La pazza settimana dell’Italia che ha preoccupato il mondo, l’attivazione dei dazi Usa verso Europa, Messico e Canada, la sfiducia costruttiva spagnola che ha determinato un cambio di governo, il nuovo budget europeo e la messa in scena dell’omicidio di un giornalista russo, tra le notizie più importanti della settimana, nella nostra rassegna stampa internazionale.

Italia: maneggiare con cautela

In una settimana è successo di tutto. A seguito della rinuncia del premier incaricato Giuseppe Conte domenica scorsa, il Presidente della repubblica Sergio Mattarella ha incaricato il tecnico Carlo Cottarelli di formare un governo provvisorio e “neutrale”, per poi concedere ulteriore tempo alle parti politiche per trovare un accordo sui nomi di ministri. Accordo giunto in extremis nella giornata di venerdì, sempre con Conte. Il regista che è uscito vincitore da questa folle settimana è sicuramente Mattarella.

L’instabilità italiana resta comunque sotto osservazione, oltre che in Italia, in Europa e sui mercati di tutto il mondo, anche a causa delle spericolate scelte politiche dei contraenti del cosiddetto “contratto di governo”.

Ad inizio settimana i mercati hanno subito perdite e innalzamenti dei tassi di rischio sui titoli di stato italiani e di altri paesi europei, nonostante il Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco, durante la consueta relazione annuale, abbia elencato numeri positivi per l’economia italiana. Il Sole24Ore ha provato a spiegare le dinamiche del crollo della fiducia dei mercati sulla sostenibilità del debito italiano. A fine settimana la situazione si è ristabilita, ma gli analisti sono concordi nel dire di non abbassare la guardia.

Qualche articolo che parla di noi dalla stampa estera:

Le crisi degli altri

Non è solo l’Italia a vivere dei problemi di stabilità governativa. In Spagna mercoledì si è iniziata a discutere una mozione di sfiducia nei confronti del governo guidato da Mariano Rajoy, presentata dal leader dei socialisti Pedro Sanchez per via di una serie di condanne per corruzione piovute sul Partito popolare. La mozione è passata venerdì, anche grazie ai 5 deputati del Partito nazionalista basco e ai partiti catalani.

L’ordinamento spagnolo è di tipo “costruttivo”: ciò implica che la sua approvazione istituisce automaticamente un nuovo governo e la sostituzione del primo ministro con il leader dell’opposizione che si è accordata per la sfiducia, cioè in questo caso Pedro Sanchez. È la prima volta nella storia repubblicana spagnola che si giunge a questo epilogo.

Distensioni

È durato poco il litigio tra il Presidente Usa Donald Trump e il dittatore nordocreano Kim Jong-un. Ad inizio settimana una delegazione diplomatica è arrivata a Pyongyang da Washington per iniziare i preparativi formali del summit di Singapore, ufficialmente “annullato” da Trump nelle scorse settimane a causa delle parole di alcuni funzionari nordcoreani nei confronti del Vicepresidente Mike Pence. Per Trump l’incontro ci sarà. Vox ha provato a stilare 4 scenari sui possibili risultati di questa iniziativa diplomatica. Secondo la rivista National Interest le cose con la Corea del Nord da oggi possono solo che peggiorare.

A mediare tra i due leader, il Presidente sudcoreano Moon Jae-in, che ha inoltre confermato la volontà della Corea del Nord nel voler avviare una totale denuclearizzazione. Il Wall Street Journal rivela che la Casa Bianca aveva pronte delle nuove sanzioni contro la Corea del Nord, ma che sono state sospese e il primo ministro giapponese Shinzo Abe ha ufficializzato un prossimo incontro con Trump prima del summit a Singapore.

Intanto anche il ministro degli esteri russo Sergej Lavrov si è incontrato a Pyongyang con Kim Jong-un, per discutere del disarmo nucleare del paese. Lavrov ha invitato Kim a Mosca per un incontro con Putin.

via @mfa_russia

Cambiamenti in Siria?

Il ministro della Difesa israeliano Avigdor Lieberman si è recato in visita a Mosca giovedì, dove ha avuto dei colloqui con il suo omologo russo, Sergei Shoigu. Al centro degli incontri diplomatici le preoccupazioni israeliane sulla presenza militare dell’Iran in Siria.

I media hanno riferito che Mosca si è offerta di schierare battaglioni russi nelle aree di confine tra Israele e Siria; un accordo che renderebbe di fatto obbligato il ritiro di tutte le forze iraniane e di Hezbollah dagli 80 chilometri di confine.

Sovranità contesa

La Cina ha denunciato la “violazione” della propria sovranità per il passaggio di due navi da guerra della Marina Usa al largo delle isole Paracels, da anni conteste tra Cina, Taiwan e Vietnam, nel Mar Cinese Meridionale.

Intanto il Segretario alla difesa Jim Mattis, ha affermato che gli Stati Uniti continueranno ad opporsi a quello che Washington considera come una militarizzazione cinese delle isole nel Mar Cinese Meridionale, e che gli Usa sono pronti a difendere i propri alleati nell’area.


Al ballottaggio

Alle elezioni presidenziali in Colombia si andrà al ballottaggio tra il candidato di centro destra Ivan Duque, che ha ottenuto il 39% dei voti, e l’ex sindaco di Bogotà, Gustavo Pedro, che è arrivato secondo con il 25%. Il ballottaggio si terrà il 17 giugno.

Storia di un omicidio che non lo era

Arkady Babchenko, giornalista russo corrispondente di guerra di 41 anni, e noto critico del Presidente russo Vladimir Putin, è stato assassinato con tre colpi di arma da fuoco a Kiev, in Ucraina. O meglio, è quello che per circa 24 ore hanno pensato tutti, sua moglie compresa. Babchenko nel febbraio 2017 aveva lasciato la Russia a seguito di minacce per trasferirsi prima in Repubblica Ceca e poi in Ucraina. Negli anni Novanta aveva combattuto in Cecenia con l’esercito russo, per poi dedicarsi al giornalismo.

La messa in scena della sua morte è stata spiegata durante una conferenza stampa nella sede dei servizi segreti ucraini, in cui Babchenko è comparso tra le facce stupite dei presenti. L’intelligence ucraina ha spiegato che la falsa notizia della morte del giornalista russo è stata ufficializzata all’interno di un piano volto a catturare un agente russo che avrebbe ricevuto ordini per organizzare il suo omicidio. Durante la conferenza stampa è stato infatti confermato l’arresto di un sospettato. La vicenda, già particolarmente strana, fatto piovere diverse critiche “professionali” ed etiche da parte di altri giornalisti, come Natalia Antaleva e Andrei Soldatov.

Belgio senza tregua

Nella cittadina di Liegi, in Belgio, un uomo appena uscito dal carcere ha ucciso due poliziotti ed un passante, prima di venir eliminato dalla polizia. Non era nella lista delle persone sospettate di radicalizzazione e terrorismo, ma nelle ore successive è uscita una rivendicazione – ancora da valutare – di Isis. L’attentatore aveva precedenti penali per aggressione e possesso di droga.

Evacuazione

Alla periferia nord di Parigi, sulle rive del Canal Saint Denis, mercoledì è stato smantellato un campo profughi dove vivevano accampati 1.500 migranti, per lo più provenienti da Sudan, Somalia ed Eritrea. È la 34a evacuazione di questo tipo degli ultimi tre anni. Il ministro degli interni francese ha dichiarato che i migranti verranno spostati in diversi siti temporanei per svolgere i controlli amministrativi e di assistenza.

Gli effetti della brexit (prima della brexit)

Il Guardian ha pubblicato un’analisi degli effetti, ad oggi, della brexit sull’economia britannica secondo diversi indicatori: deficit commerciale in aumento, inflazione in calo; sterlina più debole, e produzione industriale che rallenta. Queste alcune delle cose più rilevanti degli effetti della brexit prima che la brexit sia effettivamente sia stata effettuata.

Incassi mediterranei

La Commissione europea starebbe ultimando la stesura del prossimo budget Ue dal volume di 1.135 miliardi di euro (1.279 miliardi tenendo conto dell’inflazione attesa), che sarebbe molto simile a quello stanziato per il periodo 2014-2020 (compreso il Fondo europeo di sviluppo, ma in cui era compresa anche la quota del Regno Unito).

Una delle principali novità riguarda 30 miliardi aggiuntivi ad un fondo per i paesi più colpiti dalla crisi, come Spagna, Grecia e Italia, cosa che era stata chiesta nei mesi scorsi da Macron. Il Financial Times aggiunge che questo aumento del budget sarebbe coadiuvato da un meccanismo di prestiti agevolati per far fronte a eventi improvvisi o per investimenti infrastrutturali.

Il piccolo alleato dei Balcani

Italia e Grecia offriranno al Montenegro, paese entrato nella Nato nel giugno dello scorso anno, supporto militare attraverso il pattugliamento con aerei da combattimento dei suoi cieli. Il piccolo paese balcanico non possiede una forza aerea ed ha chiesto agli alleati di contribuire alla sua difesa. L’Aeronautica militare italiana dovrebbe assegnare le missioni ai caccia Eurofighter Typhoon del 4° Stormo di Grosseto, del 36° Stromo di Gioia del Colle e del 37° Stormo di Trapani-Birgi.

Intanto, venerdì si sono incontrati all’interno del primo Consiglio Nato-Russia dell’anno, gli ambasciatori di entrambi gli schieramenti. Secondo il Segretario Nato Jens Stoltenberg, il dialogo continua ad essere necessario per disinnescare pericolose tensioni.

Eurofighter Typhoon Italiano – Stock photo

Plastica commissionata

La Commissione europea si è posta l’ambizioso obiettivo di raccogliere entro il 2025 il 90% delle bottiglie di plastica mono uso utilizzate all’interno dell’Unione così da ridurre l’inquinamento di mari, fiumi e spiagge.

A volto scoperto

Dopo Francia, Austria e Belgio, anche la Danimarca ha approvato – con il voto favorevole di 75 rappresentanti contro 30 (e 74 assenti) – una legge che vieta la copertura totale del volto nei luoghi pubblici.

Il provvedimento ufficialmente non intende penalizzare alcuna confessione in particolare, ma nei fatti andrà a colpire le donne musulmane che indossano niqab e burqa: “questo non è un divieto sugli abiti religiosi, è un divieto contro i camuffamenti” ebbe a dire lo scorso ottobre il portavoce del Partito liberale, Jacob Ellermann-Jensen, al momento della presentazione della proposta, che è stata sostenuta anche dal più grande partito del paese, quello dei socialdemocratici.

Il ritorno della speculazione

La Fed, la banca centrale Usa, avrebbe proposto di alleggerire le limitazioni imposte dalla Volker Rule sugli investimenti speculativi delle banche, approvata dopo la crisi finanziaria del 2008. La legge impedisce alle banche di mettere sul mercato i propri profitti o di avere partecipazioni in hedge fund o fondi di private equity. Secondo il Nyt questi cambiamenti darebbero alle maggiori banche una significativa libertà di impegnarsi in operazioni più complesse e potenzialmente molto più rischiose.

Sempre la Fed ha comunicato alcuni dati economici nel Beige Book, dove viene detto che le imprese statunitensi hanno intensificato la produzione negli ultimi mesi, anche se i consumi stentano ad aumentare. Il Pil Usa intanto si attesta su una crescita del 2,2% (ci si aspettava un 2,3%).

Aridazi!

L’amministrazione Trump ha confermato la volontà di colpire l’Europa con un aumento delle tariffe su acciaio e alluminio. I dazi sono entrati in vigore giovedì sera. La misura era stata annunciata a fine marzo e poi messa in stand-by per 2 volte, per permettere ulteriori negoziazioni. Nello stesso provvedimento sono stati imposti dazi anche a Messico e Canada.

La Commissaria europea al commercio Cecilia Malmström ha diffuso un comunicato in cui spiega di aver fatto tutto quello che era in suo potere per evitarli, ma che non c’è stato nulla da fare. L’Unione europea ha già pronte le contromisure: dazi sulle importazioni di prodotti statunitensi dal valore di 7 miliardi di euro all’anno. Europa e Cina si stanno allineando nel contrastare le politiche commerciali di Trump, e come riporta Reuters anche il Canada starebbe valutando delle risposte. Il G7 di settimana prossima vedrà un blocco di stati coesi nel contrastare le scelte di Trump, definite dal ministro degli esteri francese “illegali, ingiuste e pericolose”.

La firma di marzo sul provvedimento che questa settimana ha attivato i dazi agli alleati degli Usa – Getty Images

Declassamenti

Come riportato da Bloomberg, Deutsche Bank ha subito un declassamento da parte di Standard & Poor’s, con un rating che è passato da A- a BBB+, il terzo livello di rischio maggiore, parlando di “significant execution risk”. Il declassamento ha generato un crollo del valore delle azioni e, come se non bastasse, nella stessa settimana la Fed ha pubblicamente ammesso di aver limitato le attività della banca tedesca negli Stati Uniti, a causa delle “condizioni problematiche” delle attività gestite negli Usa.

Auto-matismi

Waymo, la società controllata da Google attraverso la propria holding, Alphabet, e che è impegnata nello sviluppo e progettazione di automobili che si guidano da sole, ha stretto un accordo con Fca (Fiat Chrysler) per l’acquisto di 62mila minivan che andranno ad aumentare la flotta di taxi automatici a cui sta lavorando la società americana. Fca, peraltro, è riuscita a mantenere la promessa fatta dal Ceo Sergio Marchionne nel 2014: azzerare i 12,5 miliardi di debiti della società.

Scippo libico?

Tra le altre cose che sono state determinate dal lungo stallo politico italiano c’è anche il riempimento da parte della Francia del vuoto diplomatico creato in Libia dall’assenza di un governo in Italia. Martedì si è svolto a Parigi un vertice organizzato da Macron tra il premier Fayez al-Serraj e il generale Khalifa Haftar, alla presenza dell’ambasciatore italiano a Parigi.

Da sinistra, al-Serraj, Macron, Haftar – askanews.it

Il summit non sembra però essere andato molto bene per il Presidente francese, visto che i libici non hanno firmato un’intesa programmatica chiara. Si è però decisa, informalmente, e quindi senza impegni ufficiali, la data delle elezioni presidenziali e legislative, che si dovrebbero tenere entro il 10 dicembre. Lorenzo Marinone, analista del Centro Studi Internazionali ha però rilevato che né Haftar né Serraj hanno il potere di mettere in pratica, al momento, questa promessa, non avendo autorità in ampie aree del paese.

A complicare il quadro è stata anche una lettera inviata dai rappresentanti dei principali consigli militari dell’ovest libico (tra cui quelli di Misurata, Zintan, Garyan, Sabratha, Zliten), che hanno respinto l’iniziativa francese definendola in una lettera inviata al Libya Observer un’interferenza straniera.

I problemi della democrazia indiana

Partendo dalle elezioni tenute nello stato indiano del Karnataka, la rivista Foreign Policy ha provato a fare un’analisi sullo stato di salute della democrazia indiana. Karnataka sarà uno stato cruciale per la battaglia dell’anno prossimo, quando quasi 900 milioni di indiani si recheranno alle urne per le elezioni parlamentari.

Secondo la rivista la campagna elettorale – “una delle più costose della storia indiana” – è stata svolta sotto la bandiera dell’isterismo, tra minacce, casi di corruzione e scandali di ogni tipo, e ciò sta causando una frammentazione del corpo politico indiano, indebolendo le stesse istituzioni.

Tensioni nella Striscia di Gaza

A metà settimana una selva di missili è stata lanciata da Gaza verso i territori israeliani. È l’attacco più importante degli ultimi anni. Il sistema di difesa missilistico israeliano ha intercettato alcuni razzi, ma sono comunque sei le persone rimaste ferite nella sortita. La risposta israeliana non si è fatta attendere: 65 obiettivi militari di Hamas sono stati colpiti, tra cui un tunnel che entrava di 900 metri in territorio israeliano. A metà settimana è stata decisa una tregua.

Strage a posteriori

Il conteggio ufficiale delle vittime dell’uragano Maria che colpì nel settembre 2017 il Porto Rico stimavano 64 morti. Secondo uno studio dell’Università di Harvard però, le morti effettive scaturite da quella tragedia sarebbero almeno 4.600.


LETTURE DELLA DOMENICA

 

Lorenzo Carota
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