Il teso incontro dei G7 in Canada, i preparativi per il vertice Usa-Corea del Nord, l’eruzione del vulcano Fuego, il nuovo governo spagnolo e il super-computer dell’Ibm, tra le notizie più importanti della settimana, nella nostra rassegna stampa internazionale.

G7, incontri e tensioni

Venerdì e sabato si è tenuto a Charlevoix, nella città canadese di La Malbaie, uno dei più tesi G7 che la storia recente ricordi. Secondo il New York Times per la prima volta Washington è riuscita nell’impresa di compattare su un fronte unico anti-Usa tutti i paesi del G7. Trump, tra le altre cose, ha annunciato la volontà di riammettere la Russia nei prossimi vertici, ricevendo un parziale appoggio italiano, subito ridimensionato a seguito delle parole di Macron per cui “gli europei sono contrari alla proposta”.

credits: LaPresse

La tensione dell’incontro è anche dimostrata dall’annuncio della Casa Bianca in cui è stato comunicato l’abbandono del vertice da parte di Trump prima della conclusione dei lavori.

Oltre a Ue, Canada e Giappone, contro i dazi di Trump si è schierata anche la famiglia dei Koch, importanti imprenditori del settore petrolifero e storici sostenitori del repubblicani negli Stati Uniti.

Intanto il presidente russo Vladimir Putin, escluso dagli incontri “tra grandi” del mondo a causa delle ingerenze militari in Ucraina, si è incontrato a Vienna con il premier austriaco Kurtz e il presidente Van der Bellen. L’accoglienza è stata ottima, ed è stata rafforzata la già storica vicinanza tra i due paesi, ma non si è fatto cenno all’eliminazione delle sanzioni.

Durante l’incontro Putin avrebbe detto che non è nelle sue volontà “dividere l’Unione europea”; cosa che invece avrebbe placidamente ammesso l’ambasciatore Usa in Germania, che in un’intervista alla rivista di estrema destra Breitbart ha affermato di sostenere l’ondata reazionaria che si sta affermando in Europa. Berlino ha chiesto chiarimenti. Dopo l’Austria Putin si è recato in visita a Pechino, dove si è incontrato con il presidente cinese Xi Jinping.

Washington e Pyongyang: il vertice si avvicina

Mercoledì Trump si è incontrato con il primo ministro giapponese Shinzo Abe – che teme di venir lasciato ai margini delle decisioni, secondo Politico – per discutere dei preparativi del vertice di Singapore tra Trump e Kim Jong-un, che intanto ha sostituito tre alti ufficiali dell’esercito popolare. James Mattis, tranquillizzando gli alleati, ha sottolineato come non verranno fatte concessioni senza seri impegni sulla denuclearizzazione della Corea del Nord. Trump ha riferito che nel caso l’incontro dovesse essere positivo, inviterà Kim negli Usa.

Sembra anche in dirittura di arrivo un vertice tra il presidente siriano Bashar al-Assad e il leader nordcoreano. I due paesi hanno stretti legami fin dagli anni Sessanta, e collaborano sul piano militare: Pyongyang è uno dei fornitori di Damasco, anche per quel che riguarda le armi chimiche.

Tre mappe che mostrano come sbloccare l’economia della Corea del Nord

Bloomberg prova ad immaginare attraverso delle mappe come la distensione coreana potrebbe inserire uno dei paesi più poveri in assoluto, in una delle aree economiche più dinamiche del mondo. Se dovessero essere compiuti reali progressi, il presidente della Corea del Sud, Moon Jae-in, avrebbe pronto un piano che prevede lo sviluppo di tre cinture economiche che colleghino il cuore industriale del suo paese con il Nord e poi con la Cina e la Russia.

Fedeli alla linea

L’arrivo del nuovo governo italiano non ha modificato le opinioni dell’Italia sull’accordo di mediazione proposto dalla Bulgaria sulla revisione del Trattato di Dublino in tema migranti. Il precedente governo si era detto contrario all’impostazione proposta, e stessa cosa ha fatto il governo attuale. Contrarie anche Germania, Spagna e, per altri motivi rispetto a quelli italiani, il blocco Visegrad con l’Austria. Sul Sole24Ore viene spiegato il perché. Gli sbarchi di profughi sul suolo italiano intanto continuano.

La crisi in Giordania

Giorni di protesti in Giordania, contro la riforma fiscale voluta dal governo e chiesta dal Fondo monetario internazionale per stabilizzare l’economia e poter chiedere in prestito denaro necessario per coprire i deficit di bilancio. Secondo gli analisti sono state le proteste più grandi viste in Giordania da molti anni. Il primo ministro, Hani Mulki, ha rassegnato le proprie dimissioni, e la riforma è stata respinta.

Contrordine, compagni

In contrasto con precedenti annunci, il presidente Vladimir Putin ha detto giovedì che la Russia non ha in programma il ritiro delle proprie forze dalla Siria. In effetti, da quando è stata comunicata la “missione compiuta” nel dicembre 2017, con relativo annuncio di disimpegno militare, non sono stati registrate evidenze di un ritiro degli asset russi dal paese.

Basi militari straniere in Siria – credits: Emmanuel Pène

La flotta russa del Caspio si sposta

Nelle ultime settimane ci sono stati importanti spostamenti di capability marittima russa dal Mar Caspio al Mar d’Azov. Le autorità russe hanno giustificato lo spostamento della flotta del Caspio parlando “difesa da attacchi ucraini” contro la Crimea. Secondo gli analisti che monitorano la situazione però, questa mossa potrebbe in realtà rivelare l’intenzione russa di estendere le aree di conflitto nell’Ucraina orientale. Le navi spostate nel Mar d’Azov infatti sarebbero perfette per lanciare offensive a strutture costiere, più che per difendere dal mare strutture russe da un’ipotetico quanto improbabile attacco da parte delle forze di Kiev.

Che eruzione

Almeno 66 persone sono morte a seguito dell’eruzione del vulcano Fuego, situato a 40 km dalla capitale del Guatemala. Ci sono centinaia di feriti, quasi 200 dispersi e migliaia di sfollati, in quella che è considerata la più grave eruzione del vulcano negli ultimi 40 anni. La città che ha subito più danni e che è stata investita dalle colonne dilava è El Rodeo, dove sono state distrutte strade, edifici e abitazioni non ancora evacuate. Il Fuego è un vulcano costantemente attivo alto 3.763 metri, che da qualche anno ha aumentato la propria instabilità. Nei suoi pressi vivono circa 1,7 milioni di persone.

Fusioni europee, forse

Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’amministratore delegato di Unicredit starebbe valutando da qualche mese la possibilità di fondere la banca italiana con Société Générale, banca francese in cui lavorò in passato. Non ci sarebbero ancora offerte formali, ma i manager delle due società sarebbero già in contatto.

Le due banche sono tra le più grandi d’Europa e una tale fusione potrebbe ridefinire l’assetto generale del comparto bancario europeo. Société Générale – che nel frattempo ha pagato una multa di 1,3 miliardi per chiudere una vicenda legata ad un caso di corruzione in Libia e alla manipolazione del tasso interbancario (Libor) – avrebbe però negato che la discussione sia sul tavolo.

La nuova politica agricola europea

Il nuovo budget europeo allo studio della Commissione contiene, tra le altre cose, cospicue modifiche alla politica agricola europea, che fino ad oggi ha ampiamente sovvenzionato gli agricoltori di alcuni paesi europei. Secondo quanto riportato da Politico la Pac (Politica agricola europea) subirà un taglio complessivo quasi del 20% rispetto al precedente budget, conterrà delle direttive che riporteranno in capo ai singoli paesi diverse competenze che oggi erano comunitarie.

L’obiettivo della nuova Pac sarebbe quello di rendere più efficiente il sistema delle sovvenzioni (che oggi portano l’80% dei sussidi a solo il 20% delle aziende agricole), rafforzare il reddito, combattere i cambiamenti climatici e preservare i paesaggi. Molte le critiche giunte al Commissario per l’agricoltura, Phil Hogan, soprattutto da parte di quei paesi che fino ad oggi hanno tratto enormi vantaggi dalle sovvenzioni, come Francia e Spagna.

Espulsioni radicali

Il governo austriaco ha comunicato la chiusura di sette moschee e l’espulsione di circa 60 Imam legati ad una associazione turco-islamica vicina al governo di Ankara. Secondo il primo ministro Sebastian Kurz le persone coinvolte avrebbero instaurato “società parallele con tendenze radicali”. Proteste da parte della Turchia, dalla quale potrebbero arrivare risposte asimmetriche, come ad esempio la riapertura della rotta balcanica per i migranti.

alexandermarkovics.at

Il bazooka di Draghi volge al termine

Il consiglio dei governatori della Banca centrale europea ha discusso questa settimana dello smantellamento – già ampiamente previsto – del programma di acquisto dei titoli di stato dei paesi Euro (il Quantitative Easing) iniziato a seguito della crisi sui debiti del 2015.

Il programma, oltre ad assicurare stabilità sui mercati secondari dei bond di stato, aveva tra i propri obiettivi quello di agevolare un ritorno all’inflazione nell’Eurozona. Il capo economista della Bce, Peter Praet, ha annunciato che una decisione sulle tempistiche sarà presa entro la fine della prossima settimana.

Rebranding necessario

Dopo aver annunciato un aumento di capitale di 6 miliardi di euro, la tedesca Bayer ha formalizzato l’acquisto della statunitense Monsanto, gigante dell’industria chimica, per la cifra di 66 miliardi di dollari. Questo nome però, da giovedì, non esiste più: l’azienda ha infatti deciso di cancellarlo anche per via del brutto portato d’immagine che l’azienda ha sulle proprie spalle da quando di fatto affiancata simbolicamente – e spesso a sproposito – a tutto ciò che riguarda gli ogm.

Rivoluzioni petrolifere in America Latina

In un lungo articolo pubblicato sul Wall Street Journal si racconta come le più importanti società mondiali energetiche stiano puntando in maniera sempre più concreta sulle risorse dell’America Latina, che fino a pochi anni fa erano ritenute di difficile sfruttamento a causa delle politiche di nazionalizzazione.

Exxon Mobil, Royal Dutch Shell e altre multinazionali hanno partecipato a diverse aste per ottenere il permesso dello sfruttamento di giacimenti in Messico e in Brasile. Questo interesse è spiegato sia da un’apertura da parte dei governi latinoamericani agli investimenti stranieri, sia dalle opportunità che il territorio del Sud America consente: altri paesi con ingenti risorse energetiche sono o colpiti da sanzioni che ne limitano gli investimenti privati (Russia, Iran e, con altri problemi, il Venezuela), oppure si affidano a compagnie a stretto controllo statale (come Iraq e Arabia Saudita).

Tensioni sul petrolio

Secondo quanto riportato da Cnbc, il prossimo incontro tra i membri dell’Opec e gli altri produttori di petrolio, come la Russia, in programma il 22 giugno, potrebbe essere uno dei più tesi dal 2011. Sul tavolo dei negoziati ci sarà l’opportunità di alzare o meno la produzione: Arabia Saudita e Russia vorrebbero venire incontro alle richieste del mercato, aumentando la produzione, mentre Iran e Iraq – che hanno meno capacità di stoccaggio delle riserve – sarebbero contrari.

Gli Stati Uniti, che osservano da una posizione che ormai li vede tra i più potenti produttori di petrolio al mondo, starebbero facendo pressioni sull’Arabia Saudita per aumentare la produzione, così da far calare i prezzi e compensare le imminenti nuove sanzioni all’Iran.

June’s OPEC meeting might be one of the worst since 2011, says expert from CNBC.

Nessuno mi può giudicare

Il presidente Usa ha detto in un tweet che sarebbe in suo potere darsi la grazia da solo, nel caso venisse condannato per qualsiasi motivo. Il riferimento è ovviamente alle indagini sul Russiagate portate avanti dal procuratore speciale Robert Mueller, la cui nomina, sempre secondo Trump, sarebbe “anti-costituzionale”.

Intanto però, gli investigatori che lavorano al caso delle ingerenze russe nel processo democratico Usa, sostengono che l’ex capo della campagna elettorale di Trump, Paul Manafort (attualmente agli arresti domiciliari per truffa e riciclaggio), abbia violato i termini della libertà vigilata comunicando con alcuni potenziali testimoni inducendogli a mentire sotto giuramento.

Dazi messicani…

Il governo messicano ha annunciato l’imposizione di dazi sulle importazione di formaggio, acciaio, carne e altri prodotti statunitensi, come ritorsione delle decisioni unilaterali di Trump, che ha determinato un innalzamento delle tariffe per i prodotti messicani.

Il valore complessivo delle importazioni colpite gira intorno ai 3 miliardi di dollari, e nelle intenzioni del governo l’obiettivo sarebbe quello di infliggere un danno alle economie degli stati da dove provengono i fautori delle politiche protezionistiche (cioè stati repubblicani). Questa decisione complicherà ulteriormente le negoziazioni sull’accordo commerciale Nafta tra Usa, Canada e Messico.

…contrattazioni cinesi

Pechino ha fatto timide aperture rispetto al riequilibrio della bilancia commerciale con gli Usa per l’acquisto di 70 miliardi di dollari di prodotti americani, a condizione che Washington faccia un passo indietro sui dazi.

Che multe!

La battaglia tra l’azienda tech cinese Zte e il governo Usa si è chiusa con una multa di circa 1 miliardo di dollari e l’obbligo di cambiare il management aziendale: l’azienda di Shenzhen era accusata di vendere componentistiche a Iran e Corea del Nord.

Parola d’ordine: non rompere l’Europa

Secondo quando riportato da Reuters la cancelliera tedesca Angela Merkel starebbe valutando concessioni al presidente francese Emmanuel Macron sulla riforma dell’eurozona fortemente voluta dalla Francia.

Il nuovo governo europeista spagnolo

Inizia con una forte impronta europeista il governo del leader dei socialisti Pedro Sanchez, che vincendo la battaglia sulla “sfiducia costruttiva” contro il partito popolare di Rajoy, entrerà presto in carica con una squadra composta da 17 ministri, tra i quali 11 donne. Al ministero degli esteri andrà l’ex presidente del Parlamento europeo Josep Borrell, mentre all’Economia l’ex membro della Commissione Nadia Calviño.

credits: Skynews

Vittoria sui diritti

La Corte di giustizia dell’Unione Europea, il massimo organo giuridico comunitario, ha affermato che la libera circolazione delle persone nei 28 paesi dell’Unione garantisce il diritto dei coniugi – indifferentemente dall’orientamento sessuale di quest’ultimi– a vivere e a lavorare nello stesso paese, anche se in quel paese non sono è riconosciuto il diritto al matrimonio egualitario.

La Corte ha preso questa decisione dopo un ricorso fatto da un cittadino romeno ed un cittadino Usa che si erano sposati in Belgio, e a cui Budapest aveva rifiutato il soggiorno del paese al cittadino extracomunitario.

Problemi argentini

Secondo il Financial Times, il Fondo monetario internazionale ha confermato che fornirà al governo argentino una linea di credito di circa 50 miliardi di dollari all’interno di un piano di salvataggio che sembra convincere risparmiatori ed investitori.

Il riconteggio

Il parlamento iracheno ha deciso che si dovrà procedere al riconteggio dei voti che alle ultime elezioni legislative del 12 maggio hanno consegnato la vittoria parziale al leader sciita Moqtada al-Sadr. Si parla di “sospetti brogli”, anche se il fatto che a richiederlo sia il parlamento uscente, e l’assenza di precedenti denunce di brogli, rende la questione piuttosto delicata.

E infine la pace

L’Etiopia, dopo quasi 20 anni, ha annunciato che accetterà i termini dell’accordo di pace firmato con l’Etiopia nel 2000, dove si stabiliva tra le altre cose una chiara delimitazione dei confini a seguito della guerra tra i due paesi. La decisione, che ha sorpreso molti analisti, va letta all’interno della politica riformista del nuovo primo ministro Abiy Ahmed.

E sempre la guerra

C’è stato un altro venerdì di sangue a Gaza, in Palestina: a seguito di nuovi scontri e proteste al confine con Israele, l’esercito israeliano ha ucciso 4 persone che tentavano di oltrepassare la frontiera. Mentre l’ambasciatore palestinese all’Onu ha chiesto una riunione d’emergenza, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha rifiutato di incontrare la rappresentante per gli Affari esteri dell’Ue Federica Mogherini.

Haitham Abu Sabla (23 anni), dopo essere stato colpito in faccia da una bomboletta di gas lacrimogeno lanciata dalle truppe israeliane nella striscia meridionale di Gaza durante gli scontri di venerdì – credits: Reuters

Privacy in vendita

Facebook ha dovuto confermare la stipula di accordi commerciali con importanti società cinesi vicine al governo – come Lenovo, Oppo, Huawei – con cui il colosso Usa condivideva alcuni dati dei propri utenti senza renderlo esplicito o comunicarlo ai diretti interessati. L’ammissione scaturisce da un’inchiesta del New York Times. Facebook ha comunicato che.

Vita su Marte?

La rivista Science ha pubblicato uno studio basato sui dati della missione Curiosity della Nasa in cui si evidenzia la presenza di molecole organiche e di metano nell’atmosfera del pianeta rosso: una prova che su Marte vi siano stati i requisiti per la vita.

La guerra dei super-computer

Sarà dell’Ibm il super-computer più potente al mondo: l’ha annunciato l’azienda che ha dichiarato tra le altre cose che il nuovo calcolatore avrà il doppio della potenza di calcolo del super-computer cinese Taihu Light, fino ad oggi il più veloce mai realizzato.


letture della domenica

 

a cura di Lorenzo Carota
Lorenzo Carota
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