Il difficile tour mediorientale del segretario di stato americano Rex Tillerson, le grandi possibilità di rientro di capitali negli Usa dovuti alla riforma fiscale di Trump, la crisi diplomatica tra Cipro e Turchia (in cui c’è andata di mezzo l’Italia), tra le notizie più importanti della settimana, nel nostro International weekly brief.

Il complicato tour mediorientale di Tillerson

È stata una settimana diplomatica complicata per il segretario di stato americano Rex Tillerson, impegnato in un importante tour mediorientale. Il rappresentante della politica estera Usa ha visitato

  • Egitto: dove sono state confermate le forti relazioni tra i due paesi e la lotta al terrorismo, specie nel Sinai (New York Times)
  • Kuwait: Tillerson ha promesso un prestito di 3 miliardi di dollari per aiutare l’Iraq a ricostruire il paese dopo la guerra a Isis (The Washington Post)
  • Libano: il segretario di stato ha parlato con il presidente Michel Aoun e il primo ministro Saad Hariri della crescente minaccia di Hezbollah sulla sovranità e la sicurezza di Beirut (Al Jazeera)
  • Giordania: qui Tillerson ha accennato in maniera piuttosto vaga ad un “avanzato piano di pace” che la Casa Bianca starebbe studiando per la risoluzione del conflitto israelo-palestinese (Jerusalem Post)
  • Turchia: con Erdogan si è discusso delle priorità di sicurezza turche nella regione e dell’appoggio americano ai curdi siriani, al momento non messo in discussione. Gli Stati Uniti hanno intimato alla Turchia “moderazione” nella campagna militare su Afrin. Tillerson per qualche motivo si è presentato agli incontri senza un traduttore, affidandosi all’interpretazione e intermediazione durante il colloquio con Erdogan del solo ministro degli esteri turco Mevlut Cavusoglu: una cosa piuttosto inusuale e fuori protocollo. Gli attriti tra Turchia e Usa – entrambi alleati Nato – sono stati protagonisti anche di incontri tenuti tra il consigliere per la sicurezza nazionale Usa H.R. MacMaster e il ministro della difesa James Mattis con i loro omologhi turchi (Cnn)

TIllerson in Kuwait – Reuters

Il viaggio è stato reso ancora più delicato dal concludersi di una settimana – quella precedente il tour – molto tesa in Siria tra Iran, Israele e Turchia.

La settimana scorsa infatti: circa 200 persone sono state uccise in un raid aereo del regime di Damasco nell’area est di Ghouta; 100 o più miliziani del regime – tra cui probabilmente contractor russi – sono stati eliminati da un bombardamento Usa volto a difendere gli alleati dell’Sdf da un’offensiva fallita contro una loro base; un jet russo (Sukhoi-25) è stato abbattuto in un’area di Idlib controllata dalle milizie islamiste di Hayat Tahrir al-Sham (ex al Qaeda); un elicottero turco è stato abbattuto dalle forze curde Ypg nel Rojava; un drone iraniano è stato distrutto da caccia israeliani; un F16 israeliano è stato abbattuto dalla contraerea siriana, scatenando la reazione dell’esercito di Tel Aviv che ha distrutto diversi obiettivi iraniani in territorio siriano, oltre ad alcuni depositi di armi del regime.

I giornali internazionali concordano nel segnalare un aumento del rischio di conflitto che potrebbe coinvolgere Libano, Siria, Iran e Israele, mentre Foreign Policy dice che fino ad oggi Trump sull’Iran ha parlato molto ma agito poco. Sul The Atlantic invece si legge che “la guerra in Siria non è mai stata così internazionale”.

Nel frattempo a Teheran migliaia di persone hanno manifestato per l’anniversario della rivoluzione islamica del 1979.

Acque turbolente a Cipro

La marina militare turca ha imposto un blocco nei confronti della piattaforma dell’Eni Saipem 12000, diretta a un’area di trivellazione su licenza di Cipro. L’area è da tempo contesa tra Cipro e la Turchia, che ne rivendica la sovranità marittima e commerciale.

L’Eni ha già compiuto esplorazioni di giacimenti di gas in quell’area, ed ha ottenuto da Nicosia le dovute licenze per operare nella Zee (Zona economica esclusiva) di Cipro. Secondo l’Ad della compagnia, Claudio Descalzi, sono in corso trattative diplomatiche per continuare le normali operazioni esplorative.

Ankara ha interessi diretti nel Mediterraneo orientale, e considera la presenza dell’Eni (e di Total) un’interferenza sulla propria politica energetica, e starebbe facendo pressioni da anni affinché le riserve di gas cipriote vengano condivise con la parte turca dell’isola.

Getty Image

È peraltro segnalata la presenza nel porto di Diliskelesi, vicino a Istanbul, di una nave da perforazione recentemente acquistata dalla Turchia. La nave è in fase di riparazione e di addestramento. Se la stessa verrà portata nelle acque del Mediterraneo orientale potrebbe palesarsi la volontà turca di scontro con le autorità cipriote, greche ed europee.

La Turchia punta a diventare un hub di transito energetico fondamentale per l’Europa, ma la scoperta di grandi giacimenti di gas nelle acque egiziane, israeliane e cipriote del Mediterraneo orientale indebolisce questa strategia. La situazione è da monitorare.

Spendi spandi effendi

Il presidente Usa Donald Trump ha presentato la proposta di bilancio federale per il prossimo anno. All’interno ci sono tagli ingenti ai programmi di assistenza sanitaria, aumento dei fondi per la difesa (700 miliardi) e, di nuovo, fondi per la costruzione del famoso muro al confine con il Messico.

Il valore della manovra è di 4,4 trilioni di dollari, che determinerà, anche a causa delle minori entrate fiscali, un deficit annuale di oltre 1 trilione di dollari. La Cnn titolabenvenuti nella nuova era della spesa federale“, mentre il Washington Post scrive che nonostante l’aumento delle spese, a rimetterci saranno i più poveri. La proposta del presidente dovrà ora passare al Congresso, dove non avrà vita facile.

Inoltre, con un voto bipartisan, il senato Usa ha rifiutato il piano del presidente sui Dreamers che avrebbe previsto forti limiti all’ingresso nel paese ed un rafforzamento delle misure di sicurezza al confine. Vox ci spiega vincitori e vinti di questo voto.

Don’t Panic

Dopo le problematiche ore sulle borse mondiali, i listini questa settimana sembrano aver recuperato terreno, anche grazie alle proiezioni dell’inflazione americana, data in crescita assieme ai salari. Sul Wall Street Journal si spiega la dinamica dei prezzi in questo particolare momento.

Russiagate

Il procuratore Fbi Robert Mueller sta proseguendo con le indagini sulle interferenze del Cremlino nelle elezioni americane del 2016. Venerdì ha incriminato 13 cittadini russi, accusati di aver contribuito alla creazione di falsi profili e fake news per screditare gli avversari politici di Trump, repubblicani e democratici.

мэйдэй (mayday)

Un aereo della compagnia aerea russa Saratov Airlines con a bordo 71 persone è precipitato vicino Mosca poco dopo il decollo. È stata esclusa la pista terroristica, mentre sembra accertato l’errore umano: il capitano non avrebbe effettuato i normali controlli prima di decollare.

Tocca ferro

Il fondo d’investimento Bridgewater Associates, il più grande al mondo, ha puntato circa 14 miliardi di dollari su un calo a breve termine delle Borse europee, scommettendo sui rendimenti negativi di alcune tra le più importanti aziende del continente. Forse c’entrano anche le elezioni italiane, dice Bloomberg.

Non comprate quello smartphone!

L’intelligence americana ha messo in guardia sulla presenza nei dispositivi delle compagnie cinesi Huawei e Zte di software che permetterebbero al governo di Pechino di entrare nelle reti di telecomunicazione nazionali.

Geopolitica dei microprocessori

Dopo aver rifiutato un’offerta d’acquisto da ben 146 miliardi di dollari, l’azienda produttrice di microprocessori Qualcomm sembra non aver ancora rifiutato del tutto l’accordo. Come riportato da Reuters, Qualcomm teme che con l’acquisizione l’azienda possa perdere due importanti clienti, che non si fiderebbero dell’eventuale gestione della compagnia compratrice. Mercoledì le due società si sono incontrate privatamente per due ore. Se le cifre rimanessero di questa grandezza si tratterebbe della più grande acquisizione mai effettuata nel settore.

Nel frattempo la Cisco, altro big del settore tech, ha annunciato un piano di rientro di capitali di 25 miliardi di dollari. Questo piano è stato reso possibile dagli incentivi fiscali nati in seno alla riforma tributaria di Donald Trump. Come scrive Cnbc, molte altre aziende americane stanno facendo lo stesso.

Petrolio del futuro

L’azienda automobilistica tedesca Bmw sta chiudendo un importante contratto per la fornitura di litio e cobalto – minerali usati per la fabbricazione di batterie – per i prossimi 10 anni. Scrive il Financial Times che il prezzo di questi materiali è più che raddoppiato rispetto allo scorso anno a causa dell’aumento delle vendite di veicoli elettrici.

Che invidia andare a scuola con in tasca una pistola

A Parkland, in Florida, un ragazzo diciannovenne legato a gruppi suprematisti bianchi ha fatto irruzione armato nella scuola da cui era stato espulso, sparando e uccidendo almeno 17 persone e ferendone altre 12. Il Guardian segnala che questa è stata la peggiore delle otto sparatorie avvenute in istituti scolastici americani dall’inizio del 2018.

Nessuna marcia indietro

Il Ministro degli esteri inglese, Boris Johnson, ha definito “intollerabile” l’idea che la Gran Bretagna possa continuare a seguire la legislazione europea dopo la brexit, condannando anche la possibilità che si possa tornare sui propri passi e fare un secondo referendum, questa volta per rimanere in Europa – possibilità fino a pochi mesi fa considerata inimmaginabile, ma che sta iniziando a diventare parte del dibattito pubblico britannico.

Finisce un’epoca

Il leader sudafricano Jacob Zuma ha rassegnato le proprie dimissioni dalla presidenza del Sud Africa. Pressioni troppo forti arrivavano dal suo partito, l’African National Congress, che spingeva da tempo per un passaggio di poteri, così da terminare un lungo periodo politico segnato da scandali e malgoverno. Il nuovo presidente è Cyril Ramaphosa, vice di Zuma fino alla settimana scorsa, che ha già promesso grandi cambiamenti.


Letture della domenica
a cura di Lorenzo Carota
Lorenzo Carota
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