Il summit europeo, il prezzo del petrolio che preoccupa i mercati, gli ampliamenti dei siti nucleari nordcoreani, i migranti abbandonati nel deserto algerino, tra le notizie più importanti della settimana, nel nostro International Weekly Brief.

Erdogan piega la Turchia

Recep Tayyip Erdogan ha vinto le elezioni presidenziali in Turchia. Dopo mesi di arresti a danno di giornalisti e figure dell’opposizione, le elezioni si sono tenute in un clima tutto sommato calmo e senza particolari accuse di brogli. Erdogan è stato eletto presidente con il 52% dei voti. Il suo principale sfidante, Muharren Ince, del partito laico-kemalisa Chp, raggiunge il 30%.

Sono le prime elezioni dopo la riforma costituzionale, confermata da un referendum, che accentra i poteri nelle mani del Presidente della repubblica: con il voto di domenica si è dato ufficialmente il via alla fase presidenzialista dello stato turco, anche perché nelle stesse elezioni si è votato per il nuovo parlamento.

La coalizione governativa ha ottenuto il 53%, grazie anche ai voti del partito ultraconservatore e nazionalista Mhp. I curdi riescono ad entrare in parlamento, avendo superato la soglia di sbarramento del 10% studiata proprio per escluderli dalla rappresentanza nazionale. Il Guardian prova a fare il punto sui difficili rapporti con l’occidente della Turchia moderna, mentre il New York Times prova a mettere in fila alcune domande e risposte sul presente e sul futuro della Turchia: cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi 5 anni?

credits: tccb.gov.tr

Europa: poche idee, ma confuse

Nessun documento ufficiale è stato pubblicato a seguito dell’incontro informale a Brussels tra leader europei sulla questione migratoria. La proposta italiana infine presentata, è molto simile a quella già in fase di attuazione in Europa ed è stata ben accolta, ma presenta le identiche criticità del piano Ue.

La “novità” del piano italiano sarebbe quella di creare dei punti di raccolta e smistamento di migranti nei paesi africani di passaggio, ma sia Tunisia che Libia, ad esempio, si sono già dette contrarie a questa soluzione, che presenta molte difficoltà di attuazione, specie per un governo sempre più isolato a livello internazionale come quello italiano. Contrarietà alla proposta è arrivata anche da altri paesi europei, e per qualche giorno – come ha denunciato il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, con una lettera al Guardian – si è paventata la fine di Schengen.

Giovedì e venerdì, in questo clima, si è tenuto il Consiglio europeo. Sull’immigrazione però la montagna ha partorito un topolino: dopo l’iniziale minaccia di veto italiano, si è raggiunto un accordo vago e approssimativo (qui il testo). Nel documento finale nessun impegno concreto a condividere l’onere dell’accoglienza, nessun accenno a ricollocazioni obbligatorie, vaghe promesse – già formulate in passato – di riformare Dublino e nessuna modifica al sistema che oggi regola l’immigrazione nell’Ue.

Politico.eu scrive che questo accordo non cambia nulla perché non dice praticamente nulla di nuovo. Per il Guardian è emersa una fragilità di vedute e si è assecondato il bisogno ad uso interno di alcuni paesi, che potranno dire “abbiamo vinto”. All’interno del documento ci sono anche alcune contraddizioni: si sostiene il principio che servano più aiuti ai paesi poveri dell’Africa, ma taglia 500 milioni dal fondo europeo per i paesi poveri per darli al Fondo fiduciario di emergenza per l’Africa – quello, per capirci, con cui viene finanziata la Guardia costiera libica. Il Financial TImes scrive che è una vittoria della Merkel.

Dati Unhcr sui decessi in mare tra il 2017-18

Contromisure sui dazi

Il Financial Times ha notato che il governo cinese sta diminuendo la quantità di denaro che le banche commerciali cinesi sono tenute a depositare come garanzia nelle riserve della banca centrale di Pechino, liberando 100 miliardi di dollari di liquidità in caso di problemi dovuti alla guerra commerciale con gli Usa. Intanto le borse di tutto il mondo continuano a scontare l’incertezza sul commercio globale.

Intanto la famosa azienda statunitense Harley Davidson ha fatto sapere che sposterà parte della produzione al di fuori degli Stati Uniti in risposta ai contro-dazi europei, che causerebbero altrimenti un incremento di costo per le moto intorno ai 2mila dollari. Trump non l’ha presa bene.

Effetti collaterali

Le ripetute minacce di dazi al comparto automobilistico europeo costerebbe ai consumatori americani 45 miliardi di dollari l’anno: è quanto ha ammesso la lobby dei costruttori d’auto Usa. Anche il Canada nel frattempo starebbe studiando le contromisure da prendere come conseguenza ai dazi Usa.

Il piano Usa per la Palestina

Jared Kushner, consigliere dell’Amministrazione Trump e marito della figlia del presidente Usa, ha dichiarato in un’intervista al quotidiano arabo al-Quds, che presto verrà presentato un “piano di pace” per la Palestina, anche senza l’appoggio del presidente palestinese Mahmoud Abbas. Secondo la rivista Atlantic, le parole di Kushner hanno rivelato o grande ingenuità, o profondo cinismo.

Nuovi complessi nucleari in Corea del Nord

Gli analisti di 38 North, grazie ad immagini satellitari, hanno individuato nuove costruzioni al sito nucleare di Yongbyon, compreso l’ampliamento dell’edificio in cui sono ospitati gli impianti di raffreddamento del reattore per la produzione del plutonio. Secondo 38 North finché non ci sarà un accordo ufficiale dai termini ben definiti, è normale che l’esercito continui i suoi investimenti programmati.

La Brexit vista da qui

Mentre in Gran Bretagna c’è sempre meno chiarezza sul futuro dei negoziati per la Brexit, e aziende dell’automotive con fabbriche nel paese come BMW, Honda, Nissan e Toyota prospettano di abbandonare Londra, martedì i ministri degli esteri europei si sono incontrati per fare il punto della situazione, e il Regno Unito si è detta contraria alle sanzioni del parlamento europeo contro l’Ungheria, per via di recenti misure adottate nel paese che criminalizzano i richiedenti asilo e crea tribunali paralleli a quelli ufficiali.

Intanto il presidente dell’Eba, l’autorità bancaria europea, Andrea Enria, ha affermato che le banche europee dovrebbero prepararsi allo scenario di una Brexit senza un accordo di recesso o un periodo di transizione: “le banche non possono dare per scontato di poter continuare a operare come adesso né possono sperare in accordi politici ancora non realizzati o in interventi pubblici”.

Peraltro, secondo un sondaggio pubblicato da Bloomberg fatto su un campione di 800 interviste a dirigenti e manager, la metà delle aziende ha diminuito gli investimenti a Londra. Secondo il Guardian, Theresa May rischia di essere messa all’angolo dai leader europei, ed implora flessibilità sulla Brexit.

Aggiornamenti sul travel ban di Trump

La Corte suprema di Washington ha stabilito con 5 voti contro 4 che il divieto di ingresso negli Stati Uniti dei cittadini di sette paesi disposto dall’Amministrazione Trump è legittimo. Colpiti dal provvedimento che ora diventa operativo i possessori di passaporto dell’Iran, Libia, Siria, Yemen, Venezuela e Corea del Nord. Politico spiega perché proprio questi paesi. Intanto a Washington sono state arrestate 600 persone che avevano occupato un ufficio del Senato Usa in protesta contro le politiche di Trump sull’immigrazione.

Gruppo di manifestanti marciano a DC – credits: Astrid Riecken per il Washington Post

Perché la “tolleranza zero” di Trump sui migranti non è una buona idea

Prova a spiegarlo Steven Dudley, co-direttore di InSight Crime. Dudley dice che se lo scopo di Trump è quello di abbassare i tassi di criminalità, la politica della “tolleranza zero” non farà che aumentare la domanda illegale di attraversamento delle frontiere, che andrà a riempire le tasche dei trafficanti. Già nel 2010 il Dipartimento per la Homeland Security era arrivata alle stesse conclusioni grazie a dati e numeri. Intanto un giudice della California ha ordinato alle autorità di frontiera Usa di riunire le famiglie separate entro il termine di 30 giorni.

via InSight Crime

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La Corte suprema degli Stati Uniti ha stabilito – tra la sorpresa di molti – che nel caso in cui il governo voglia sorvegliare i movimenti di qualcuno attraverso i dati GPS in possesso dei gestori di telefonia, sarà necessario ottenere un vero mandato. Sul New York Times due tra i più importanti esperti di tecnologia e diritto della privacy, discutono sulla decisione della Corte e non solo.

Abbandonati nel deserto

Un’inchiesta dell’Associated Press ha raccontato come negli ultimi 14 mesi l’Algeria abbia abbandonato più di 13 mila migranti, uomini, donne e bambini, nel deserto del Sahara, senza acqua né cibo. Un numero incalcolabile di persone è morta di stenti, mentre alcuni fortunati sono riusciti a raggiungere Assamaka, al confine con il Niger. Secondo L’Organizzazione internazionale per le migrazioni dell’Onu, per ogni migrante morto nel Mediterraneo ce ne sono due dispersi nel deserto: si parla di una cifra intorno alle 30mila persone dal 2014 ad oggi.

Pace è fatta

La commissione Ue e i giganti dello shopping online come Amazon, Ebay e Alibaba, hanno raggiunto un accordo che velocizzerà i processi di rimozione dalle piattaforme di vendita prodotti non a norma e pericolosi a seguito delle autorità e degli utenti.

Anche Apple e Samsung si sono accordate per chiudere lo scontro legale avviato anni fa sul tema dei brevetti. Sconosciuti i termini del concordato.

Intanto Amazon ha comprato PillPack, una farmacia online che offre medicine pre-dosate e consegne a domicilio. Il valore dell’operazione sarebbe intorno al miliardo di dollari. I titoli farmaceutici hanno reagito male in borsa.

Come cambia l’Opcw

Incontrandosi all’Aia, più di 140 paesi hanno discusso ed infine approvato a larga maggioranza una risoluzione che modificherà gli obiettivi e i poteri investigativi dell’Organizzazione mondiale per la proibizione delle armi chimiche. La modifica richiedeva la maggioranza dei due terzi, ampiamente superata con un 82 voti favorevoli e 24 contrari.

La risoluzione consentirà all’istituzione internazionale di individuare i colpevoli degli attacchi chimici compiuti in Siria negli ultimi anni. Intanto il New York Times grazie alla ricostruzione virtuale in 3d – visualizzabile anche in realtà aumentata – ha risposto ad alcune domande sugli attacchi al cloro compiuti dal regime siriano a Douma il 7 aprile 2018. Nel frattempo, dopo la tregua a Deera, sono 160mila i profughi siriani che si ammassano al confine con la Giordania, che però chiude le frontiere.

Scioperi e proteste a Teheran

Nell’ultima settimana ci sono state forti proteste e scioperi contro l’aumento del costo della vita al gran bazar di Teheran, dove la polizia dopo tre giorni ha disperso i manifestanti. Le proteste si sono allargate anche in altre città del paese.

Secondo i moderati che sostengono il presidente Hassan Rohani, le proteste sarebbero fomentate per creare instabilità e indebolire il governo dalle ale più conservatrici legate all’ex presidente Mahmud Ahmadinejad. Gli ultraconservatori al parlamento hanno inoltre minacciato il presidente di impeachment se non verrà presentato un piano economico in 15 giorni.

Fuori un’altro

Su Reuters si scrive che il presidente Trump stia valutando i candidati per l’importante ruolo di capo di gabinetto della Casa Bianca. Le voci su imminenti dimissioni di John Kelly, ex generale in pensione, si fanno sempre più insistenti, e sarebbe l’ennesima importante (e stimata) personalità ad abbandonare l’Amministrazione Trump.

Martha Joynt Kumar, una studiosa della Towson University, fa notare come l’Amministrazione Trump sia quella con il più alto tasso di perdite e sostituzioni nello staff di personale d’alto livello: 61% per Trump, rispetto al 14% per il presidente Barack Obama e al 5% per George W. Bush.

Era un brutto scherzo

Il parlamento della Polonia ha modificato la criticata legge che prevedeva pene fino a tre anni per chi menzionava la complicità della Polonia nell’appoggio al piano nazista dell’Olocausto.

Gli ultimi che arriveranno

L’Albania e la Macedonia inizieranno ufficialmente le negoziazioni di adesione all’Ue nel giugno 2019. L’ha annunciato la presidenza del Consiglio Ue bulgaro, che ha aggiunto che la data precisa dipenderà dal raggiungimento di alcuni obiettivi. La decisione arriva dopo che la Francia, i Paesi Bassi e la Danimarca avevano espresso dubbi sulla timing di adesione, a seguito di preoccupazioni sull’aumento del sentimento anti-immigrazione nel blocco europeo.

Patagonia in pericolo

Segnaliamo un bel reportage del Financial Times che racconta come i cambiamenti climatici stiano mettendo a rischio uno dei posti più belli della terra, la Patagonia. Dalla Terra del Fuoco arrivano infatti notizie poco rassicuranti dal ghiacciaio Perito Moreno, uno dei più resilienti al mondo, che però si sta lentamente ritirando.

The glacier growled. It whispered. It creaked like a door hinge, the low eerie murmur of grinding ice

Banchi di ghiaccio sul Lago Argentino, Santa Cruz – © Gustavo Cherro

L’Unione fa la forza

Nove paesi dell’Unione europea hanno raggiunto un accordo per l’istituzione di una forza militare europea di rapido intervento che possa agire in contesti di crisi. L’iniziativa, che arriva dal presidente francese Macron, aumenterà il coordinamento tra le forze militari di Francia, Germania, Belgio, Danimarca, Olanda, Estonia, Portogallo e Spagna. A loro si aggiunge la Gran Bretagna, che ha voluto partecipare al progetto e che intende rimanerne all’interno anche dopo la Brexit. Intanto Putin e Trump si incontreranno a Helsinki il 16 luglio.

Intanto al Consiglio europeo dei giorni scorsi, oltre alla questione mediaticamente più in vista delle migrazioni, si è deciso di rinnovare le sanzioni alla Russia per l’occupazione dell’Ucraina orientale.

Petrolio e incertezze

Dopo il via libera di settimana scorsa ad un aumento della produzione per contrastare l’aumento dei prezzi globali da parte dell’Opec e della Russia, gli analisti concordano nel dire che il milione di barili aggiuntivi al giorno non basteranno a calmierare il costo del barile. I motivi sono geopolitici: troppi i rischi e le instabilità all’orizzonte. Cnn si chiede cosa abbia fatto aumentare del 13% il prezzo del petrolio questa settimana, nonostante l’accordo in sede Opec.

 

Walt and Fox

L’antitrust Usa ha dato il via libera all’acquisizione degli asset di Twenty-First Century Fox da parte di Walt Disney, a condizione che 22 reti sportive regionali siano messe in vendita per non aumentare troppo la concentrazione di mercato. L’accordo si chiuderà sulla cifra di 71,3 miliardi di dollari.

Drew Angerer / Getty Images)

La ricchezza non fa la felicità

Non sempre i posti più ricchi sono quelli dove si vive più felici. Secondo una ricerca dell’Aspen Institute riportata dalla rivista Atlantic, ci sono fattori che rendono la vita più soddisfacente che altri, tra cui: uguaglianza nella società, comunità unite, equità e tolleranza. È un dato piuttosto risaputo, e se ne parla da tempo, ma ci sembra giusto ricordarlo.

Non è un paese per tedeschi

La divisione americana della Deutsche Bank non supera gli stress-test della Federal Reserve; è l’unica banca bocciata in Usa. Ma l’istituto tedesco ha dichiarato che non lascerà gli Stati Uniti.

Il magazine di Facebook

Mark Zuckerberg e Facebook lanceranno presto un “programma di marketing” che sarà un magazine trimestrale. Si chiamerà Grow ed era in studio da tre anni. Vanity Fair e Founders Forum saranno partner del progetto.

Extra: un’altra meteora nei cieli della Russia

Il 21 giugno c’è stata un’altra meteora che si è disintegrata nei cieli della Russia – ricordate quella, spettacolare, verificatosi a Chelyabinsk nel 2013? – a circa 400km da Mosca, nella zona intorno a Lipeck. L’esplosione, calcolata in 2,8 chilotoni, non ha causato danni a cose e persone, ma questa settimana sono stati pubblicati molti video sul web che riprendono il momento dell’ingresso in atmosfera del corpo celeste.


LETTURE DELLA DOMENICA
a cura di Lorenzo Carota
Lorenzo Carota
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