Bollettino cinese è la nostra rubrica che parla di Cina, da un punto di vista cinese. Notizie e agenzie dai media governativi cinesi con la nostra spiegazione del contesto, per capire meglio cosa sta succedendo al di là della Muraglia e quali sono i temi che la grande potenza cerca di imporre nell’agenda-setting internazionale.


Nel 2017 l’economia cinese è tornata a crescere. L’obiettivo di Pechino è quello di diventare la potenza leader del commercio internazionale entro il 2035, anche grazie al progetto della “Nuova Via della Seta”. Di questo e di altro il leader cinese Xi Jinping ha discusso con il Presidente francese Emmanuel Macron, in visita in Cina tra l’8 e il 10 gennaio.

Cresce il commercio, cambia l’economia

Nel 2017 il commercio estero cinese è tornato a crescere, dopo due anni di arretramento. La General Administration of Customs (GAC – agenzia amministrativa cinese che supervisiona il settore import-export) ha reso pubbliche le statistiche relative all’anno appena concluso: i dati indicano una crescita media complessiva del 14,2% per l’import-export, un settore che oggi vale 4,3 miliardi di dollari. Rispettivamente, l’export è salito del 10,8% (2,3 miliardi di dollari) mentre l’import del 18,7% (1,9 miliardi di dollari).

Huang Songping, portavoce della GAC, ha spiegato che il trend di crescita può essere attribuito ad una serie di fattori occorsi nel 2017: la generale ripresa del mercato internazionale ha facilitato lo sviluppo degli scambi commerciali, soprattutto con le economie emergenti dei paesi lungo la Nuova Via della Seta (la cosiddetta “Belt and Road Initiative”); inoltre, le nuove politiche del Consiglio di Stato e la generale stabilità dell’economia nazionale cinese hanno trainato la crescita delle importazioni.

Ci sono una serie di dati interessanti riportati dal quotidiano cinese Xinhuanet. Il settore privato è quello che dà il contributo maggiore alla crescita dell’import-export, ed il suo peso sul totale degli scambi commerciali è cresciuto del 0,4%.

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Le fonti del governo sottolineano che le regioni meno sviluppate, come la parte centro-occidentale della Cina, hanno registrato una crescita superiore alla media nazionale, assicurando uno sviluppo equilibrato tra le singole zone del paese.

La Belt and Road Initiative ha ampliato i mercati cinesi, ed è stata registrata una crescita notevole anche in America latina e Africa, con un aumento dei commerci rispettivamente del 22% e 17,3%.

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È improbabile che l’economia cinese mantenga tassi di crescita così elevati nel 2018. Tuttavia, essa dovrà essere tenuta d’occhio dagli osservatori internazionali non per i suoi numeri, ma per i cambiamenti strutturali a cui sta andando incontro. Gli obiettivi di lungo termine del Partito Comunista Cinese (PCC) sono decisamente ambiziosi: far diventare la Cina quella che in inglese è efficacemente descritta come una global trading powerhouse, traducibile con le parole di Zhong Shang, Ministro del Commercio: “l’intento è quello di diventare la potenza economica di riferimento per il commercio internazionale entro il 2035”.

Per fare ciò Pechino si è posta una serie di obiettivi di breve e medio periodo, necessari a alla trasformazione da economia emergente a potenza leader strutturata. Nell’immediato futuro il Ministero del Commercio intende aumentare la produzione di beni e servizi di alta qualità e firmare nuovi protocolli di libero scambio. Nel medio periodo l’obiettivo è quello di diventare il principale attore commerciale a livello mondiale entro il 2020, mantenendo una crescita economica costante attraverso investimenti più efficaci, – sia stranieri in Cina, sia delle aziende cinesi all’estero.

“Il prossimo anno la Cina continuerà a lavorare sulla cooperazione con le economie coinvolte nel progetto Belt and Road Initiative, ospitando una fiera internazionale dell’import-export per stimolare gli investimenti” ha detto Shan alla testata del Partito, il People’s Daily.

Per diventare una potenza come quella sognata dal Ministro Shang, la Cina deve però lavorare su diversi aspetti limitanti del suo attuale assetto economico-politico. I diritti dei lavoratori, la protezione dell’ambiente, l’utilizzo delle risorse naturali e le numerose misure di protezionismo (ancora presenti) costituiscono sfide importanti che i burocrati di Pechino devono necessariamente affrontare per passare alla fase successiva dell’evoluzione economica del Paese.

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“Una potenza economica globale deve essere patria di molte aziende leader di settore, deve possedere un ambiente favorevole per gli investitori grazie a politiche governative preferenziali e una rete di infrastrutture solida” ha detto Ma Yu, ricercatore presso la Chinese Academy of International Trade and Economic Cooperation.

La visita del Presidente francese in Cina

La Belt and Road Initiative costituisce uno snodo fondamentale per i piani di crescita cinesi, ma è un progetto che fa gola a molti. Questo è stato infatti uno dei temi principali discussi da Xi Jinping e dal Presidente francese Emmanuel Macron, in visita in Cina tra l’8 e il 10 gennaio scorsi. Per Macron, la Nuova Via della Seta non può avere come unico obiettivo quello di portare nuove economie emergenti entro l’orbita di Pechino. “La nuova Via non può svilupparsi in un’unica direzione”, ha detto il Capo di Stato transalpino al The Guardian.

Il meeting è stato particolarmente utile per la Francia che, dopo la Brexit, vuole scavalcare la Germania e diventare il partner europeo chiave per la Cina, la quale rivendica la paternità dell’iniziativa precisando sul quotidiano Xinhuanet che l’incontro è avvenuto “su invito del Presidente Xi”.

“I rapporti bilaterali tra i due paesi sono ad un nuovo punto di partenza” ha detto Xi sempre a Xinhuanet. “La Cina è pronta a promuovere gli scambi e la mutua cooperazione e fiducia, per dare nuovo slancio allo sviluppo del partenariato strategico globale tra Cina e Francia”.

Xi Jinping e Emmanuel Macron a Pechino, il 9 gennaio 2018 – credits: Lintao Zhang / Getty Images

I due leader hanno poi discusso di cooperazione in aree tradizionali come energia nucleare e settore aerospaziale, ma anche con riguardo a nuovi temi: sviluppo sostenibile, agricoltura e sicurezza alimentare, produzione ecosostenibile e finanza.

Nota colorita: il Presidente francese ha portato in dono al suo omologo un cavallo purosangue di nome Vesuvio, inaugurando quella che molti hanno definitohorse diplomacy“, in opposizione alla millenariapanda diplomacy” cinese. Il regalo ha colpito molto Jinping, appassionato di cavalli, e abbagliato – si dice – dai cavalli della Guardia Repubblicana ammirati a Parigi durante la sua ultima visita. Ci sono molti simboli in questo dono, tra i quali un forse voluto gioco di parole, poiché la traslitterazione in caratteri cinesi di Macron (“Makelong“), significa letteralmente “il cavallo doma il dragone”.

Anche la Premier inglese Theresa May è attesa in visita a Pechino, incontro che si svolgerà presumibilmente a fine gennaio, dove proverà a convincere gli investitori cinesi sulla bontà della scelta sulla Brexit.


Le fonti di questo bollettino sono:

  • People’s Daily Online, China aims to be global trade power, 26 dicembre 2017;
  • Mu Xuequan, Xinhuanet, Economic Watch: Changing trade pattern echoes China’s economic shift, 12 gennaio 2018;
  • People’s Daily Online, Xi met with Macron, 9 gennaio 2018;
  • Mu Xuequan, Xinhuanet, China, France agree to inject new impetus into bilateral ties, 9 gennaio 2018.

 

a cura di Emanuel Garavello e Matteo Bressan
Redazione
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