Il test nucleare della Corea del Nord, la pericolosa situazione economica cinese, Schengen in bilico e le tensioni tra le potenze regionali di Iran e Arabia Saudita, tra le notizie più rilevanti dal mondo nel nostro International Weekly Brief.

Cosa è successo mentre eravamo in vacanza. L’Isil Committee of reaserch and fatwas nel gennaio 2015 ha regolarizzato, all’interno dei territori controllati dal Daesh, la spoliazione delle vestigia storiche, lo stupro e il traffico di organi (qui la traduzione rilasciata dal governo statunitense della fatwa n. 68, dove si certifica l’ammissibilità di prelevare organi da un apostata per salvare un musulmano). La notizia è stata diffusa da Reuters il giorno di Natale. In ritardo arrivano anche le informazioni riguardo l’assedio (iniziato nel luglio del 2015) della città di Madaya in Siria dove il regime tiene in scacco circa 20.000 mila persone che rischiano di morire di fame (23 i decessi accertati nell’ultimo mese da MSF). L’obiettivo dell’occupazione sarebbe quello di spingere i musulmani sunniti ad abbandonare la zona che verrebbe ripopolata da musulmani sciiti in arrivo da Fua and Kefraya. Tra le altre cose, ciò consentirebbe a Hezbollah di rafforzare la sua presenza sul territorio al confine con il Libano. Nel frattempo trapela un documento dell’amministrazione Obama dove si legge che la “migliore delle ipotesi” riguardanti la risoluzione della crisi siriana, non prevede la deposizione di Assad almeno sino a Marzo 2017.

Una nuova dimensione della violenza. Capodanno da dimenticare a Colonia dove nei pressi della stazione ferroviaria è dilagata l’aggressività contro le donne. Centinaia le denunce; su scala minore anche in altre città tedesche. Ad oggi gli illeciti penali accertati sono 32 e i reati contestati lesioni e furto. Tra gli indagati, i richiedenti asilo sono 18. Angela Merkel ha dichiarato che saranno espulsi i profughi condannati penalmente senza però rivelare verso dove. Se anche si riuscisse a risalire alla vera identità di questi individui è poco probabile che il paese d’origine accetti di “riprenderseli.” Quello che è probabile è che il governo tedesco si avvalga del diritto di espellere queste persone verso i paesi europei di primo ingresso. Indovina chi?

E i Marò? Smentita sia da Roma che da Nuova Delhi la notizia riportata da alcuni quotidiani indiani, di un accordo segreto per chiudere il caso Marò; a decidere di chi sia la giurisdizione, sarà il Tribunale internazionale per il diritto del mare di Amburgo.

Pessimi. Accertata la figuraccia della delegazione italiana in visita a Riad, in Arabia Saudita, che avrebbe scatenato una rissa per accaparrarsi i preziosi doni ricevuti.

Goodbye Bordless Europe. Nel 2015 la Svezia ha ricevuto circa 163.000 richieste di Asilo. In autunno le domande inoltrate sono state 10.000 a settimana. Stoccolma ha pertanto deciso (dopo 65 anni) di ripristinare i controlli alla frontiera con la Danimarca, che a sua volta farà lo stesso con la confinante Germania che lunedì ha definito Schengen in pericolo. La Slovenia reintroduce i controlli e l’Italia ci pensa. L’effetto domino è già iniziato.

Unwillingness. Il leader Kim Jong-un il 10 dicembre informava il mondo che la Corea del Nord era in possesso della bomba a idrogeno. Il 6 gennaio Pyongyang ricorda al mondo della propria esistenza, dichiarando di aver testato con successo la prima bomba a idrogeno nonché il 4° test nucleare sotterraneo, (l’ultimo condotto fu nel febbraio 2013). Nell’area nordorientale del paese nei pressi di Kilju (dove si trova uno dei siti nucleari del regime) è stata registrata una scossa sismica di magnituto 5.1. Un terremoto indotto (un’esplosione sotterranea) che non si avvicinerebbe per intensità a quella provocata da una bomba a idrogeno, ma piuttosto a quella di una bomba a fissione nucleare potenziata. In allarme le cancellerie mondiali, Seul, Tokyo, Pechino, Mosca e Washington, quest’ultima destinataria dell’intimidazione. Come ricorda Marco Milani su Limes il programma nucleare di Pyongyang persegue un obiettivo politico: la stipula di un trattato di pace con gli Usa che concluda formalmente la guerra di Corea del 1953 ad oggi “in pausa.” Gli Stati Uniti dal canto loro apriranno un dialogo con il regime solo a patto che lo stesso accetti una denuclearizzazione immediata e monitorata, che non sembra prossima. Nel frattempo la Corea del Sud, ha ripreso l’attività di propaganda anti-regime lungo il confine con il Nord, interrotta nel mese di agosto nel tentativo di allentare la tensione sulla penisola. Buon compleanno Kim Jong-un.

Universi paralleli. L’Arabia saudita interrompe le relazioni diplomatiche con l’Iran al culmine di una crescente tensione tra i due nemici regionali, scaturita dall’esecuzione del leader sciita, l’Imam Nimr al- Nimr (condannato per sedizione e possesso d’armi l’anno scorso da una Corte Speciale di Riad). L’ira della fazione di Alì si è scatenata a Beirut, a Baghdad, a Islamabad e Quetta, ore dopo che l’ambasciata saudita nella capitale iraniana è stata incendiata. L’Ayatollah Ali Khamenei, (Guida Suprema dell’Iran) ha invocato la vendetta divina per gli esecutori di Nimr proclamato martire. Questa escalation allontana la possibilità di risoluzioni diplomatiche alle crisi regionali attualmente in corso.

Terrore. Egitto, Hurghada: tre turisti (due austriaci e uno svedese) sono stati pugnalati da due o forse tre attentatori (dell’Isis?) che hanno fatto irruzione nel resort Bella Vista. La polizia della struttura è riuscita a neutralizzare l’attacco; uno dei due assalitori è stato ucciso, l’altro ferito. India: nella base militare di Pathankot nel Punjab, presa d’assalto presumibilmente da islamisti pachistani feriti a morte dalle forze di sicurezza indiane dopo 4 giorni di combattimenti. Libia, città di Zlitan a pochi km da Misurata: un camion carico di esplosivo è deflagrato in un centro di addestramento della polizia provocando la morte di almeno 50 reclute. A rivendicare l’attacco Isis, che con una notevole dimostrazione di forza, contestualmente da fuoco ai serbatoi di greggio in Cirenaica (nel tentativo di mettere in ginocchio l’economica libica e far prosperare l’illegalità).

Orrore. In Turchia dove in due diverse spiagge nei pressi della cittadina di Ayvalik (Mar Egeo Settentrionale) sono stati ritrovati i corpi di 36 persone, partite nella notte tra lunedì e martedì – nonostante il mare in tempesta – nel tentativo di raggiungere l’isola di Lesbo. Una ragionevole proposta per evitare queste stragi è che il governo turco, aiutato dai 3 miliardi di euro promessi dall’Europa, (nella speranza che Ankara cooperi nella gestione dei profughi che dal territorio turco si dirigono nello spazio comunitario) dispieghi l’esercito sul litorale egeo.

Oblivion. Dimenticarsi dell’Afghanistan è possibile, specialmente per gli Stati Uniti che così possono fare a meno di constatare che i territori controllati dai talebani non sono mai stati così tanti, almeno dal 2001. Target privilegiato degli attacchi talebani sono le forze di sicurezza Afghane. Come se non bastasse, aumenta la presenza del daesh in queste terre.

How to get away with a murderer. La biblioteca delle Nazioni Unite ha rivelato qual’è stato il testo più consultato durante il 2015. La risposta è: «Immunità di capi e funzionari di Stato per crimini internazionali» una tesi di dottorato scritta da Ramona Pedretti ex studentessa dell’Università di Lucerna.

Omicidi etnici. Da novembre a oggi le forze di sicurezza etiopi avrebbero ucciso almeno 140 manifestanti anti-governativi appartenenti all’etnia Oromo (maggioritaria nel paese secondo l’ultimo censimento del 2007). A scatenare la protesta, oltre alla mancata inclusione politica ed economica, la paura che a pagare il prezzo del preventivato allargamento dell’influenza governativa oltre i confini amministrativi della capitale, siano i contadini. Sempre in Etiopia le Nazioni Unite si preparano ad assistere circa 10 milioni di persone gravemente minacciate dagli effetti atmosferisci provocati da El Nino.

Il pericolo che arriva dall’estremo oriente. Secondo molti analisti l’economia cinese starebbe minacciando l’economia mondiale. Il 7 gennaio, a pochi minuti dall’apertura delle contrattazioni, l’indice di borsa del Paese è precipitato di 7 punti percentuali, ma sarebbe potuto crollare ulteriormente. A settembre infatti il Governo nel tentativo di arginare la fuga di capitali, le vendite e gli eccessivi ribassi dovuti al precedente crollo di agosto, aveva imposto delle restrizioni negli scambi, e delle sospensioni automatiche dei listini nel caso in cui questi avessero toccato la soglia del 5% (sospensione di 15 minuti) e del 7% (sospensione per l’intera giornata). Le violente fluttuazioni dipenderebbero dallo scetticismo dei mercati nei confronti della capacità di gestione della crisi da parte delle istituzioni finanziarie e governative del gigante asiatico, che si trova sempre più in difficoltà tra svalutazioni, riserve in diminuzione e rallentamento dell’economia reale interna, a cui si aggiunge la problematica del debito privato, che ormai ha toccato quota 200% sul Pil. La sera del 7 gennaio il Governo ha deciso di interrompere l’automaticità delle sospensioni degli indici, lasciando trasparire un errore di valutazione: sarebbe stata questa misura a spingere le vendite sui mercati azionari (la solita profezia che si auto-avvera). Qui l’editoriale sul Nyt dell’economista Premio Nobel Paul Krugman.

Tom Toles / The Washington Post

Tom Toles / The Washington Post

70 anni dopo. Torna nelle librerie tedesche il Mein Kamps di Adolf Hitler, o meglio, un’edizione critica del testo, corredata di migliaia di note accademiche. Copyright expired.

Eliza Ungaro
Eliza Ungaro
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