Ogni settimana Zeppelin, in collaborazione con la Scuola Superiore per Mediatori Linguistici Carolina Albasio, porta ai propri lettori i Political Briefing di EuVisions, un osservatorio in partnership tra l’Università di Milano e il Centro Einaudi di Torino, progetto finanziato dall’European Research Council, che approfondisce le principali notizie europee.

Il destino della Grecia.

I negoziati riguardo il salvataggio della Grecia sono nuovamente al centro dell’attenzione, dato che giovedì 15 Giugno i Ministri delle Finanze europei e i creditori internazionali si sono incontrati a Bruxelles in occasione di una riunione dell’Eurogruppo. Mercoledì 14 Pierre Moscovici, Commissario europeo per gli affari economici, ha chiesto ai creditori e al governo greco di trovare una soluzione sensata alla crisi del debito. Inoltre, una settimana fa ha messo in guardia le parti  coinvolte, dal pericolo insito nello scherzare con il fuoco sulla situazione greca. Ciononostante, come riportato da EurActiv, il governo greco rimane scettico circa la possibilità di trovare un accordo a riguardo. Sorprendentemente Mercoledì 14 il Ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schäuble – uno dei critici più severi sulle misure da intraprendere per una riduzione del debito a favore di Atene, ha affermato che l’Eurogruppo troverà una soluzione in merito, durante la riunione di Giovedì 15 Giugno.

Credits to: [EU Council Eurozone/Flickr]

Nel frattempo molti rappresentanti istituzionali si sono espressi a favore della Grecia, che a Luglio dovrà restituire 7 miliardi di euro. Giovedì 15 Roberto Gualtieri, Presidente della Commissione per i problemi economici e monetari del Parlamento Europeo, ha chiesto all’Eurogruppo di fare la sua parte, in cambio degli sforzi compiuti da Atene negli ultimi anni. Parimenti Gianni Pittella, capogruppo dell’Alleanza dei Socialisti e dei Democratici del Parlamento Europeo, ha chiesto alla Germania di revocare la sua opposizione alla riduzione del debito greco. Mercoledì 14 diverse testate europee hanno pubblicato un breve articolo firmato dal Primo Ministro greco Alexis Tsipras, il quale ha chiesto ai leader europei di rilanciare gli sforzi di crescita nel continente.

La Commissione Europea fa sul serio.

Martedì 13 la Commissione Europea ha intrapreso un’azione legale nei confronti di Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca a causa della loro opposizione al programma europeo di ricollocamento dei rifugiati in attesa di essere trasferiti da Italia e Grecia. Tutti e tre i paesi non hanno contribuito a implementare il programma approvato nel Settembre di due anni fa, che prevedeva il ricollocamento di 160.000 (numero subito ridimensionato a 98.000) rifugiati entro Settembre 2017.

Avramopoulos: “Ci sono già stati abbastanza ritardi e sufficienti discussioni in merito. Ora è tempo di agire.” Credits to: European Union

Mercoledì 14 Beata Szydlo, il Primo Ministro polacco, è stata criticata per aver parlato delle minacce alla sicurezza dei suoi concittadini in occasione di una cerimonia ufficiale ad Auschwitz. Tra le accuse rivolte alla Sydlo quelle del Presidente del Consiglio Europeo Donald Tusk, che ha interpretato il discorso del Primo Ministro polacco come un attacco alla politica europea per i rifugiati. Secondo il quotidiano tedesco Die Welt, Varsavia guarda con diffidenza all’alleanza politica tra Parigi e Berlino, rilanciata dopo i risultati delle elezioni francesi nel mese di maggio.

Intanto la città francese di Calais è tornata nell’occhio del ciclone, dal momento in cui gli attivisti per i diritti umani accusano le autorità pubbliche di rimanere indifferenti di fronte allo stato di emergenza che colpisce i migranti nella regione. Calais si è ritirata dalla scena pubblica dopo lo sgombero da parte delle autorità francesi di uno dei più grandi campi profughi d’Europa, dichiarando che la situazione era sotto controllo.

L’Ungheria fa quello che vuole.

Mercoledì 14 il Parlamento ungherese ha presentato una legge che mira a limitare la libertà delle ONG di ricevere finanziamenti dall’estero. L’approvazione della legge è stata criticata dalla maggior parte degli Stati Membri dell’UE, così come dai rappresentanti dell’Unione.

La dichiarazione

Quando arriverà il momento di passare dalle parole ai fatti concreti, riguardo i negoziati non lo saprei dire. Ciò non dipende interamente da noi

Alexander Winterstein, portavoce della Commissione Europea riferendosi al ritardo nell’avvio dei negoziati per la Brexit tra il Regno Unito e l’UE.

Fonte: EurActiv, 14.06.2017

Le cifre

234,2 milioni

Il numero di persone occupate in Europa, secondo Eurostat.

Fonte: La Repubblica, 14.06.2017


Questa serie di contributi è pubblicata grazie alla collaborazione di Zeppelin con

e

La traduzione dall'inglese è di Federica Vanzulli

 

Redazione
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