Il suicidio in diretta alla Corte dell’Aia, il nuovo test missilistico nordcoreano, il viaggio di Bergoglio in Asia tra le notizie più rilevanti della settimana, nel nostro International Weekly Brief.

Suicidio alla Corte Internazionale dell’Aia

Mercoledì 29 Novembre l’ex generale del Consiglio croato di difesa (hvo) Slobodan Praljak è stato condannato dal Tribunale Penale Internazionale dell’Aia a scontare 20 anni di carcere per i crimini commessi durante la guerra nell’ex Jugoslavia (1992 – 1995) e nello specifico per il lungo assedio a Mostar una delle città più multietniche dell’ex Jugoslavia.  Al momento della lettura della sentenza definitiva, Praljak ha usato la terza persona per dire: «Slobodan Praljak non è un criminale di guerra. Io rifiuto il giudizio della corte» e poi ha bevuto del cianuro contenuto in una boccetta (che non avrebbe dovuto avere con se) e ha aggiunto:  «ho bevuto il veleno». Il suicidio di Praljak (che è morto a distanza di poche ore in ospedale) ha trasformato la Corte di Giustizia in una scena del crimine. La sentenza ha fatto discutere la classe politica croata; è stato trasversale il sostegno accordato ai condannati, (oltre a Praljak erano imputati altri cinque croati di Bosnia) mentre da parte bosgnacca è stata accolta con favore.  

Quanto è seria la faccenda?

Nuovo test missilistico nordcoreano. Il vettore Hwasong-15 ha volato per oltre 50 minuti arrivando in quota massima a 4500 chilometri. Secondo gli esperti mentre sarebbe già in grado di raggiungere il territorio degli Stati Uniti, il missile non esprimerebbe lo stesso potenziale armato di un ordigno nucleare in miniatura, che peraltro potrebbe venire danneggiato dal rientro nell’atmosfera terrestre. Secondo il regime di Pyongyang il programma nucleare può dirsi concluso. L’ambasciatrice americana Nikki Haley parlando al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha affermato che il mondo è più vicino alla guerra,  e ha invitato gli astanti a interrompere le relazioni diplomatiche.

Chissà dov’è la Corea del Nord

Un sondaggio condotto da Morning Consult e commissionato dal NYTimes, rivela che su 1.746 cittadini americani intervistati, solo il 36% è stato in grado d’identificare la Corea del Nord su una cartina geografica. Trattasi in maggioranza di maschi sopra i 65 anni e con un buon livello d’istruzione, che interpellati circa le possibilità di risoluzione della crisi, prediligono la via diplomatica. L’opzione militare è vista con maggior favore da quanti non sono riusciti a trovare la penisola sulla mappa. In un rilevamento del 2006 (Roper) emergeva come, nel pieno della guerra in Iraq, 6 americani su 10 non fossero in grado di indicare il paese sulla cartina, ma neanche Israele o l’Iran (75%) e nemmeno lo Stato di New York riconosciuto solo dalla metà degli intervistati.

Putin mette sotto controllo i media stranieri in Russia

Il presidente Putin ha firmato una legge che consente al governo di etichettare i media stranieri che operano in Russia e ricevono finanziamenti dall’estero, come “agenti stranieri”. Alla richiesta di registrarsi, si aggiunge quella di esplicitare nelle trasmissioni e sui siti Web di essere agenti stranieri (una legge simile esiste già per le associazioni di beneficenza e altri gruppi della società civile). Il disegno di legge era stato proposto in rappresaglia alla richiesta del governo statunitense di registrare come agente straniero negli Stati Uniti la TV del Cremlino “RT”, accusata di aver agevolato l’intromissione russa nelle elezioni americane.

Innominabili

Il viaggio apostolico di Papa Bergoglio in Asia si è concluso e desta perplessità la scelta di unirsi al mutismo di Aung San su Kyi sui Rohingya. In Myanmar (27-29 Novembre) il Vescovo di Roma non ha mai parlato direttamente della minoranza musulmana, che secondo l’Onu e gli Stati Uniti è vittima di una pulizia etnica. 

Papa Francesco è accolto all’aeroporto di Dhaka, in Bangladesh
Credits to: Max Rossi / Reuters

Un robot in missione a Fukushima

Un robot ha raggiunto il cuore dell’area contaminata di Fukushima per la prima volta dall’esplosione della centrale nucleare avvenuta a seguito del maremoto che nel 2011 colpì il Giappone. Per la prima volta sono state riprese le immagini del combustibile di uranio fuso della centrale e si tratta dunque di una svolta perché finora la sorte del carburante era stata uno dei misteri più grandi della catastrofe. Le autorità sperano così di dimostrare che l’impianto sta passando dalla fase di post-disastro a quella di pulizia e messa in sicurezza. I robot precedenti avevano fallito, ma la versione più recente, chiamata Mini-Manbo, o “piccolo pesce luna”, è riuscita nella missione grazie a tecnologie più sofisticate.

Un colloquio non si nega a nessuno

Il leader sudanese Omar al Bashir, su cui pende un mandato di arresto internazionale emesso dalla  Corte Internazionale Penale per il genocidio nel Darfur, ha chiesto al presidente Putin – durante una visita in Russia – protezione e cooperazione militare contro quello che ha definito “un piano degli Stati Uniti di dividere il Sudan in cinque Stati”. Bashir ha discusso con Putin e con il ministro della Difesa Sergey Shoygu la costruzione di una base militare russa lungo la costa del Mar Rosso e l’aggiornamento degli armamenti sudanesi con l’acquisto di caccia russi Su-30 e Su-35, nonché di sistemi di difesa aerea S-300.

Omar al Bashir con Vladimir Putin durante il meeting di Sochi. Credits: TASS

Tensione tra Iran e Europa sui missili balistici

Il vice capo delle Guardie rivoluzionarie iraniane, Hossein Salami, ha avvertito l’Europa che se questa minacciasse Teheran, l’Iran aumenterebbe la gittata dei missili oltre i 2.000 chilometri. La minaccia va inquadrata nel tentativo francese di avviare negoziazioni con l’Iran sul suo programma di missili balistici al di fuori dall’accordo sul nucleare del 2015. Il mese scorso il capo delle Guardie Rivoluzionarie, il generale Ali Jafari, aveva detto che il raggio missilistico di 2.000 chilometri è in grado di colpire “la maggior parte degli interessi e delle forze americane” nella regione e che quindi l’Iran “non ha bisogno di estenderlo”.

Via Libera

Evo Morales Presidente della Bolivia è stato autorizzatodalla Corte Costituzionale a candidarsi per un quarto mandato nel 2019 nonostante la popolazione abbia espresso parere contrario a riguardo, interpellata per via referendaria nel febbraio 2016.

Colombia: s’istituiranno Tribunali Speciali

La Camera bassa del Congresso colombiano ha approvato un disegno di legge per avviare processi di giustizia di transizione in base all’accordo di pace nazionale con i ribelli delle FARC. Verranno istituiti Tribunali speciali che processeranno sia i leader della guerriglia che le forze armate responsabili di crimini di guerra. Il processo di pacificazione interno alla Colombia è molto delicato e, sebbene oggi la tregua sia definitiva e l’integrazione delle FARC nel processo politico proceda spedita, decenni di guerra alle spalle del paese rendono molto fragile la stabilizzazione definitiva. Si tratta di una svolta nel processo di pacificazione nazionale, di cui avevamo parlato qui.

Il prezzo della libertà

Finito in carcere con l’accusa di corruzione, il principe saudita Miteb bin Abdullah, sino al 4 Novembre a capo della Guardia Nazionale, è stato rilasciato martedì 28 dopo aver acconsentito a pagare una somma che si ritiene superi l’equivalente di un miliardo di dollari. La pubblica accusa ha deciso di rilasciare alcuni dei sospettati disposti a restituire il denaro guadagnato illegalmente (altri tre avrebbero raggiunto un accordo), mentre procederà contro almeno altri cinque.

Facebook contro il terrorismo

Mercoledì 28/11 Facebook ha pubblicato un comunicato circa i cambiamenti che la compagnia sta mettendo in atto nel tentativo di limitare la diffusione di contenuti violenti e nello specifico, la propaganda di gruppi terroristi. Tra questi, figura il sempre maggiore affidamento all’Intelligenza Artificiale, più efficace nel rintracciare post riconducibili a ISIS e al-Qaeda (per esempio) e nel rimuoverli.
Tuttavia gli algoritmi usati da FB sono perfezionati dal lavoro di revisori (di contenuti) umani e sembrerebbe che la compagnia sia pronta ad ampliare ulteriormente l’organico, assumendo altri esperti nel settore.

Il Presidente americano sta considerando l’ipotesi di riconoscere Gerusalemme nuova capitale dello Stato d’Israele, (così da esacerbare definitivamente le tensioni in Medio oriente). L’annuncio sembrerebbe prossimo. In ogni caso fonti ufficiali rivelano che per lo spostamento dell’ambasciata Usa da Tel Aviv alla città sacra ai tre monoteismi abramitici, ci vorrà del tempo. I palestinesi vogliono che Gerusalemme est diventi la capitale di un ipotetico loro Stato e la comunità internazionale non riconosce la sovranità israeliana su tutta la città.
Il portavoce del Dipartimento di Stato americano Heather Nauert ha dichiarato giovedì 30 che “nessuna decisione in merito è stata presa.”

I negoziati TPP proseguono con la Cina

Il TPP, l’ accordo commerciale cercato dall’Amministrazione Obama per omogeneizzare alcuni grandi mercati dei paesi affacciati sul Pacifico e contenere l’espansionismo economico, commerciale e politico della Cina, non sarà portato avanti dall’Amministrazione Trump. Tuttavia tutti gli altri attori coinvolti sono rimasti all’interno dell’accordo e stanno discutendo sul da farsi. Le novità sono due: 1) Al posto degli Stati Uniti potrebbe subentrare la Cina; 2) Con il ritiro degli Stati Uniti scompaiono le norme di protezione ambientale e dei lavoratori che erano state volute dall’Amministrazione Obama.

Redazione
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