettet, è stata intercettata al largo delle coste di Lampedusa e sottoposta a sequestro preventivo dal Gip di Trapani per “condotte di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina”. Secondo quanto emerso dalle indagini, alcuni operatori di tale Ong, che ha smentito il sequestro e definito “procedura standard” le verifiche degli investigatori, si sarebbero resi protagonisti di condotte illecite che avvalorerebbero le ipotesi di una loro collusione con i trafficanti di esseri umani.

La nave Iuventa sullo sfondo – credits: Andreas Solaro / AFP

La nave avrebbe infatti recuperato migranti da imbarcazioni che non sembravano in procinto di affondare e con modalità che sembrerebbero riconducibili ad una consegna, più che ad un salvataggio, e avrebbero poi riconsegnato agli scafisti i barconi dopo il trasbordo dei profughi. La tedesca Jugen Rettet risulta inoltre tra le ONG non firmatarie del codice di condotta elaborato dal Ministro Minniti per le organizzazioni umanitarie che si occupano delle operazioni di salvataggio nel Mediterraneo.

Sangue su sangue

L’esplosione di un’autobomba a Mogadiscio, Somalia, ha causato almeno una vittima e un ferito, stando alle dichiarazioni della polizia. Sebbene l’attacco non sia ancora stato rivendicato, si sospetta il coinvolgimento del gruppo estremista islamico Al Shabaab, autore di numerose azioni terroristiche nella città allo scopo di rovesciare il governo filo-occidentale somalo ed assumere il controllo della Nazione.

29 morti e almeno 64 feriti: questo il bilancio in Afghanistan dell’ennesimo attacco rivendicato dal sedicente “stato islamico”, secondo il quale la conta delle vittime sarebbe più elevata di quanto ufficialmente dichiarato dalle autorità. Obiettivo dell’esplosione, avvenuta in concomitanza della preghiera serale, la moschea sciita di Herat.

Due militari statunitensi sono morti non lontano dall’aeroporto di Kandahar, Afghanistan, in seguito ad un attacco suicida finalizzato a colpire un convoglio militare appartenente alla NATO. Altri militari sarebbero rimasti feriti a causa dell’esplosione.

La storia infinita dei rapporti USA- Russia

Robert Mueller, procuratore speciale statunitense, ha impresso una svolta nell’inchiesta Russiagate, delegando ad un gran giurì il compito di indagare sulle presunte intrusioni della Russia nelle elezioni che hanno portato Trump alla guida degli Stati Uniti. Tale istituto giuridico, caratteristico dei paesi anglosassoni, ma attualmente in vigore nel solo ordinamento statunitense (che ne fa menzione nel Quinto emendamento), differisce dalla giuria classica poiché può contare da 16 a 23 membri (contro i 12 tradizionali) ed ha la facoltà di esaminare in un procedimento a porte chiuse le prove di cui sia stata richiesta l’acquisizione dall’accusa, stabilendo se siano o meno necessarie per dare inizio ad un processo nei confronti dell’imputato. Nel caso specifico, la scelta di ricorrere ad un gran giurì testimonierebbe la convinzione dell’autorità procedente (Mueller) dell’esistenza di solide basi per proseguire l’indagine. Intanto la squadra di Trump è alla ricerca di elementi utili per screditare il procuratore.

In un intervento su Facebook, il Primo ministro ed ex Presidente russo Dimitrij Medvedev ha paragonato ad una “dichiarazione di guerra economica su larga scala” le sanzioni comminate al Cremlino dal Congresso statunitense ed approvate dal Presidente Trump. Secondo Medvedev tale decisione, condizionata dall’operato russo in Ucraina, potrebbero cagionare una regressione dei rapporti tra Washington e Mosca e comprometterne irreversibilmente lo sviluppo futuro.

Responsi elettorali

Paul Kagame è stato rieletto per la terza volta Presidente del Ruanda, con oltre il 98% dei consensi. Controverse le opinioni sull’ex militare: secondo i suoi sostenitori, i quali hanno dato avvio ai festeggiamenti già prima di ricevere i risultati ufficiali del voto, Kagame sarebbe stato fautore della stabilità e dello sviluppo economico del Paese conseguenti al genocidio del 1994. Per gli oppositori invece, perlopiù residenti all’estero, i consensi ottenuti dal Presidente sarebbero frutto di un governo improntato sulla paura.

Shahid Khaqan Abbasi, ex Ministro per il petrolio, ha assunto la guida del Pakistan per effetto delle elezioni che si sono svolte dopo le dimissioni presentate la scorsa settimana dall’ex premier Nawaz Sharif in conseguenza dello scandalo dei Panama Papers, che gli era costato la condanna, ad opera della Corte Suprema, e l’interdizione dai pubblici uffici.

Trattative militari

Sette navi militari al costo di 5 miliardi di euro: questo il contenuto della compravendita conclusa dallo sceicco Mohammed bin Abdulrahman Al Thani, ministro degli Esteri del Qatar, con il suo omologo Angelino Alfano nel corso della visita del ministro italiano all’emirato. La negoziazione rappresenterebbe soltanto una parte di un più ampio accordo in trattazione da più di un anno, siglato tra Italia e Qatar, finalizzato ad incrementare le consultazioni politiche e gli investimenti economici tra i due Paesi.

In Libano, gli Hezbollah e i miliziani siriani di Ha’yat Tahrir al- Sham hanno raggiunto un accordo dopo giorni di scontri al confine con la Siria, nei pressi di Arsal. La trattativa prevede l’evacuazione di circa 9mila combattenti di HTS e di migliaia di rifugiati siriani del campo profughi di Arsal ad Idlib, provincia siriana controllata dai ribelli, in cambio della liberazione di 8 soldati di Hezbollah fatti prigionieri da HTS.

Torc(h)ia di fuoco

Nella notte fra il 3 e 4 agosto il Marina Torch di Dubay, uno dei più alti grattacieli residenziali del mondo, ha preso fuoco per cause ancora sconosciute. Il tempestivo intervento dei vigili del fuoco e la rapida evacuazione di 676 appartamenti dislocati sui 79 piani di cui si compone l’edificio ha consentito che si attestasse a zero il numero di feriti, come era già avvenuto nel 2015.

Effetto Brexit

Stando alle indiscrezioni pervenute al The Independent, le più influenti e prestigiose università britanniche sarebbero in procinto di presentare al Primo ministro Theresa May un documento in dieci punti contenente la richiesta di rivedere i diritti riconosciuti ai cittadini dell’Unione Europea residenti nel Regno Unito, così da garantire all’istruzione superiore britannica l’immunità da eventuali danneggiamenti conseguenti alla Brexit.

AAA protettore planetario cercasi

La NASA ha pubblicato un bizzarro annuncio sul sito ufficiale del governo statunitense aprendo così le candidature per un ruolo fuori dal comune: funzionario esperto in protezione planetaria. Tra i requisiti richiesti, potranno concorrere per il posto vacante i soli cittadini statunitensi in possesso di conoscenze in ambito ingegneristico e specializzati nel campo della “protezione planetaria”. Scopo della posizione lavorativa, che potrebbe fruttare un guadagno annuale di oltre 187mila dollari, sarebbe difendere il nostro pianeta da contaminazioni aliene ed evitare eventuali forme di inquinamento a danno di mondi extraterrestri nel corso delle esplorazioni spaziali.

A cura di Federica Allasia
Redazione
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