La vittoria di Donald Trump, l’attentato al consolato tedesco in Afghanistan ed un nuovo arresto in Turchia, tra le notizie più importanti della settimana, nel nostro International Weekly Brief.

May God Bless the Unites States of America.

In caso ne avessero bisogno (della benedizione), dopo l’elezione di Donald Trump come 45° Presidente degli Stati Uniti d’America. In una controversa e per lo più inaspettata vittoria, Trump ha battuto l’avversario Hillary Clinton, ereditando la presidenza di un’America spaccata a metà. Mentre la stampa europea e d’oltremare non ha accolto benissimo la notizia, ancora ci si interroga sulle ragioni ed il significato di questa vittoria. Presidente Trump, lei manterrà le sue promesse?

"US elections 2016 results - credits: The Guardian US interactiv team / The Guardian"

“US elections 2016 results-credits: The Guardian US interactiv team / The Guardian”

Quattro morti e centoventi feriti.

È il bilancio dell’attentato contro il consolato tedesco di Mazar-i Sharif, nel Nord dell’Afghanistan. Già rivendicato dai taliban, si tratta di una rappresaglia ai raid aerei Nato che hanno ucciso 32 dei civili nei pressi della città di Kunduz, lo scorso 5 novembre.

Erdogan colpisce ancora.

L’inchiesta del Presidente turco Recep Tayyip Erdogan sul fallito colpo di Stato dello scorso luglio continua, e non a suon di investigazioni. Preannunciato dall’arresto a fine ottobre di nove dei suoi dipendenti e dal mandato di cattura emesso nei suoi confronti, la detenzione del Presidente del comitato editoriale del quotidiano Cumhuriyet, Akin Atalay, è avvenuta questa settimana all’aeroporto di Istanbul. I dirigenti del giornale di opposizione secolarista sono accusati di aver sostenuto il colpo di Stato del 15 luglio. L’azione segue alla clamorosa detenzione dei leader del partito filo-curdo Hdp, accusati di avere legami con il partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk). Ancora una volta ci chiediamo, quale democrazia per Ankara?

Tortura a Mosul.

La denuncia arriva dall’organizzazione umanitaria Amnesty International. Gli episodi riguarderebbero almeno sei civili, torturati e uccisi nel sud della città, da uomini che indossavano divise della polizia federale irachena. Mentre l’operazione militare si trova già alla sua quarta settimana e la coalizione internazionale è riuscita a penetrare solamente nella parte orientale della città, le forze di sicurezza irachene stanno preparando ora una nuova avanzata.

Meng Hongwei.

Ex-viceministro alla sicurezza, sarà il primo cinese a guidare lInterpol, l’Organizzazione internazionale della polizia criminale che si occupa di contrastare il crimine internazionale. La nomina è chiave per la campagna ant-icorruzione lanciata dal Presidente Xi Jinping, che persegue funzionari corrotti o dissidenti politici in fuga all’estero.

Accordo sul nucleare.

Non parliamo di quello firmato con l’Iran e potenzialmente minacciato dalla nuova presidenza USA, ma di un accordo civile siglato tra Giappone e India. Secondo il suo contenuto, le imprese giapponesi potranno esportare tecnologia nucleare in India, Paese non firmatario del trattato di non proliferazione nucleare del 1968 e che progetta un ampliamento del settore in futuro. Con un mercato interno messo in ginocchio dal disastro di Fukushima del 2011, l’accordo rappresenta una svolta importante per l’industria nucleare giapponese.

Il Primo ministro indiano Narendra Modi con quello giapponese Shinzo Abe - credits: Ap press

Il Primo ministro indiano Narendra Modi con quello giapponese Shinzo Abe – credits: Ap press

Voti ed elezioni.

  • In Nicaragua, le ha vinte per la terza volta consecutiva il sandinista Daniel Ortega.
  • Negli Stati Uniti, oltre che per la presidenza, si è votato su temi quali la legalizzazione della marijuana, la pena di morte e il salario minimo.
  • In Sud Africa il Presidente Jacob Zuma ha scampato il terzo voto di impeachment in un anno, a seguito della mozione di sfiducia presentata dal partito d’opposizione Alleanza Democratica.

Crisi alimentare.

È scoppiata nella parte orientale di Aleppo, controllata dalle forze ribelli, dove gli aiuti alimentari non arrivano da mesi e circa 275 mila persone rischiano di morire di fame per mancanza di razioni alimentari. La denuncia è arrivata dalle Nazioni Unite.

La battaglia di Rubik.

Anche il cubo di Rubik, celebre rompicapo che prende il nome dal professore ungherese che l’ha ideato, è stato al centro di numerose battaglie giudiziarie. Registrato come marchio comunitario tridimensionale, i suoi diritti di proprietà intellettuale sono stati gestiti sin dal 1999 dall’azienda britannica Seven Towns. La Corte di giustizia europea è stata però chiamata a pronunciarsi sulle obiezioni presentate dalla società tedesca Simba Toys, che ha chiesto di annullare il marchio poiché la soluzione del cubo consiste in una manovra tecnica data dalla sua capacità di rotazione, tutelabile dunque solo sotto il titolo di brevetto. La decisione della Corte, che ha confermato la nullità del marchio, dà il via libera alle imitazioni di Rubik!

Per romantici e non.

Lunedì 14 novembre, nasi all’insù per ammirare la Luna più grande e splendente mai vista dal 1948. Il perigeo lunare, volgarmente chiamato Superluna, indica la coincidenza di una Luna piena con la minor distanza tra la Luna e il pianeta Terra. Secondo quanto ci spiega la Nasa, il fenomeno  del prossimo lunedì può permetterci di vedere una Luna fino a un 14% più grande e a un 30% più luminosa del normale.

di Marzia Scopelliti
Marzia Scopelliti
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