La fragile tregua in Siria, il discorso sullo stato dell’Unione tenuto da Juncker e l’acquisizione di Monsanto dalla tedesca Bayer, tra le notizie più rilevanti della settimana nel nostro consueto International Weekly Brief.

Sette giorni e 48 ore?

Dopo l’accordo raggiunto grazie alla mediazione di Stati Uniti e Russia, è entrato in vigore sul territorio siriano un cessate il fuoco della durata di sette giorni, necessario almeno a far pervenire aiuti umanitari nelle zone di conflitto. L’Osservatorio siriano per i diritti umani ha riportato informazioni sulla tenuta della tregua nonostante i bombardamenti ad Al Mayadin che, in quanto zona controllata dallo Stato Islamico, non rientra nel cessate il fuoco. In questi giorni, attacchi sporadici da parte dei ribelli sono stati confermati dalle forze armate russe sul territorio e l’accesso di venti camion di aiuti provenienti dalle Nazioni Unite è stato rallentato dalle forze governative, ma la più seria minaccia alla tregua è arrivata nel suo quarto giorno; quando l’Osservatorio ha confermato violazioni del cessate il fuoco nella periferia di Damasco. Mentre lo Stato Maggiore russo si era pronunciato favorevolmente sul prolungamento della tregua, per ulteriori quarantotto ore, questa possibilità sembra oggi sempre più remota.

Children ride in carts on the third day of Eid al-Adha in the rebel controlled city of Idlib, Syria September 14, 2016. REUTERS/Ammar Abdullah

Credits: REUTERS/Ammar Abdullah

Crisi esistenziale

Il voto sulla Brexit, la crisi migratoria, la richiesta di espulsione dell’Ungheria avanzata dal Lussemburgo in seguito alla sua politica verso i richiedenti asilo politico e la polemica sul contratto tra l’ex presidente della Commissione europea Barroso e Goldman Sachs. Se non fosse parso abbastanza chiaro, ci ha pensato il presidente della Commissione Juncker a dare il polso della situazione: l’Unione Europea sta affrontando una crisi esistenziale, ha affermato nel suo discorso sullo stato dell’Unione mercoledì. Ma non è a rischio la sua esistenza, ha poi specificato elencando una serie di misure da adottare nei prossimi mesi. Tra le più rilevanti, un raddoppiamento degli investimenti e la creazione di un quartier generale europeo per la sicurezza.

Acquisizione da 66 miliardi di dollari

Questo il prezzo con cui Bayer, compagnia chimica e farmaceutica tedesca, otterrà il controllo di Monsanto, multinazionale di biotecnologie agricole statunitense, portando così a termine dopo mesi di trattative, la più grande acquisizione mai realizzata da un’azienda tedesca. Due le questini ancora in sospeso: l’ok definitivo degli untitrust e la decisione riguardo a chi assumerà la leadership di questo colosso dell’agribusiness.

Check up

Anche le condizioni di salute dei candidati alle presidenziali americane sono ora al centro della campagna elettorale, dopo cha la candidata democratica Hillary Clinton ha sofferto un malore durante la cerimonia commemorativa degli attentati dell’11 Settembre, dovuto a una polmonite diagnosticatale qualche giorno prima. Mentre Trump ha annunciato che rilascerà dettagli sul suo perfetto stato di salute, qualche malumore potrebbe arrivare dall’inchiesta che il procuratore di New York ha aperto sulla Donald Trump Foundation. In attesa di sviluppi, probabilmente un più serio confronto tra i candidati si avrà durante il loro primo faccia a faccia il prossimo 26 settembre.

Exit

Dopo il voto favorevole al referendum sulla Brexit, è l’ex premier britannico David Cameron a lasciare la politica, dimettendosi dalla carica di deputato mantenuta per quindici anni. Cameron, duramente criticato da un rapporto parlamentare per l’intervento in Libia, ha dichiarato di non voler ostacolare i lavori del nuovo governo May, su cui pesa l’avvio della procedura di uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Quest’ultima ha iniziato a discutere timidamente la questione venerdì, in un summit europeo tenutosi a Bratislava e continuerà a parlarne a Malta, ad inizio 2017.

Ritorno in politica?

In dubbio il ritorno in politica dell’ex presidente brasiliano Lula da Silva, dopo le accuse di corruzione e riciclaggio per lui e sua moglie, all’interno dell’inchiesta Lava Jato sulla Petrobras. La notizia, che senza dubbio pesa sulla potenziale ricandidatura di Lula alle elezioni del 2018, si somma alla caos politico iniziato con l’accusa si impeachment a Dilma Rousseff, definitivamente destituita lo scorso agosto.

Cyber spionaggio

Condotto dal gruppo di hacker russi Tsar Team, a scapito dell’Agenzia Mondiale Antidoping. Mentre Mosca smentisce ogni coinvolgimento, il presidente della WADA Oliver Niggli, fa sapere che l’hackeraggio compromette ulteriormente i già incrinati rapporti tra la comunità mondiale antidoping e la Federazione Russa, la cui squadra era stata esclusa dai giochi olimpici in Brasile a seguito del rapporto McLaren.

Tutto da rifare!

Alcune irregolarità avevano portato la Corte costituzionale austriaca a invalidare il risultato delle elezioni presidenziali lo scorso maggio. Il ritorno al voto, inizialmente previsto per il 2 ottobre, è stato ulteriormente rinviato al 4 dicembre per “problemi tecnici“. Forse allora si confronteranno in maniera decisiva, il candidato dei verdi Van der Bellen ed il nazionalista Hofer.

Altre elezioni

Dopo essere stata definita “l’ultima dittatura in Europa” per la prima volta dal 2004, la Bielorussia apre ai partiti di opposizione, che hanno ottenuto dei seggi all’interno di un Parlamento che dal 1994 viene guidato dal presidente Lukashenko. Contemporaneamente, le elezioni anticipate in Croazia sono state vinte dall’Unione democratica croata (HDZ), partito conservatore e oppositore del partito socialdemocratico (SDP), che era stato dato come favorito.

Esecuzioni

Davao Death Squad, così si chiamerebbe la squadra della morte di Davao, città del sud delle Filippine di cui Duterte, oggi presidente del paese, è stato sindaco nel 1988. La denuncia di circa un migliaio di esecuzioni in venticinque anni tra criminali e oppositori politici, arriva da Edgar Matobato, ex sicario della squadra, che negli scorsi giorni ha parlato in udienza al Senato delle Filippine, dove è in atto un’inchiesta su omicidi extra-giudiziali. Duterte ha negato ogni accusa.

Fine della propaganda

Il Pentagono ha confermato la morte di Wa’Il Salman al-Fayad, considerato ministro dell’informazione e della propaganda dello Stato Islamico, di cui era un membro di spicco. Wa’Il è rimasto ucciso in un raid aereo guidato dagli Stati Uniti nei pressi di Raqqa, in Siria.

Arrestati in Europa

Tre giovani cittadini siriani richiedenti asilo politico, sono stati arrestati in Germania dopo l’allerta antiterrorismo pervenuta dai servizi di sicurezza nazionali, che sospettavano i tre fossero cellule dello Stato Islamico e avessero legami con gli organizzatori degli attacchi di Parigi. Nella capitale francese poi, sono stati fermati tre adolescenti sospettati di voler compiere atti terroritstici in Francia. Intanto, ad un anno dall’attacco che uccise 137 persone, il Bataclan di Parigi organizza una cerimonia di commemorazione delle vittime il 13 novembre, prima della definitiva riapertura.

Donne al potere

Renho Murata, 48 anni, di origini nipponico-taiwanesi, sarà la prima donna a guidare il Partito Democratico giapponese, principale fazione d’opposizione al Partito Liberal Democratico di Shinzo Abe. Murata è la terza donna ad assumere una carica politica di peso in Giappone negli ultimi mesi. L’elezione è infatti un tentativo di rinnovare l’immagine del partito, indebolito dai risultati delle votazioni dello scorso luglio, e che tra i principali obiettivi del suo programma ha il miglioramento del sistema educativo nazionale e l’opposizione alla riforma costituzionale fortemente voluta da Abe.

di Marzia Scopelliti
Marzia Scopelliti
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