Gli incendi in Grecia, la tregua tra Ue e Usa sul commercio, i problemi di Trump con il Russia Gate e le elezioni pakistane, tra le notizie più importanti della settimana, nel nostro International Weekly Brief.

Notice this: La nostra rassegna stampa internazionale si prende una pausa e tornerà ad informarvi sulle cose del mondo il 9 settembre.
Estate, commerci e tregue

Sembra che sarà un’estate diplomatica incentrata sulle questioni del commercio internazionale. Si è tenuto infatti in Sud Africa il summit dei Brics (ve li ricordate i Brics?), dove si è palesata la volontà di contrastare le politiche protezionistiche imposte dall’Amministrazione Trump. Posizioni che erano già state certificate al G20 finanziario tenutosi a Buenos Aires qualche giorno prima, dove Cina, Brasile, Russia e Sud Africa hanno firmato un documento congiunto sul tema.

Anche l’Europa non rimane ferma: mercoledì il presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker ha incontrato a Washington il presidente Usa. L’Unione è arrivata al tavolo delle trattative con due proposte: un nuovo accordo “pluri-laterale” tra i grandi Paesi produttori di auto per abbassare le tariffe o un mini-accordo bilaterale solo tra Ue e Usa. I due sembrerebbero aver trovato un accordo: Trump ha detto che lavorerà insieme alla Ue verso l’azzeramento dei dazi sui beni industriali, mentre Juncker ha sottolineato che le due parti hanno accettato di sospendere l’imposizione di nuovi dazi come parte dei negoziati commerciali in corso.

Donald Trump e Jean-Claude Juncker nel giardino delle rose della Casa Bianca – credits: Evan Vucci / AP

Nello stesso giorno si sono incontrati il ministro degli esteri e delle finanze canadesi, Chrystia Freeland e Bill Morneau, con il presidente uscente messicano Enrique Peña Nieto e il neoeletto Andrés Manuel López Obrador. Obiettivo dell’incontro: superare il Nafta – l’accordo di libero scambio tra Usa, Messico e Canada, messo in discussione dalla Casa Bianca. Per i rappresentanti dei due paesi, l’intero Nord America beneficerebbe di un rinnovato accordo sul Nafta. All’incontro si era arrivati con una lettera di López a Trump, in cui si apriva al dialogo per la rinegoziazione.

Tensioni e tweet in caps-lock tra Washington e Teheran

Il presidente Usa Donald Trump ha minacciato attraverso Twitter la Repubblica islamica iraniana, promettendo “gravi conseguenze” per l’Iran se non avesse cambiato atteggiamento nei confronti degli Stati Uniti.

La risposta del regime iraniano non si è fatta attendere, sempre via Twitter, ed è arrivata dal ministro degli esteri iraniano Javed Zarif:

Come mai c’è stata questa escalation nei toni tra i due paesi questa settimana? Se lo chiede tra gli altri la rivista Atlantic, mentre secondo i tedeschi di DW il presidente iraniano Rouhani starebbe lisciando il pelo all’ala più radicale del paese. Un’analisi di Foreign Affairs mette in mezzo la Cina, che starebbe aiutando l’Iran ad uscire dall’isolamento internazionale in cui Trump vorrebbe ingabbiarla.

I guai di Trump

Non si placano gli attacchi del presidente americano al procuratore speciale Robert Mueller, che sta indagando sulle ormai comprovate interferenze russe nel processo elettorale e democratico statunitense del 2016.

Associated Press ha fatto un fact-checking sulle cose dette da Trump a seguito del rilascio da parte dell’Fbi di materiali sull’ex consigliere del presidente, Carter Page, e i suoi legami con i russi – su Vox viene raccontata la vicenda nei dettagli. Intanto gli inquirenti avrebbero in mano 12 registrazioni che riguardano l’ex avvocato di Trump Micheal Cohen e che potrebbero causare nuovi guai alla Casa Bianca. In una di queste Trump starebbe discutendo con Cohen di come pagare una ex modella di Playboy con cui il presidente avrebbe avuto una relazione extra-coniugale, che il presidente avrebbe voluto insabbiare.

Intanto la Casa Bianca ha annunciato che Trump ha intenzione di rimandare l’incontro programmato in autunno a Washington con Vladimir Putin. Il presidente Usa vuole aspettare la fine dell’indagine del procuratore speciale Robert Mueller, che intanto sta vagliando alcuni tweet di Trump che avrebbero ostacolato le indagini sull’inchiesta Russia Gate. E allora Putin ha invitato Trump a Mosca.

In attesa di accordi che non ci saranno sui migranti

L’Italia attraverso il suo ministro degli esteri Moavero Milanesi ha dichiarato che l’Italia permetterà lo sbarco di navi militari impegnate nella missione Sophia con a borso migranti soccorsi nel Mediterraneo “per le prossime 5 settimane”, in attesa che l’Unione europea decida il da farsi sulle politiche migratorie. Un accordo però, secondo quanto rivelato da fonti europee, sarebbe lontano, anche per via del rifiuto dei paesi della sponda sud del Mediterraneo – Libia, Egitto, Marocco e Tunisia – ad istituire sul proprio territorio centri da cui smistare le richieste d’asilo.

Intanto il Financial Times scrive che l’Ue starebbe studiando una proposta di aiuto economico per i paesi che si faranno carico dell’assistenza ai migranti soccorsi in mare, per una cifra intorno i 6mila euro per ciascun migrante accolto, più finanziamenti per la costituzione di centri nei paesi di frontiera. La proposta non piace però all’Italia, mentre la Spagna inizia ad avere problemi di collocazione dei migranti. A Ceuta inoltre circa 800 migranti hanno cercato di forzare una recinzione di confine che separa il Marocco dall’enclave spagnola.

La strage e gli incendi in Grecia

Da lunedì intorno ad Atene si sono sviluppati diversi incendi che hanno causato la morte di più di 80 persone. A causa del caldo e del forte vento le autorità non sono riuscite a limitare l’area interessata dalle fiamme, che in poco tempo hanno distrutto decine di case e costretto centinaia di persone – tra cui molti turisti – ad abbandonare le proprie abitazioni. Probabile la matrice dolosa, scrive Bbc. Cipro, Israele, Italia, Spagna, Bulgaria, Germania, Polonia e Francia hanno offerto soccorsi.

Evacuazioni

Israele attraverso le proprie forze militari ha organizzato ed eseguito l’evacuazione dalla Siria di circa 800 White Helmets, la protezione civile siriana volontaria e auto-organizzata che operava a supporto della popolazione nelle zone di conflitto. Gli evacuati sono stati portati prima in Giordania, e verranno trasferiti in altri paesi per salvaguardare la loro sicurezza ora che il regime avrebbe potuto agire con ritorsioni nei loro confronti.

Condanne

La Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato la Russia per due fatti piuttosto discussi negli anni scorsi: le investigazioni sull’omicidio della giornalista russa Anna Politkovskaya, e per le violazione dei diritti delle tre Pussy Riot arrestate a seguito di un concerto improvvisato di protesta nella cattedrale di Mosca. C’è chi fa notare come sui media russi questa notizia sia arrivata in maniera diametralmente opposta rispetto a ciò che ha dichiarato la Corte.

Bombe a Kabul, di nuovo

Domenica 22 luglio un attacco suicida ha causato l’uccisione di 14 persone nei pressi dell’aeroporto di Kabul, in Afghanistan. L’obiettivo dell’attacco sarebbe stato Abudl Rashid Dostum, vicepresidente afghano, che è riuscito a salvarsi.

Pakistan al voto tra molte tensioni

Mercoledì si è votato in Pakistan per eleggere i membri dell’Assemblea nazionale e delle Assemblee provinciali. Come racconta il Washington Post la campagna elettorale si è svolta in un clima di alta tensione, tra attentati – 31 morti solo mercoledì per un attacco suicida a Quetta – e arresti. La vittoria è andata al Movimento per la giustizia del Pakistan, partito centrista e islamista fondato dall’ex campione di cricket Imran Khan, personalità vicina all’esercito e ai gruppi estremisti. Al Jazeera prova a spiegare in sette punti cosa significano queste elezioni.

Secondo Foreign Affairs la democrazia pakistana è a un bivio, e non c’è da essere ottimisti; opinione confermata da Foreign Policy, che prima delle elezioni scriveva “non importa che vincerà, a perdere sarà il paese”. Secondo gli analisti negli ultimi anni l’esercito ha supportato partiti estremisti e influito su decisioni della magistratura, tanto che alcuni parlano di “colpo di stato strisciante” in atto, secondo le parole di un ex senatore pakistano.

Sostenitori di Imran Khan – credits: Akhtar Soomro / Reuters

Notizie dalla Brexit?

Il primo ministro inglese Theresa May durante questa settimana si è spesa per spiegare all’area industriale del paese – che ha votato in maggioranza per uscire dall’Ue – i benefici di una soft-brexit, ed ha dichiarato che prenderà in mano in prima persona i negoziati. Allo stesso tempo però dal negoziatore europeo Michel Barnier arrivano forti critiche al White Paper sulla Brexit preparato dal gabinetto May, tanto che il nuovo ministro degli esteri di Londra ha chiesto maggior flessibilità per evitare lo strappo, che però è arrivato giovedì con il rifiuto della proposta di accordo commerciale post Brexit avanzata da May.

Mancano le prove

I giudici de La Valletta hanno rinunciato a continuare le indagini sul premier maltese Joseph Muscat e il suo entourage nel processo avviato anche grazie alle rivelazioni della giornalista, Daphne Caruana Galizia, uccisa a Malta proprio a causa del suo lavoro di investigazione sul riciclaggio di denaro venuto alla luce grazie ai Panama Papers. Secondo i giudici “non c’è modo di provare la colpevolezza del primo ministro”. Critica la famiglia della giornalista sulle motivazioni dei giudici.

Epidemia conclusa

L’Oms (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha dichiarato conclusa l’epidemia di ebola nella Repubblica Democratica del Congo, iniziata lo scorso aprile, che ha causato almeno 33 morti. L’impiego di un nuovo vaccino e la rapida risposta delle autorità sanitarie – scaturita anche grazie all’esperienza acquisita durante la precedente epidemia – hanno permesso di contenere la diffusione del virus.

La strage della diga in Laos

Martedì nel distretto di Sanamxay, in Laos, una diga idroelettrica in costruzione ha subito un grave crollo che ha liberato 5 miliardi di metri cubi d’acqua sui villaggi di Yai Thae, Hinlad, Mai, Thasengchan, Tha Hin e Samong. La causa sarebbero state le forti piogge di questi giorni. Si temono centinaia di morti.

Liquidità pericolosa

La banca centrale di Pechino ha iniettato 502 miliardi di yuan (circa 74 miliardi di dollari) nel sistema bancario cinese per rafforzare l’economia interna, in previsione dell’ormai certa guerra commerciale con gli Usa.

Tassi invariati

Il Consiglio direttivo della Bce ha comunicato che lascerà i tassi d’interesse invariati fino all’estate del 2019, confermando la fine del quantitative easing a dicembre: “serve ancora uno stimolo significativo” ha spiegato il governatore Mario Draghi.

La caduta dei giganti

Il titolo di Facebook è crollato del 19% in borsa dopo che è stata diffusa la notizia del rallentamento della crescita degli iscritti, che avrebbero toccato i 2,2 miliardi di utenti. È il record di perdita di valorizzazione in una seduta di Wall Street scrive Marketwatch. Mark Zuckerberg aveva anticipato dell’arrivo di una “nuova fase” per la piattaforma, che continua a macinare ricavi pubblicitari – 50 miliardi di euro all’anno.

Tempo di bilanci

La holding di Google, Alphabet, ha chiuso il secondo trimestre dell’anno con ricavi migliori delle attese (32 miliardi di dollari), mentre cala del 4,9% il fatturato di Luxottica. Buone notizie per Coca Cola, che registra un aumento del 64% dell’utile. Intanto Pinterest, dopo i risultati positivi, pensa alla quotazione in borsa, mentre le stime sul bilancio di Boeing preoccupano gli analisti. Amazon chiude il trimestre con 52,8 miliardi di dollari di ricavi e 2,5 di utili.

Laghi marziani

I ricercatori italiani dell’Istituto Nazionale di Astrofisica hanno fatto un’importante scoperta su Marte: sotto la crosta marziana, ad 1km di profondità nei pressi del Polo Sud marziano, ci sono segni che lasciano supporre l’esistenza di un lago salato che potrebbe avere acqua liquida tutto l’anno. Il satellite Mars Express della missione dell’Agenzia spaziale europea aveva precedentemente rivelato come su Marte vi fosse presenza di acqua liquida solo stagionalmente.

Il lago si troverebbe sotto il ghiaccio vicino al Polo Sud di Marte – credits: Nasa

Facebook in Cina?

Facebook – che da anni risulta bloccato in Cina, mercato in cui vorrebbe entrare – sembrava essere riuscita ad ottenere il permesso dal governo per aprire una sua società controllata nella città cinese di Hangzhou, con un capitale sociale di 30 milioni di dollari. Mercoledì però il governo ha ritirato la sua approvazione al piano.

Le multe degli altri

Dopo la maxi-multa inflitta a Google, la Commissione Ue ha deciso di sanzionare altre aziende: Asus, Denon & Marantz, Philips e Pioneer verranno multate per un importo complessivo di oltre 110 milioni di euro per pratiche commerciali scorrette.


letture della domenica
a cura di Lorenzo Carota
Lorenzo Carota
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