Gli scontri a Gerusalemme, la volontà di Putin di correre da solo alle prossime elezioni, il coinvolgimento francese nel genocidio del Ruanda del 1994 e molto altro tra le notizie più rilevanti della settimana, nel nostro International Weekly Brief.   

Effetto domino

3 Palestinesi uccisi e 260 feriti: sarebbe questo, secondo la ricostruzione fornita dal Ministro della salute palestinese, il bilancio degli scontri che hanno avuto luogo a West Bank e Gerusalemme Est, a poco più di una settimana dalla decisione del Presidente americano Trump di riconoscere Gerusalemme come capitale indivisibile dello stato di Israele. L’Organizzazione per la Cooperazione Islamica (OIC), nel corso di una seduta straordinaria convocata ad Istanbul, ha dichiarato Gerusalemme Est capitale della Palestina, invitando la comunità internazionale a discostarsi dalla “pericolosa” e unilaterale decisione di Trump.

Nel frattempo il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu in viaggio in Europa, ha incontrato a Parigi il Presidente francese Macron che si è dichiarato contrario alla decisione statunitense, definita una “minaccia alla pace”, e si è espresso a favore di una risoluzione del conflitto a due Stati con Gerusalemme est capitale dei territori occupati da Israele nel 1967. Una posizione sostenuta anche dall’Unione Europea come comunicato a Netanyahu a Bruxelles dall’Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini. Tuttavia lo stesso, in conferenza stampa ha dichiarato che la decisione di Trump mette nero su bianco quello che è un dato di fatto e che quindi, anche se non vi è ancora un accordo, in futuro le cancellerie europee dovranno spostare le loro ambasciate da Tel Aviv a Gerusalemme.

Intanto, secondo le stime fornite dalle forze armate israeliane, 3.500 palestinesi avrebbero preso parte agli scontri in nove aree lungo la striscia di Gaza dando fuoco a pneumatici e lanciando pietre; focolai di protesta sarebbero sorti anche a Beirut (Libano), Rabat (Marocco) e Jakarta (Indonesia).


Manifestanti palestinesi si scontrano con la polizia israeliana nella West Bank, 15/12/2017. Credits to: The Guardian.

Bad Blood

Domenica 17 Dicembre a Quetta in Pakistan un uomo imbottito di esplosivo si è fatto esplodere all”ingresso di una chiesa evangelica metodista durante la funzione; almeno 8 fedeli sarebbero rimasti uccisi e 16 feriti. Un secondo attentatore avrebbe aperto il fuoco prima di essere ucciso dalla polizia. Tempestiva la rivendicazione dell’attacco ad opera dell’Isis attraverso l’agenzia Amaq.

In Somalia, invece, lo scorso 14 dicembre un kamikaze ha fatto deflagrare l’esplosivo che indossava sotto l’uniforme della polizia durante una parata in corso in un campo di addestramento situato a Mogadiscio. 18 agenti sono morti nell’esplosione e altre 15 persone sono rimaste ferite. Il gruppo islamista al-Shabaab, affiliato ad al-Qaeda, ha rivendicato la paternità dell’attacco.

Un poliziotto prende posizione dopo che uomini armati hanno attaccato la Bethel Memorial Methodist Church a Quetta, in Pakistan, il 17 dicembre 2017. Credits to: REUTERS/Naseer Ahmed.

Un poliziotto prende posizione dopo che uomini armati hanno attaccato la Bethel Memorial Methodist Church a Quetta, in Pakistan, il 17 dicembre 2017. Credits to: REUTERS/Naseer Ahmed.

Meanwhile in Russia…

Nel corso della conferenza annuale di fine anno, Vladimir Putin ha annunciato che correrà da solo alle elezioni presidenziali del 2018. La decisione di prendere le distanze dal partito che lo supportava dal 2001 sembra ascrivibile al calo di popolarità di “Russia Unita”. L’indice di gradimento del partito, che stando ai dati raccolti dall’istituto statistico russo Levada Centre è pari al 42%, si pone infatti in netto contrasto con quello del Presidente, attestato a novembre all’81%.

In occasione della visita a sorpresa alla base aerea russa di Hmeymim (Siria), Putin ha annunciato l’avvio del ritiro di una consistente parte delle truppe russe di stanza in Siria, in conseguenza dell’espletamento della missione che era stata loro assegnata. Resta da definire l’effettiva consistenza delle operazioni di ritiro, data la volontà di mantenere solida la presenza militare russa nel Paese.

Il Presidente russo Vladimir Putin e quello siriano Bashar al-Assad (R) durante la visita alla base militare di Hmeymim nella provincia di Latakia in Siria. Lunedì 11 Dicembre 2017. Credits to: Sputnik/Mikhail Klimentyev/Sputnik via REUTERS

Al termine di un colloquio telefonico con il suo omologo Putin, il Presidente statunitense Trump si è detto pronto a ricevere maggiori aiuti dalla Russia per convincere la Nord Corea ad abbandonare il programma missilistico e nucleare elaborato da Kim Jong-un. Sergei Lavrov, Ministro degli Esteri russo, ha tuttavia evidenziato come un eventuale passo indietro degli USA in merito all’accordo sul nucleare siglato con l’Iran potrebbe compromettere una effettiva risoluzione della crisi coreana.

Dissidi ed intese europee

Su volontà concorde degli Stati membri dell’Ue, che hanno riconosciuto l’esito positivo della prima fase dei negoziati per la Brexit, è stato avviato il secondo round di trattative utili a definire il futuro della Gran Bretagna dopo l’uscita dall’Unione. Nonostante siano numerosi i nodi ancora da sciogliere (diritti dei cittadini Ue residenti in UK e obblighi finanziari della Gran Bretagna nei confronti dell’Ue solo per citarne alcuni), il Consiglio Europeo ha approvato una proposta elaborata congiuntamente da Commissione Europea e Regno Unito, mentre i leader europei hanno adottato una serie di linee guida espressione delle loro condizioni per un periodo di transizione ed un calendario approssimativo degli impegni che li vedranno coinvolti nei prossimi mesi.

Cresce invece la divisione dei Paesi europei nell’ambito della questione migranti: durante l’incontro del Consiglio europeo svoltosi giovedì 14 dicembre, Germania, Italia e Paesi Bassi hanno aspramente criticato le dichiarazioni rese da Donald Tusk in merito alla politica delle quote finora attuata dall’Ue, definita “ampiamente divisiva e inefficace”. Tre soli Stati (Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca) si sono espressi a favore della proposta del Presidente del Consiglio Europeo, acconsentendo a versare una cifra pari a 35 milioni di euro volta a finanziare un progetto, guidato dall’Italia, funzionale ad incrementare la sicurezza al confine con la Libia e a contenere gli sbarchi in Europa.

Credits to: REUTERS/Yves Herman.

Credits to: REUTERS/Yves Herman.

Scomode verità, 20 anni dopo

In seguito a quanto emerso da un report pubblicato mercoledì 13 Novembre dal governo ruandese, appare inevitabile un peggioramento delle già compromesse relazioni tra Parigi e Kigali.
Il rapporto, redatto dallo studio legale statunitense Cunningham Levy Muse LLP e commissionato dal governo africano, rivela alcune informazioni sul coinvolgimento della Francia nel genocidio del 1994: le forze militari d’oltralpe oltre ad essere al corrente dei massacri perpetrati contro i Tutsi avrebbero addestrato le controparti ruandesi continuando a fornire loro armi anche dopo l’embargo ed avrebbero dato copertura alle fasi finali della campagna genocida, ostacolando la giustizia anche una volta terminata la guerra.

Soldati francesi accompagnano il passaggio di forze armate ruandesi nel 1994. Credits to: Pascal Guyot / Agence France-Presse — Getty Images

Spinte autonomiste

In seguito all’ufficializzazione dei risultati elettorali che hanno visto l’alleanza nazionalistica “Per la Corsica” conquistare quasi i due terzi dei seggi con il 56% delle preferenze, i nazionalisti corsi hanno chiesto a Macron di essere ricevuti a colloquio per esporre le loro istanze autonomiste in ambito fiscale, linguistico e contrattuale. Come già recentemente accaduto in altri Stati europei, ad alimentare le ambizioni secessioniste sarebbe soprattutto l’insoddisfazione per il governo centrale ed i principali partiti.

La terra trema

Giovedì 15 dicembre un terremoto di magnitudo 6.5 con epicentro a 91 km di profondità ha fatto tremare l’isola di Java, in Indonesia. Almeno 2 persone sarebbero morte e 10 rimaste ferite a causa del sisma, che è stato avvertito anche a Giacarta, ma le stime sembrano tristemente destinate a salire.

Decisioni storiche

A trent’anni di distanza dall’emanazione del provvedimento, l’Arabia Saudita ha annunciato l’abolizione del divieto dei cinema, tradizionalmente considerati strumento di depravazione e corruzione morale. Il Ministro della Cultura e dell’Informazione ha dichiarato che le licenze saranno rilasciate immediatamente e che l’apertura del primo cinema è prevista per il prossimo marzo. La decisione si inserisce in un più ampio programma di modernizzazione del Paese avviato dal Principe Salman, che soltanto a settembre ha esteso alle donne il diritto di guidare.

Abolita la neutralità della rete

La FCC, agenzia federale statunitense che regola il sistema delle comunicazioni negli Stati Uniti, ha abolito la net neutrality, principio in base al quale i fornitori dei servizi internet devono trattare tutti i contenuti allo stesso modo. L’iniziativa è stata promossa dal capo della FCC Ajit Pai nell’ottica di favorire i consumatori attraverso la differenziazione delle offerte che i fornitori di servizi potranno proporre in conseguenza dell’abrogazione della neutralità della rete. L’Internet Association, organizzazione comprensiva dei colossi di internet (compresi Facebook e Google) e delle associazioni di consumatori, si è invece dichiarata contraria alla riforma e non ha escluso la possibilità di presentare ricorso alla Corte Suprema entro i prossimi 60 giorni.

Un sistema solare 2.0

I ricercatori della Nasa hanno annunciato la scoperta di un sistema solare analogo al nostro. La recente individuazione di Kepler-90i, resa possibile dai dati raccolti dal telescopio Kepler e rielaborati da Google, ha fatto salire ad otto il numero di pianeti che ruotano attorno alla stella Kepler-90, esattamente come avviene nel nostro Sistema Solare. Kepler-90i, che come la Terra è il terzo pianeta più distante dalla propria stella, ha un diametro superiore del 30% a quello terrestre ed una temperatura superficiale che si attesta a più di 400°C.

di Federica Allasia

 

Federica Allasia
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