La situazione greca sembra non avere una via di uscita. Oggi, dopo mesi di, incontri, colloqui, documenti ufficiali e ufficiosi, prese di posizione durissime, richieste di risarcimenti, battute, gossip e austerity, la Commissione Europea ha nuovamente dichiarato insufficiente il piano di rientro del debito proposto dal Governo greco guidato da Alexis Tsipras. Non siamo ancora ad un aut-aut, ma non manca molto prima che la Grecia debba – non per propria volontà, ma per presa d’atto di uno stato di cose ormai irrisolvibili – dichiarare ai creditori il proprio default tecnico. Bloomberg ha raccolto in sei grafici gli ultimi sei mesi dell’economia greca; grafici che lasciano poco all’immaginazione, e rendono palese l’inevitabilità di un default greco nel caso in cui non subentrasse un rapido e massiccio intervento dell’Unione Europea e della Bce, cosa che al momento sembra altamente improbabile. Il tempo della contrattazione potrebbe essere finito, e la data da segnarsi è il 30 giugno 2015, giorno in cui il Governo a guida Syriza dovrà ripagare 1,5 miliardi di € al Fondo Monetario Internazionale.

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Lorenzo Carota
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