a cura di Davide Tremolada
La realtà contemporanea, il mondo in cui viviamo, raccontato e interpretato grazie all’immagine: prospettive e orizzonti per ascoltare, capire e vedere meglio il mondo attraverso la lente fotografica.

Sono una tigre

Kyong-ok e Sarah passano il tempo in uno Norebang (una stanza per il karaoke, passatempo molto diffuso in Corea del Sud), vicino a Yangjae, a Seoul. Quando Kyong-ok è arrivata nel Sud inizialmente è stato difficile per lei farsi nuovi amici. I suoi compagni di classe erano sospettosi e le chiedevano se fosse una comunista o una spia © Caitlin O’Hara

Circa il 70% dei rifugiati nordcoreani arrivati in Corea del Sud sono donne. Kim Kyoung-ok è una di queste. A 13 anni, insieme alla madre, è riuscita a fuggire dopo essersi nascoste in alcune grotte in Cina e aver attraversato la Cambogia e la Thailandia. Da allora si sta ambientando nella sua nuova vita, completamente diversa dalle condizione inumane a cui erano sottoposte nella Corea del Nord. La fotografa Caitlin O’Hara ha documentato la vita quotidiana di Kyoung-ok e Sarah (un’altra rifugiata come lei, che preferisce non rivelare il suo nome) diventate amiche e compagne in questo nuovo “viaggio” pieno di nuove speranze.


Foresta vergine
Primeval Forest © Jan Brykczyński

Primeval Forest © Jan Brykczyński

La Belovezhskaya Pushcha, in Biellorussia è l’ultima foresta vergine in Europa. È molto antica e fa parte della storia e del folklore del Paese; viene celebrata sia dalla tv pubblica che attraverso le canzoni degli ubriachi. È in questi boschi che fu firmato un patto che diede all’attuale Repubblica bielorussa l’indipendenza dall’Urss. La dacia dove fu firmato il patto è poi diventata la residenza personale dell’attuale Presidente Lukashenko – conosciuto anche come “l’ultimo dittatore d’Europa”. La foresta è stata oggetto di uno sfruttamento indiscriminato che ha lasciato profonde ripercussioni sulla natura incontaminata del luogo, ed è questo sfruttamento che vuole comunicare Jan Brykczyński con le sue foto.


Displaced Earth
Displaced Earth © Vicente Jaime R. Villafranca

Displaced Earth © Vicente Jaime R. Villafranca

Il fotografo Vicente Villafranca ha documentato gli effetti dei mutamenti climatici e le conseguenze che questi hanno sulla vita delle milioni di persone che vivono nell’area metropolitana di Manila e nelle vicine regioni agricole. Siccità estreme distruggono i raccolti e vanificano gli sforzi degli agricoltori, riducendo drasticamente la produzione di energia idroelettrica. L’arrivo dei monsoni e di ondate di tifoni sempre più violenti causa ogni anni lo spostamento forzato di migliaia di persone, che rimangono così senza più terra e senza una casa. Questo progetto fotografico ha lo scopo di documentare chi, oggi, è già fortemente influenzato dal cambiamento climatico e vive sotto la costante minaccia di condizioni estreme e avverse.


Spiagge
Current Project © Massimo Vitali

Current Project © Massimo Vitali

Il fotografo italiano Massimo Vitali lavora da oltre 20 anni a questo progetto fotografico chiamato “Spiagge”, immortalando molti luoghi balneari dove turisti e abitanti possono passare del tempo libero. Dall’Italia al Brasile, passando per molti Paesi europei, le sue fotografie ritraggono momenti comuni e semplici. Per le sue foto usa tecniche artistiche che nascono dallo studio dei colori e delle luci. Le immagini che ne scaturiscono hanno una sorta di irrealtà sospesa, come fossero dei tableau-vivant costruiti appositamente, dei piccoli ambienti da osservare silenziosamente dall’esterno. In parte dei suoi lavori Vitali si concentra anche sul contrasto tra la bellezza naturale dei luoghi, lo sfruttamento turistico e l’impatto della presenza umana.


Acque scure: i sommozzatori della Cambogia
Leng Channak (33), parte del nuovo team di sommozzatori, prende parte al programma di allenamento preparato dalla settima divisone di sminatori, al alrgo della costa di Sihanoukville, Cambogia. I sommozzatori imparano a identificare gli ordini indossando delle maschere “black-out” che simulano la visibilità zero che incontreranno nei fiumi e nei laghi cambogiani © Charles Fox

Leng Channak (33) prende parte al programma di allenamento preparato dalla Settima divisone di sminatori, al largo della costa di Sihanoukville, in Cambogia. I sommozzatori imparano a identificare gli ordigni indossando delle maschere “black-out” che simulano la visibilità zero che incontreranno nei fiumi e nei laghi cambogiani © Charles Fox

Passati 30 anni dalla fine del regime dei Khmer Rossi, costato la vita a più di 20 milioni di persone, ancora oggi la Cambogia e i suoi abitanti soffrono delle conseguenze di quel periodo. Una di queste è la diffusa presenza, di mine inesplose sparse per il territorio, che uccidono ogni anno più di 100 persone. Del lento e pericoloso processo di sminamento si occupa, dagli anni ’90, il Cambodian Mine Action Center (Cmac). Nel suo più recente sviluppo è stata reclutata e formata una squadra di 9 sminatori che si occuperanno si liberare alcuni fiumi, tra cui il famoso Mekong, dalla presenza delle mine. Vari carichi di esplosivi sono stati lasciati affondare dal regime dei Khmer Rossi, che si sommano ad altri ordigni lasciati dagli americani durante la guerra del Vietnam. Questi uomini stanno imparando non soltanto ad immergersi ma anche a disinnescare le mine nella completa oscurità, anche a 30 metri di profondità, e contro le forti correnti del fiume. Charles Fox ha raccolto in alcune istantanee il lavoro della Settima divisione sminatori del Cmac.

Redazione
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