La questione catalana che si fa sempre più europea, le ritorsioni diplomatiche dell’occidente per l’avvelenamento dell’ex spia russa, l’incontro a Pechino tra Kim Jong-un e Xi Jinping, le interviste ai foreign fighter occidentali che partono per la Siria per unirsi alle forze curde, e molto altro, tra le notizie più rilevanti della settimana nel nostro international weekly brief.

Marzo catalano

La polizia tedesca ha fermato ed arrestato l’ex presidente catalano Carles Puigdemont, mentre rientrava dalla Finlandia al Belgio, dove viveva da cinque mesi in una sorta di esilio politico. Puigdemont è ora detenuto in un carcere di Schleswig Holstein. Su di lui pende un mandato di arresto europeo rilasciato dalle autorità spagnole a seguito del rinvio a giudizio per ribellione da parte del Tribunal Supremo di Madrid.

Una maschera raffigurante Carles Puigdemont durante una manifestazione di protesta davanti al consolato tedesco a Barcellona – Albert Gea / Reuters

Politico.eu ha raccolto le reazioni della stampa spagnola, tra cui spicca la durissima presa di posizione del giornale conservatore Abc che parla apertamente di “fine al volo e alla farsa di Puigdemont”. La notizia dell’arresto ha causato la scesa in piazza del fronte indipendentista catalano e dei partiti che gravitano intorno all’ex presidente e alla sua coalizione di governo.

Nel frattempo in Catalogna con 71 voti a favore e 20 contrari il Parlamento ha approvato due risoluzioni per chiedere la libertà degli indipendentisti ancora in carcere e la possibilità di eleggere Carles Puigdemont alla Generalitat.

Secondo l’agenzia spagnola Efe l’arresto sarebbe stato possibile grazie ad un chip messo dai servizi segreti spagnoli sull’auto del leader catalano, mentre il New York Times con due articoli spiega come l’intera vicenda sia un banco di prova per la Spagna, per i separatisti e per l’intera Unione europea, e come sia ormai sconsiderata l’assenza di una presa di posizione da parte delle istituzioni europee: sono ormai 5 i paesi coinvolti nell’affaire Puigdemont.

Fronte mediorientale

Sono centinaia le persone evacuate verso la regione di Idlib dalla Goutha orientale, dove l’esercito e le milizie lealiste del governo siriano hanno ripreso il controllo del 70% dell’area. Ci sono ancora centinaia di migliaia di sfollati.

Intanto Erdogan – mentre in Bulgaria si è tenuto un summit senza grandi risultati tra Ue e Turchia avente come oggetto i rapporti commerciali, la lotta al terrorismo e la questione dei rifugiati – ha annunciato che l’operazione militare “Ramo d’Ulivo”, dopo la conquista di Afrin, proseguirà verso la città di Tal Rifaat, a nord di Aleppo, e probabilmente verso la regione irakena del Sinjar, dove secondo Ankara il gruppo Pkk avrebbe intenzione di stanziarsi. Il presidente francese Macron si vorrebbe però opporre, ed ha annunciato che aiuterà i curdi siriani, anche con truppe.

Rivolte nella Striscia

Venerdì ci sono stati gravi scontri tra esercito israeliano e palestinesi nella Striscia di Gaza, a seguito di alcune manifestazioni indette da Hamas che avevano l’obiettivo di compromettere la sicurezza dei confini con Israele. Sedici palestinesi sono morti, mentre altri centinaia sono stati feriti. L’esercito israeliano ha usato lacrimogeni per disperdere le 30mila persone radunate al confine, ma Hamas ha dichiarato che la mobilitazione andrà avanti fino a maggio.

Lacrimogeni sui manifestanti – AP Photo/Khalil Hamra

La protesta era indetta da settimane in diverse aree di confine, ed è stata chiamata “Marcia del Ritorno”. Per Adalah, organizzazione per i diritti dei palestinesi in Israele, l’esercito israeliano ha sparato su manifestanti palestinesi disarmati. Anche diverse testimonianze e video diffusi venerdì sui social network confermerebbero questa versione, anche se episodi di violenza si sono registrati da entrambe le parti.

Gli altri foreign fighter

Quando sentiamo il termine foreign fighter pensiamo a persone che, da stranieri, si sono recati in Siria e Libia per combattere a fianco di Isis per la causa islamista. Negli ultimi anni però ci sono stati centinaia di europei e americani, occidentali, che sono partiti per andare ad unirsi alle forze curde dell’Ypg che combattono in Siria contro Daesh e contro le milizie islamiste sostenute dalla Turchia. Euronews ha contattato alcuni di loro, intervistandoli per scoprire i motivi della loro scelta, che per alcuni versi ricorda la scelta fatta da molti europei che durante la guerra civile spagnola si unirono alla resistenza repubblicana.

 

Tu chiamale se vuoi, elezioni

Si è votato in Egitto, in tre giorni consecutivi, per le terze elezioni presidenziali dall’uscita di scena di Mubarak (2011). Scontato l’esito dello scrutinio, dove il generale Al Sisi ha concorso praticamente in solitaria, dopo l’arresto e il ritiro degli altri candidati. Al Sisi è stato quindi confermato presidente dell’Egitto nonostante la scarsa affluenza (40% degli aventi diritto) con oltre il 90% dei voti.

Mercoledì si è anche votato nel parlamento del Myanmar (Birmania) per eleggere il nuovo presidente: sarà Win Mynt, candidato della Lega Nazionale per la Democrazia e vicino alla leader Aung San Suu Kyi.

Un nuovo leader per l’Etiopia

Dopo le dimissioni di Hailemariam Desalegn il 14 febbraio, sarà finalmente Abiy Ahmed a prendere il comando del secondo paese più popoloso dell’Africa. Il 42enne Primo ministro è stato scelto lo scorso 27 marzo dal Fronte Democratico Rivoluzionario Popolare dell’Etiopia (Eprdf) – la coalizione di governo – con 108 voti su un totale di 180.

Abiy Ahmed / africarivista.it

Una scelta che deve ancora essere confermata dal Parlamento, ma il cui esito è quasi certo dal momento in cui l’Eprdf controlla tutti i posti. Il giuramento è previsto per il 2 aprile. Una scelta strategica quella di candidare Abiy visto che sarà il primo di etnia Oromo a guidare lo stato. Seppure maggioritaria, l’etnia Oromo da sempre marginalizzata conduce una serie di manifestazioni antigovernative da oltre tre anni.

Si negozia sui dazi

Gli Stati Uniti e la Cina starebbero negoziando in segreto per attenuare o risolvere l’applicazione unilaterale dei dazi Usa sulle importazioni. Dopo l’esclusione degli alleati europei, dei vicini americani e della Corea del Sud, emerge meglio la strategia Usa e il vero obiettivo di Trump: isolare Pechino e ridurre di 100 miliardi il proprio disavanzo commerciale nei confronti del gigante asiatico.

Usa e Corea del Sud hanno poi raggiunto un accordo commerciale che prevede un ammorbidimento dei limiti alle importazioni di auto americane e la riduzione di un terzo dell’ammontare di acciaio che Seul può esportare negli Usa. Subito dopo aver comunicato l’accordo, Trump ha minacciato di sospenderlo se non sarà raggiunta un’intesa con la Corea del Nord.

La Cina nel frattempo, attraverso il proprio ambasciatore al Wto, ha fatto appello agli altri membri dell’organizzazione, attaccando duramente la politica di Trump, e dichiarando che “in mare aperto, se la barca si rovescia, nessuno è al sicuro dall’annegamento. Non dovremmo restare a guardare qualcuno che sta distruggendo la barca. Il Wto è sotto assedio e tutti noi dovremmo difenderlo”. Ma secondo il Financial Times la Cina può evitare una guerra commerciale con gli Usa.

Europa compatta sul caso Skripal

Con probabile sorpresa della diplomazia russa, l’Unione europea e l’occidente in generale hanno risposto in maniera compatta all’avvelenamento dell’ex spia russa Serghiei Skripal e di sua figlia. Sedici paesi europei hanno espulso 33 rappresentanti del Cremlino (che in gergo significa: probabili spie).

Si sono allineati alla Gran Bretagna anche Canada, Ucraina, Albania, Norvegia, Macedonia e gli Usa, che da soli hanno allontanato circa 60 diplomatici. Trump ha anche ordinato la chiusura del consolato russo di Seattle – sospettato di essere base spionistica – e anche la Nato ha allontanato 7 membri della missione russa in seno all’Alleanza atlantica. Il Regno Unito ha annunciato inoltre misure restrittive nei confronti di 700 miliardari russi che fino a oggi avevano il permesso di vivere e investire nel paese.

Politico.eu ha fatto i conti delle espulsioni, mentre il Guardian rileva una nota di colore: la Nuova Zelanda avrebbe voluto partecipare alle sanzioni, ma non ha trovato nessuno da espellere.

Avvelenato sulla porta

Intanto le indagini di Scotland Yard vanno avanti. Secondo la polizia britannica Skripal e la figlia sarebbero stati avvelenati sulla porta della loro casa a Salisbury, dove è stata trovata un’alta concentrazione di agente nervino A-234 della famiglia Novichok (новичок). L’Independent ripercorre la storia di questo composto chimico letale.

La Russia intanto ha risposto con l’espulsione, a sua volta, di 150 diplomatici, di cui 60 statunitensi, e con la chiusura del Consolato Usa di San Pietroburgo. L’ha comunicato il Ministro degli esteri Lavrov.

Una Schengen militare per l’Europa

Mercoledì è stato presentato un piano europeo di dispiegamento militare sul territorio dell’Unione (Action Plan on military mobility). Il piano ha l’obiettivo di migliorare il coordinamento interforze per consentire a soldati e mezzi di essere dispiegati facilmente sul territorio, superando barriere fisiche o l’inadeguatezza delle infrastrutture attuali. Gli interventi saranno monitorati dalla Commissione europea.

Sarkò-guai

L’ex presidente francese Sarkozy è stato rinviato a giudizio per corruzione e traffico d’influenze nel processo in cui era imputato per presunte pressioni sull’ottenimento di informazioni su un’inchiesta che lo riguardava. Questo guaio si somma all’inchiesta sui fondi illeciti ricevuti dall’ex presidente libico Muammar Gheddafi durante la sua campagna elettorale del 2007. Non un gran momento, insomma.

Mostrami la tua cronologia!

Il Dipartimento di Stato vorrebbe avanzare una proposta di legge secondo la quale tutti coloro che chiedono un visto per gli Usa dovranno mostrare alle autorità quanto scritto sui loro profili social nei cinque anni precedenti alla data della richiesta.

SpaceX ad alta velocità

L’agenzia statunitense che regolamenta le telecomunicazioni, ha appaltato a SpaceX la licenza per la costruzione e gestione di un’enorme rete di piccoli satelliti per fornire connessioni Internet senza fili ad alta velocità.

Record di volo!

È stato effettuato con successo dalla Qantas Airways il più lungo volo di linea della storia, da Perth (in Australia) fino a Londra: 17 ore di volo, 4 piloti che si sono divisi i turni e i passeggeri che hanno acconsentito di lasciarsi monitorare i cicli di sonno, modelli alimentari e di idratazione. La storia del volo, definito un “game changer” per l’aviazione civile, raccontata dal New York Times.

Fidarsi è bene?

Secondo un sondaggio pubblicato dalla Reuters, la maggioranza degli utenti tedeschi e statunitensi di Facebook non si fida più dell’azienda tecnologica dopo lo scandalo legato alla Cambridge Analytica, società che avrebbe utilizzato in maniera scorretta i dati personali degli utenti.

Intanto i problemi del social network non si placano. La Federal Trade Commission ha confermato l’apertura di un’indagine sul trattamento della privacy da parte di Facebook, il titolo è crollato a Wall Street e sta spuntando un nuovo scandalo legato all’acquisizione di tabulati telefonici e sms da parte dell’app Messenger installata da alcuni utenti. Il fondatore Mark Zuckerberg ha accettato di testimoniare di fronte al Congresso statunitense, alla Sottocommissione della camera per l’energia e il commercio.

Tech-crush

Intanto il Fang – acronimo ideato da Jim Cramer, analista di Cnbc che raggruppa le principale compagnie tecnologiche mondiali – ha vissuto una delle settimane più complicate di sempre, toccando una perdita settimanale del 6%, con pesanti ripercussioni anche sui mercati tradizionali (inevitabilmente, visto il peso che le big-tech hanno nei listini mondiali). Il triste premio della peggiore tra le peggiori l’ha vinto Tesla, che come riporta Bloomberg ha avuto un crollo del 9% dopo il downgrade da parte di Moody’sa metà settimana. John Thompson, analista dell’hedge fund Vilas Capital Management, in una conversazione con Marketwatch ha previsto che “l’azienda di Musk ha i mesi contati e presto andrà in bancarotta“.

Gita fuori porta

C’è stata molta curiosità nei confronti di uno strano treno blindato arrivato a inizio settimana a Pechino e proveniente dalla Corea del Nord. A bordo del treno, dopo iniziali incertezze, è stata confermata la presenza di Kim Jong-un, in quella che è la prima visita all’estero del dittatore nordcoreano, sebbene per Pechino sia stata una visita “non ufficiale”.

Kim Jong-un con la moglie Ri Sol-ju incontra il presidente cinese Xi Jinping e sua moglie Pen Liyuan a Pechino, Cina – Ju Peng / Xinhua via AP

Il treno – molto simile a quello utilizzato in passato dal padre di Kim, Kim Jong-il, durante la sua ultima visita nel 2010 – ha fatto seguito ad un enorme dispiegamento di forze intorno alla stazione di Pechino e nel tragitto stradale fino a Piazza Tienanmen.

Il viaggio è stato organizzato su invito diretto del presidente cinese Xi Jinping. Durante l’incontro diplomatico Kim si è detto disponibile ad avviare contatti ufficiali con gli Stati Uniti, e di valutare con interesse la possibilità di incontrarsi con Donald Trump.

Secondo il New York Times questo incontro è di estrema importanza perché rivela le intenzioni della leadership nordocreana di procedere con il consenso della Cina alla normalizzazione dei rapporti con la comunità internazionale. Intanto è stato deciso dalle rappresentanze diplomatiche delle due Coree, che Kim Jong-un e il Primo ministro sudcoreano Moon Jae-in si incontreranno il 27 aprile al confine tra i due paesi, nella DMZ (Zona Demilitarizzata).

Nel frattempo il Financial Times ha scoperto che Pechino ha di fatto bloccato le esportazioni di petrolio, carbone e materie prime verso la Corea del Nord, probabilmente per fare pressioni sul regimen, e Trump ha twittato questo

Proiezioni cinesi

Secondo quanto rileva il giornale cinese Global Times la Cina avrebbe completato la costruzione della sua seconda nave portaerei, la prima costruita interamente “in casa”. Il nome momentaneo è Type 001A (Shandong), e dopo la prova in mare, che normalmente richiede circa 6-12 mesi, sarà pronta per essere consegnata alla Marina. Secondo Song Zhongping, esperto militare, è molto probabile che vedremo il vettore arruolato entro la fine del 2018.

Intanto delle immagini satellitari ottenute dalla Reuters rivelano un insolito dispiegamento di forze marittime cinesi al largo dell’isola di Hainan nel Mar Cinese Meridionale. Analisti militari parlano di un’esercitazione non comunicata.

errymath.blogspot.com

Fredda primavera

Continuano i problemi tra la russa Gazprom e la sua controparte ucraina Naftogaz. Il monopolista russo starebbe violando le decisioni dell’istituto di arbitrato di Stoccolma per quel che riguarda l’approvvigionamento di gas all’Ucraino e il transito dello stesso nel paese. Il primo marzo Gazprom si è rifiutata di spedire il gas dovuto all’Ucraina e pagare le tariffe di transito per l’Europa (tra i 2,5 e i 4,6 miliardi di dollari), annullando unilateralmente i contratti in vigore.

Le trattative vanno avanti da tempo, e settimana prossima si terranno altri incontri. Intanto la fredda primavera sta consumando rapidamente le riserve di gas ucraino che sarebbe il 9% in meno di quello stoccato nello stesso periodo dell’anno scorso.

L’intoccabile

Su Politico un lungo articolo che vi consigliamo spiega come mai l’unico membro dell’Amministrazione Trump che sembra intoccabile sia il Segretario alla difesa, l’ex generale James Mattis, uomo forte del Pentagono, rispettato da tutti e talvolta critico – senza pagarne le conseguenze – con le decisioni del presidente (qui un suo ritratto). Dopo l’allontanamento di membri del governo come H.R. McMaster, Rex Tillerson, Gary Cohn (ma la lista potrebbe andare avanti a lungo), in molti considerano Mattis “a prova di proiettile”. Tra i motivi di questo atteggiamento del presidente ci sarebbe una sorta di reverenza nei confronti di un vero e colto uomo militare e anche un po’ di soggezione.

Strage in Siberia

Diversamente dalle stime ufficiali, potrebbero essere più di 100 le vittime dell’incendio scoppiato in un centro commerciale a Kemerovo, in Siberia. Tra di loro moltissimi i bambini. Le fiamme sarebbero divampate nell’area del cinema, e i sistemi anti-incendio non sarebbero entrati in funzione, rendendo inutili i tentativi di fuga di chi era all’interno della struttura. Forti le proteste degli abitanti della città, che chiedono giustizia e verità sull’accaduto.

Strage in Venezuela

Almeno 68 persone sono morte a seguito di un incendio scoppiato in una stazione di polizia nella città venezuelana di Valencia, dopo lo scoppio di una rivolta contro le brutali condizioni di detenzione. A seguito dell’incendio numerose persone, in maggior parte donne, mogli, sorelle e madri delle vittime, sono scese in strada a protestare. La polizia ha caricato e disperso la folla con lacrimogeni.

La demografia tedesca cambia verso

L’istituto demografico ha pubblicato un rapporto in cui si racconta che nel 2016 il livello di natalità in Germania è aumentato del 7%, l’aumento più alto degli ultimi 20 anni. La Germania soffre da tempo di un generale e problematico invecchiamento della popolazione.

Nel 2016 quindi la media delle nascite è stata di 1,59 bambini per donna, il livello più alto dal 1973 e molto vicino alla media europea di 1,6 figli per donna (in Italia è di 1,34). Al dato, oltre all’aumento delle nascite da parte di cittadini tedeschi (+3%) ha contribuito anche la natalità di famiglie straniere, come viene mostrato dal seguente grafico dove troviamo: le nascite complessive dal 2011 al 2016 alla prima riga, le nascite da madri tedesche alla seconda riga e quelle da non tedesche alla terza riga. Nelle restanti righe sono specificate le nazionalità di quest’ultime.


Letture della domenica
a cura di Lorenzo Carota
Lorenzo Carota
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