a cura di Davide Tremolada
La realtà contemporanea, il mondo in cui viviamo, raccontato e interpretato grazie all’immagine: prospettive e orizzonti per ascoltare, capire e vedere meglio il mondo attraverso la lente fotografica.

Mondi Paralleli
Parallel Worlds © Alecsandra Raluca Dragoi, http://www.alecsandraralucadragoi.com/parallelworlds-1fp3

Parallel Worlds © Alecsandra Raluca Dragoi

Guardando al nostro passato, se potessimo rivivere le nostre vite e decidere dove nascere, cosa sceglieremmo? Molte persone lo stesso luogo. La patria, il luogo d’origine che contraddistingue e caratterizza ogni essere umano. Oggigiorno la possibilità di viaggiare e di costruire o ricostruire una vita consente di vivere tra due mondi, quello imperfetto da cui si proviene, e che rimarrà sempre legato alle origini, e il mondo che si ricerca e si crea per soddisfare desideri e ambizioni della vita. Vale la pena dividersi tra questi due mondi? Una domanda che si pongono tutti i migranti del mondo. Il progetto, della fotografa Alecsandra Raluca Dragoi segue queste considerazioni e documenta la vita di una comunità Rumena proveniente da Racsa, che ha lasciato il proprio Paese per l’Inghilterra. “Parallel World” segue le loro vite, tra Londra e Racsa.


Il paese delle meraviglie
Wonderland © Alvaro Laiz

Wonderland © Alvaro Laiz

Il Delta di Amacuro, nell’est del Venezuela, è uno dei posti più inospitali della terra. Negli ultimi 8.500 anni la popolazione indigena dei Warao ha fatto di questi 20.000 chilometri quadrati di paludi e canali la propria casa, ed è riuscita a preservare, nonostante diverse influenze, la propria cultura. Nella loro società – immortalata dagli scatti di Alvaro Laiz – così come in altre di nativi americani, le persone transgender vengono indicate come “due-spiriti” e hanno un posto preciso e spesso onorifico nella vita sociale e religiosa. I Warao considerano le persone a metà strada tra l’essere uomo e l’essere donna e le chiamano Tida Wena. La loro inclusione nella società si origina da tradizioni di epoca pre-colombiana. Con un tasso di Hiv tra il 40% e l’80% della popolazione e un’altissima mortalità infantile è grande il rischio che queste tradizioni e culture scompaiano per sempre.


Mira Mexico
Marisol Espinoza, una ragazza di 20 anni del Chiapas, Messico, in un centro per deportati e migranti la notte successiva alla sua cattura. Era entrata negli Stati Uniti e aveva camminato nel deserto dell'Arizona per 6 giorni, fino al momento del suo arresto ad opera di una pattuglia di confine americana © Louie Palu http://louiepalu.photoshelter.com/portfolio/G00000HwIP1Korg8)

Marisol Espinoza, una ragazza di 20 anni del Chiapas, Messico, in un centro per deportati e migranti la notte successiva alla sua cattura. Era entrata negli Stati Uniti e aveva camminato nel deserto dell’Arizona per 6 giorni, fino al momento del suo arresto ad opera di una pattuglia di confine americana © Louie Palu

Questo progetto, del fotogiornalista Louie Palu, fa parte di un più ampio lavoro sul confine tra gli Stati Uniti e il Messico. I suoi reportage esaminano la violenza legata al traffico di droga, il contrabbando, l’immigrazione e la corruzione, prendendo in considerazione diverse prospettive e punti di vista di individui differenti, quali politici, migranti, cittadini messicani e americani, contrabbandieri di droga e altri.


Migranti a colori
 Sono gli unici sopravvissuti di 150 polacchi che il 14 Dicembre del 1945 camminarono da Lodz, Polonia fino a Berlino, avvolti in delle coperte. Nella foto aspettano sulle rotaie nella speranza di essere raccolti da un treno dell'esercito Britannico e ricevere aiuto © Time Fred Ramage/Keystone/Getty Images


Sono gli unici sopravvissuti di 150 polacchi che il 14 Dicembre del 1945 camminarono da Lodz, Polonia fino a Berlino, avvolti in delle coperte. Nella foto aspettano sulle rotaie nella speranza di essere raccolti da un treno dell’esercito Britannico e ricevere aiuto © Time Fred Ramage/Keystone/Getty Images

Durante la Seconda guerra mondiale più di 60 milioni di europei furono costretti a lasciare le proprie case per fuggire dalle persecuzioni e dalle violenze. Le immagini che oggi vediamo, di siriani, iracheni e afghani, in marcia alla ricerca di una vita migliore, sono le stesse che ricordano le fughe documentate durante e dopo la Seconda guerra mondiale. Il Time ha commissionato a Sanna Dullaway, di colorare alcune di queste immagini storiche.


Paradiso bagnato
Wet Paradise © Rishabh Kaul http://www.rishabhkaulphotography.com/wet-paradise

Wet Paradise © Rishabh Kaul

In questo lavoro, commissionato per la Quadriennale di Praga del 2015, il fotografo Rishabh Kaul documenta la piscina pubblica di Podoli, un ecosistema a sé stante dove nuotare diventa soltanto una delle molte storie che lì si sviluppano.

Redazione
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