La settimana di Davos, le operazioni militari turche nel nord della Siria, l’eruzione del vulcano filippino, la clonazione di due macachi in Cina e molto altro tra le notizie più rilevanti della settimana, nel nostro International Weekly Brief.

Le grandi manovre internazionali a Davos

Sono circa 70 i capi di Stato e di governo che questa settimana si sono incontrati a Davos, in Svizzera, per il consueto World Economic Forum. Insieme a loro centinaia di personalità della finanza e imprenditori internazionali. Bloomberg ha raccontato come la cittadina svizzera si è preparata anche quest’anno a diventare il centro del mondo, dove si è discusso soprattutto del futuro del capitalismo, tra criptovalute e oligopoli dell’industria tech.

Tra gli interventi più attesi c’è stato quello di Angela Merkel, che ha criticato il protezionismo americano: “dopo la catastrofe della Grande Guerra dobbiamo chiederci se abbiamo imparato la lezione, e mi pare di no”. Critiche condivise anche dai leader europei presenti. Emmanuel Macron ha invocato un nuovo patto globale contro gli effetti negativi della globalizzazione ed ha rilanciato un piano di 10 anni su temi come migrazione e difesa comune.

Trump arriva a Davos – Jason Alden/Bloomberg

All’evento ha partecipato anche George Soros, che ha accusato i big dell’industria tecnologia di sfruttare le proprie posizioni monopolistiche in maniera negativa, e che il loro ruolo nella società sta diventando una minaccia per la società stessa. Gli ha fatto eco Rupert Murdoch (non presente a Davos), che in una nota rilasciata ai media americani ha detto che Google e Facebook dovrebbero pagare gli editori per i loro contenuti, e non il contrario.

Oxfam – che raggruppa molte no-profit internazionali – ha approfittato dell’occasione per denunciare la disparità economica mondiale con la pubblicazione di un report: l’82% dell’incremento di ricchezza netta registrato nel mondo tra marzo 2016 e marzo 2017 è andato in tasca all’1% della popolazione, che possiede quando il restante 99%. In Italia il 20% più ricco detiene oltre il 66% della ricchezza nazionale netta.

Last resort

Sembrerebbe che nonostante le forti limitazioni all’export, la Nord Corea abbia trovato il modo di aggirare le sanzioni imposte dalle Nazioni Unite già nel 2016. Fonti dell’intelligence statunitense sostengono infatti di avere prove che testimonierebbero come, negli ultimi due anni, il regime di Kim Jong-un sia riuscito ad esportare carbone fossile attraverso i porti russi di Nakhodka and Kholmsk. La materia prima, utile risorsa per finanziare il programma nucleare di Pyongyang, sarebbe poi stata ripetutamente spedita sui mercati di Giappone e Corea del Sud.

Il governo USA ha riaperto

Dopo 3 giorni di stallo e accuse reciproche è stata trovata l’intesa sul budget del governo americano. Martedì il presidente americano Donald Trump ha firmato l’accordo raggiunto dal Congresso per il finanziamento – temporaneo, fino all’8 febbraio – delle attività federali. I Democratici hanno accettato un compromesso dopo che i leader Gop hanno promesso di riaprire le trattative sul destino dei Dreamers. Bbc spiega quanto è costato lo shutdown governativo, mentre il Washington Post ci racconta i dettagli dell’accordo.

Nel frattempo a Tokyo è stato annunciato che il patto per la Trans Pacific Partnership si farà anche senza gli Stati Uniti: Giappone, Canada e altri nove paesi firmeranno a marzo in Cile un nuovo accordo multilaterale. Bloomberg in un’analisi sembra non avere dubbi: l’accordo, anche senza gli Usa, resta un ottimo accordo.

Tic Tac

Vi avevamo già parlato in passato del Doomsday Clock (l’orologio dell’apocalisse) e di quale fosse il suo funzionamento. Anche quest’anno, i membri del Bulletin of the Atomic Scientists hanno compiuto la tradizionale “lettura” dell’ora portando le lancette a soli due minuti dalla mezzanotte (sono state così vicine solo nel 1953, all’apice della Guerra Fredda). Le ragioni di questo drammatico avvicinarsi all’ora X non risiedono soltanto nell’approssimarsi di una catastrofe atomica. Il fisico teorico Lawrence Krauss ha infatti insistito sulla “perdita di fiducia nelle istituzioni politiche, nei media, nella scienza e nei fatti stessi – tutti fattori che esacerbano la difficoltà di affrontare i problemi reali che il mondo deve affrontare”.

Non passa il turco

Prosegue l’offensiva turca nella regione di Afrin, nel nord della Siria, contro le milizie curde sostenute da Washington e considerate da Ankara minaccia diretta alla propria sicurezza nazionale. La Francia ha già chiesto una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza dell’Onu, mentre la Turchia vorrebbe estendere le operazioni della missione “Ramo d’Ulivo” anche a Manbij. Per il momento i curdi dell’Ypg hanno mantenuto le posizioni e le Sdf denunciano alle potenze regionali l’assenza nell’area di Isis, usata da Ankara come principale motivazione dell’offensiva.

Nel frattempo sembrano esserci stati nuovi attacchi chimici contro la popolazione siriana da parte del regime di Damasco. Lunedì bombe al cloro sarebbero state lanciate nella regione di Ghouta, la stessa dove fu usato il gas sarin nel 2013. Il governo siriano e il Cremlino hanno definito infondate le accuse, nonostante i sintomi delle persone ricoverate negli ospedali sembrano confermare l’intossicazione. L’analisi di Bellingcat prova a fare ordine.

Stragi afghane

Non c’è pace in Afghanistan, paese colpito questa settimana da diversi attacchi terroristici. Sono 30 le vittime causate dall’assalto all’hotel Intercontinental di Kabul, mentre supera le 100 vittime l’attentato eseguito con un’autobomba sabato mattina ad un check-point sempre a Kabul: entrambi gli attentati sono stati rivendicati dai talebani. È invece l’Isis che ha rivendicato l’attacco di mercoledì ad una struttura di Save the Children a Jalalabad. La ong ha confermato l’uccisione di tre membri del suo staff e ha annunciato la temporanea sospensione di tutte le operazioni in territorio afgano.

Voci dall’Europa

Lunedì, a 55 anni dal Trattato dell’Eliseo, i parlamenti di Francia e Germania si sono riuniti in seduta plenaria per dare l’avvio alla “cooperazione rafforzata”. Nello stesso giorno l’Eurogruppo ha annunciato che la prossima tranche di aiuti alla Grecia sarà sbloccata a febbraio, “a patto che siano completate le riforme”.

La Corte suprema spagnola ha respinto la richiesta di riattivare il mandato d’arresto europeo contro l’ex presidente della Generalitat catalana Carles Puigdemont, recatosi nel frattempo in Danimarca. Nel frattempo il parlamento di Barcellona ha convocato per il martedì 30 gennaio la seduta per nominare Carles Puigdemont presidente, in disaccordo con le regole spagnole.

Mercoledì la Commissione europea ha spiegato le ragioni della grande multa – 1 mld di euro – inflitta all’azienda produttrice di processori Qualcomm: tra il 2011 e il 2016 avrebbe pagato Apple in cambio dell’uso esclusivo delle sue componenti nella ricezione del segnale 4G negli iPhone, abusando di posizione dominante.

Niente scossoni sui tassi

La Banca del Giappone ha comunicato che al momento non ci saranno modifiche nella politica monetaria. Allo stesso modo da Francoforte Draghi ha confermato la politica della Bce sui tassi, ed ha lanciato qualche critica nei confronti del dollaro.

Che eruzione!

Nelle Filippine è sempre più intensa (e spettacolare) l’eruzione del vulcano Mayon. Circa 70mila persone sono state evacuate e alcuni esperti hanno preventivato che l’eruzione potrebbe andare avanti per mesi. Gli unici contenti sembrano essere i fotografi a giudicare dalle spettacolari fotografie pubblicate dal Guardian.

Il monte Mayon in eruzione – Acayan/Sipa USA/REX/Shutterstock

E che democrazie…

In Egitto è stato arrestato il principale sfidante di al Sisi alle prossime elezioni di marzo. Il generale Sami Anan è indagato per falsificazione di documenti e violazione di regole militari. Nel frattempo in Venezuela l’Assemblea costituente controllata dai sostenitori del presidente Nicolás Maduro ha indetto le elezioni per il 30 aprile.

Macachi clonati

Un’equipe di scienziati cinesi ha clonato due cuccioli di macaco attraverso la stessa tecnica usata per clonare la pecora Dolly. Secondo il filosofo e genetista Edoardo Boncinelli è ragionevole pensare che “che il primo uomo «progettato a tavolino» abbia gli occhi a mandorla, o indossi un sari”. Non è un segreto infatti che la Cina stia compiendo numerosi esperimenti in questa direzione, tra cui la clonazione di 30 embrioni umani.

Che disastro

Un incendio in un ospedale sudcoreano, scoppiato in una sala d’emergenza, ha ucciso una quarantina di persone. Più di 100 i feriti.

Letture della domenica

 

Redazione
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