medio oriente 1Steve Berry risulta tra gli autori più accreditati del suo genere, ed i suoi libri sono presenti come best seller nelle classifiche di New York Times, USA Today, Publishers Weekly e BookSense. Ha pubblicato circa 11 milioni di copie, che sono state tradotte in 37 lingue in 50 paesi. Il romanzo Le Ceneri di Alessandria ha tutte le carte in regola per fare breccia nei cuori di chi ha studiato a fondo le vicende mediorientali dell’ultimo secolo. Un mix d’intrighi e azione che tengono il lettore sul filo del rasoio. Non potrà che appassionare gli amanti della storia e delle grandi cospirazioni.

Il Medio Oriente non smette mai di appassionare

Ci capita purtroppo spesso di assistere impotenti all’ennesimo déjà-vu. Un altro episodio di una raccapricciante saga che dura dal 1948. Un’eterna guerra fratricida che ha inizio con quella che in Palestina chiamano Nakba ( ﺍﻟﻨﻜﺒـة: catastrofe) ovvero l’esodo delle popolazioni arabe dalla terra nella quale avevano vissuto per milleseicento anni a seguito dell’approvazione da parte dell’ONU della risoluzione 181; e la contestuale occupazione coatta dei territori da parte dei cittadini del neonato stato di Israele.

medio oriente 2 Certo è che ad un esame storico più attento, la parentesi israelo-palestinese a cavallo tra XX e XXI secolo non è che un frammento di una sanguinosa vicenda lunga più di duemila anni – come racconta il simpatico video di Loiter.co, divenuto virale durante queste settimane. Le matrici dell’eterna lotta in Medio Oriente sono incentrate sulla terra, sulla libertà e sulla politica. Ma a un livello più profondo, lo scontro si regge sulla Parola di Dio. Le tre principali religioni (ideologie) del mondo – giudaismo, cristianesimo e islamismo – trovano il loro centro di confluenza (e venerazione) nella Terra Promessa. Ciascuna di esse possiede una propria versione della “storia” e ciascuna crede fortemente che le altre due siano sbagliate.

Diritto divino

Suddetta “storia” è narrata in una serie di antichi testi che gli ebrei identificano con l’acronimo Tanakh; che i cristiani chiamano Antico Testamento; e che i musulmani ritengono “sacri” poiché riportano le vicende di Abramo (Ibrahim) e di Ismaele (Isma’il) – i quali secondo l’Islam avrebbero posto le fondamenta della Kaaba. Il primo di questi testi, la Genesi (o Torah in ebraico), contiene il versetto che darebbe al popolo ebraico il diritto divino di governare sulla terra di Canaan (all’incirca l’attuale Israele) – «Il Signore disse ad Abramo: “Alza gli occhi e dal luogo dove tu stai spingi lo sguardo verso settentrione e il mezzogiorno, verso l’oriente e l’occidente. Tutto il paese che tu vedi, io lo darò a te e alla tua discendenza per sempre”.» (Genesi 13:14-17). Secondo i testi, la medesima promessa fu reiterata da Dio a Giacobbe (nipote di Abramo), al quale fu ordinato di cambiare il suo nome in Israel, e popolare la terra attraverso la propria dinastia (le 12 tribù di Israele). Il brano in questione, nonché il racconto nella sua totalità, differisce a seconda della tradizione religiosa (ebraica, cristiana o islamica). La disputa su quale racconto sia corretto ha acquisito nel tempo un valore politico (secondo l’accezione schmittiana del termine) determinando, intorno al 1030 a.C., i confini del Regno di Giudea e Israele, e diventando il pomo della discordia per il quale ancora oggi continuano ad infuriare i conflitti in Medio Oriente. Le tesi storiche più accreditate, che danno ad Israele il diritto di rivendicare i territori occupati vorrebbero che, al momento della promessa, Abramo si trovasse sulla piana di Mamre, un fazzoletto di terra compreso tra le città di Halhul ed Hebron nell’attuale Cisgiordania. Ma cosa accadrebbe se tali tesi venissero confutate?

E se ci fossimo sbagliati?

Nel 1985, uno studioso libanese di nome Kamal Salibi ha pubblicato un saggio intitolato La Bibbia viene dall’Arabia (mai tradotto in Italiano) al quale ha fatto seguire altri tre testi Chi era Gesù? (1988), Segreti del popolo della Bibbia (1988) e La storicità della Israele biblica (1998).

medio oriente 3Le opere in questione raccolgono il lavoro di ricerca dello storico di Beirut, per il quale la tesi che suffragherebbe la presenza degli ebrei in Palestina sarebbe frutto di errori di traduzione relativi agli arcani toponimi (il più antico manoscritto esistente dell’Antico Testamento è il Codice di Aleppo, risalente al 900 d.C., con traduzione greco-ebraica c.d. “dei Settanta”). Salibi invece localizzerebbe l’Israele biblico (udite, udite…) in Arabia Saudita, nello specifico nella regione occidentale dell’Asir – non molto distante da la Mecca. Lungi dal voler avvalorare una tesi piuttosto che un’altra, è interessante fornire un dato storico reale. Nel 1985, a seguito della pubblicazione del primo volume di Salibi, i sauditi fecero spianare interi villaggi con i bulldozer e, ad oggi, il governo vieta severamente qualsiasi attività archeologica nella regione.

Che vi sia un segreto da nascondere? Se (per assurdo) così fosse, e i ritrovamenti avvalorassero le tesi di Salibi, il risultato costituirebbe un terremoto politico di tale intensità da sconvolgere passato, presente e futuro dell’intero Medio Oriente.

Tutto ciò rappresenta la base dalla quale Steve Berry, avvocato e scrittore statunitense, parte per creare uno dei suoi best seller intitolato “Le Ceneri di Alessandria”, un’imperdibile thriller del quale riporto di seguito la trama ufficiale.
Buona lettura!

LE CENERI DI ALESSANDRIA (2008)

medio oriente 4Una tranquilla libreria antiquaria a Copenaghen è il rifugio scelto da Cotton Malone, un ex agente del dipartimento di Giustizia americano, dopo un’esistenza densa di pericoli e sempre ai limiti della legalità. Ma le ombre del passato tornano a incombere su di lui quando la sua ex moglie irrompe nella libreria e gli annuncia che il loro figlio è stato rapito. E la conferma arriva pochi minuti dopo sotto forma di un’e-mail anonima: “Hai qualcosa che voglio: il Rapporto Alexandria. Lo hai nascosto e sei l’unica persona al mondo a sapere dove trovarlo. Hai 72 ore. Se non avrò tue notizie allo scadere delle 72 ore, tuo figlio morirà”. Malone non ha idea di chi siano i rapitori, però capisce subito a cosa mirano: ritrovare George Haddad, uno studioso palestinese che, prima di scomparire nel nulla, aveva sostenuto che la Biblioteca di Alessandria non è andata distrutta e che conserva i testi originali in ebraico della Bibbia, una versione molto diversa da quella tramandata nel corso dei millenni. Adesso, mentre una rete d’inganni, omicidi e agguati si stringe intorno a lui, Malone ha un’unica via d’uscita per liberare il figlio e non tradire un amico: seguire una catena d’indizi che lo porteranno da Copenaghen a Londra, dal Portogallo fino al deserto del Sinai, perché la mitica Biblioteca di Alessandria esiste ancora e nasconde un segreto che può cambiare il futuro del Medio Oriente.

Paolo Iancale
Paolo Iancale
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