Il Presidente americano Barack Obama durante una conferenza stampa, parlando della crisi in Ucraina, ha dichiarato che «la Russia ha violato praticamente ogni singolo impegno che aveva preso lo scorso settembre». Questo è indubbiamente vero, ma le cose non sono così semplici.

Le violazioni ci sono state, numerose, da entrambe le parti. Continuare a fingere che vi siano da una parte i buoni e dall’altra i cattivi non porterà a risolvere lo scontro geopolitico in atto. Non esisteranno vincitori in questa guerra. L’unico modo per limitare i danni è evitare che qualcuno possa considerarsi sconfitto, e questo sarà possibile solo attraverso un processo politico di questo tipo: istituire immediatamente una consulta nazionale in grado di rendere lo Stato ucraino federalista. Congelamento delle relazioni estere per almeno 10 anni, periodo nel quale l’Ucraina dovrà rimanere neutrale. Al termine di questo periodo di neutralità forzata si dovrà permettere alle popolazioni russofone di scegliere attraverso un referendum la propria autodeterminazione, sotto stretto controllo internazionale, russo ed europeo. Possibilità degli stati federati dell’Est di commerciare attraverso il patto euroasiatico con la Russia, e possibilità per l’Ovest di commerciare liberamente con l’Ue, senza entrare a farne parte. Smilitarizzazione immediata di tutte le milizie, governative ed indipendentiste, a cui dovrà seguire un’amnistia. Istituzione di nuove e depurate polizie federali inscritte in un ambito costituzionale chiaro. Accettazione da parte occidentale della “perdita della Crimea”, in cambio di risorse energetiche russe all’Ucraina come risarcimento.

O si attuano passi in questa direzione, oppure la proxy war tra Stati Uniti e Russia potrà sfociare in una vera e propria guerra su vasta scala, il cui campo di battaglia sarà inevitabilmente l’Europa.

Lorenzo Carota
Lorenzo Carota
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