a cura di Davide Tremolada
La realtà contemporanea, il mondo in cui viviamo, raccontato e interpretato grazie all’immagine: prospettive e orizzonti per ascoltare, capire e vedere meglio il mondo attraverso la lente fotografica.

Il Paradiso giace ai piedi di tua madre

“Saliha non potrà mai dimenticare il giorno in cui entrando nella stanza di suo figlio, di appena 19 anni, la trovò vuota. Soltanto la djellaba era ancora lì, nascosta sotto il letto, il vestito tradizionale che lui le aveva promesso di indossare al matrimonio che si era inventato – una scusa per andare prima in Turchia e poi in Siria, per entrare a far parte di ISIS con altri 6.500 europei dichiarati foreign fighter nel paese”. Queste immagini raccontano la storia di tre madri in Belgio e il viaggio per guarire sé stesse dopo aver perso i loro figli. Il fotografo Poulomi Basu racconta il trauma e l’angoscia della separazione e infine il processo con il quale venire a patti con tale perdita.

© Poulomi Basu

© Poulomi Basu

Troppo giovani

In alcuni villaggi della provincia dello Yunnan, nel sud-est della Cina, come tradizione locale i ragazzi si “sposano” durante l’infanzia. Nonostante in Cina l’età legale per sposarsi sia 20 anni per le donne e 22 per gli uomini, in quelle zone di montagna ragazze di 12 anni vanno a vivere con i loro partners di 14 anni, subito dopo aver iniziato una storia d’amore a scuola. Quando la ragazza rimane incinta la coppia viene considerata sposata. Il primo figlio nasce mediamente quando la madre ha tra i 14 e i 16 anni. Mury Xiao, fotografa freelance e studente di nuovi media narrativi all’International Center of Photography di New York, ha raccontato attraverso le sue fotografie le storie di questi ragazzi.

 Xiao Wen, di 18 anni, accarezza la pancia di sua moglie Xiao Jie, 13 anni, circa al sesto mese di gravidanza, nella loro casa nel villaggio di Tangzibian, Cina – 3 novembre 2014 - © Mury Xiao

Xiao Wen, di 18 anni, accarezza la pancia di sua moglie Xiao Jie, 13 anni, circa al sesto mese di gravidanza, nella loro casa nel villaggio di Tangzibian, Cina – 3 novembre 2014 – © Mury Xiao

Zona autonoma

Il fotografo Evgeniy Stepanets racconta attraverso una serie di foto la città di Luhansk (mezzo milione di abitanti) nei territori dell’Ucraina orientale. Le foto – scattate tra il 2004 e il 2014 – raccontano la realtà dal punto di vista locale: la decadenza dopo il crollo dell’Unione Sovietica, la voglia di andare via e trovare una nuova vita, la recente “vittoria” dei separatisti e la dichiarazione della “Repubblica Popolare di Luhansk”, indipendente dall’Ucraina e sotto protezione russa.

Luhansk © Brent Stirton

Luhansk © Evgeniy Stepanets

Fragments of Engagement

Il linguaggio visivo della guerra e del terrorismo è direttamente collegato alle innovazioni tecnologiche e alle nuove possibilità dei media moderni. Con il loro accelerato sviluppo il confine tra documentazione, propaganda e piacere nel guardare la violenza è diventato sempre più poroso. Con le immagini, still di video e collage, il fotografo Sean Foulkes – veterano di guerra in Iraq – ci offre una riflessione sulla natura surreale e ambigua della violenza “mediatica”, ricordandoci infine l’incomunicabilità dell’esperienza reale della guerra.

Fragments of Engagement © Sean Thomas Foulkes

Fragments of Engagement © Sean Thomas Foulkes

Sfruttamento e istruzione in Senegal

In Senegal la maggior parte della popolazione è musulmana. La maggior parte dei bambini, a partire dai 5 anni di età, viene mandata a studiare in scuole coraniche, chiamate daaras. Il fotografo Sebastian Miranda racconta attraverso i suoi scatti come queste realtà spesso diano luogo ad una serie di abusi istituzionalizzati e tacitamente accettati dalla società senegalese. I bambini vengono fatti dormire per terra in edifici fatiscenti e sfruttati per chiedere elemosine in strada. Spesso, se non raccolgono abbastanza soldi durante la giornata, possono essere lasciati senza cibo o picchiati.

Bambini chiedono l'elemosina nel centro di Dakar, usando barattoli vuoti di salsa di pomodoro © Sebastian Gil Miranda

Bambini chiedono l’elemosina nel centro di Dakar, usando barattoli vuoti di salsa di pomodoro © Sebastian Gil Miranda

Ereditare la polvere

Nick Brandt è un fotografo e attivista. Ha lavorato in Africa per più di 15 anni, documentando i grandi animali del continente, con eccezionale bravura e poesia. Queste specie sono sempre più minacciate dall’inquinamento, dal bracconaggio e dall’espandersi del “progresso”. Nel suo ultimo lavoro “Inherit the Dust”, Brandt ha collocato delle foto a grandezza naturale di questi meravigliosi animali in luoghi dove ormai non esistono più; antiche rappresentazioni di ricordi ormai scomparsi, le loro figure in ambienti urbani, discariche, rappresentano le problematiche realtà di molti Paesi Africani, ci ricordano l’importanza di preservare qualcosa di unico e importante, per noi e per le generazioni future.

Discarica e Elefante, 2015 © Nick Brandt

Discarica e Elefante, 2015 © Nick Brandt

Redazione
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