La tregua fallita in Siria, gli sviluppi sulla guerra commerciale tra Usa e Ue, le bombe a New York e i rari passaporti nordcoreani, tra le notizie più rilevanti della settimana nel nostro consueto International Weekly Brief.

Naufragi mediterranei.

Mercoledì mattina nei pressi delle coste egiziane c’è stato un altro grave naufragio di migranti. Si stima che sull’imbarcazione di fortuna ci fossero tra le 200 e le 400 persone, anche se alcuni superstiti hanno riferito a Bbc la presenza di 550 migranti a bordo. Non c’è una stima precisa dei morti: i soccorsi hanno tratto in salvo circa 200 persone, mentre secondo il New York Times, che cita il governatore della provincia di Beheira, i corpi recuperati sarebbero 162. I migranti secondo quanto rilevato, avevano come destinazione l’Italia.

La questione delle migrazioni sta causando ancora qualche attrito tra Italia e Unione europea. Al summit di settimana scorsa a Bratislava, come di consueto, non si è deciso molto. Il Presidente del consiglio Matteo Renzi, martedì ha riferito che che se l’Ue continuerà a temporeggiare sulla questione, l’Italia dovrà “organizzarsi autonomamente”. Come peraltro sembra fare l’Ungheria di Orban, che sta stringendo sempre di più le maglie dei propri confini, di fatto impedendo anche a chi ne avrebbe diritto di entrare nel Paese come rifugiato, mentre in Grecia, un grande campo profughi è stato dato alle fiamme. Secondo i dati del Governo greco, ci sono più di 13mila persone su cinque isole del Mar Egeo, ospitate in strutture che potrebbero contenerne meno di 8mila.

Il paradosso del greggio venezuelano.

Il Venezuela ha le riserve petrolifere più grandi del mondo (quasi 300 miliardi di barili: più di Russia e Arabia Saudita). Ciò nonostante, riferisce Cnn, dall’inizio del 2016 il Paese si è visto costretto ad importare greggio dagli Stati Uniti, il suo “acerrimo nemico imperialista”. I motivi sono vari, e ruotano tutti attorno alla gravissima crisi sociale, economica e politica che sta affrontando il Paese, proprio a causa del basso prezzo del petrolio. Uno dei problemi è che il greggio estratto in Venezuela necessita di alti costi di raffinamento (è un greggio “pesante”), e diversi impianti venezuelani sono fermi per mancanza di pezzi, troppo cari da comprare all’estero. L’apertura, dopo 40 anni di divieto, all’esportazione del petrolio statunitense ha inoltre reso più economico rifornirsi dal Paese nordamericano, piuttosto che importare greggio “leggero” oltreoceano.

Supermercati vuoti a Caracas, in Venezuela. Nel Paese c'è carenza di cibo, medicine e beni di consumo - REUTERS / Allison joice

Supermercati vuoti a Caracas, in Venezuela. Nel Paese c’è carenza di cibo, medicine e beni di consumo – REUTERS / Allison joice

Non c’è fretta sui tassi.

La Banca centrale americana (Fed) ha deciso di rinviare l’aumento dei tassi d’interesse sul dollaro – ora fermi tra il 0,25 e il 0,50 per cento – a dicembre, se non oltre. Si prolunga così l’orizzonte di normalizzazione dell’economia globale, ed anche se i mercati (che se l’aspettavano) ringraziano, c’è chi inizia a mostrarsi preoccupato di questi prolungati stimoli monetari. Jason Trennert, capo per gli investimenti di Strategas Research Partners, ha detto a Cnbc che queste politiche monetarie espansive stanno passando “dall’essere inefficaci all’essere dannose”. Anche la Banca del Giappone (Boj) ha confermato sia i tassi negativi allo -0,1% sia il programma di espansione monetaria, ponendosi l’obiettivo di inflazione al 2%, che verrà incentivato attraverso un controllo della curva dei rendimenti a 10 anni che, nelle intenzioni, dovrebbe sollecitare le banche a fare più prestiti ai consumatori. Una mossa che Bloomberg definisce “sperimentale” e un po’ fuori dalle abitudini della Boj, e che dimostra come gli strumenti a disposizione dei banchieri centrali stiano finendo.

Un interessante commento sull’Economist, spiega come sopravvivere in un mondo di tassi bassi: sono le riforme strutturali che incidono maggiormente sulla crescita nel lungo periodo, mentre nel breve bisogna adoperare una politica fiscale saggia. In poche parole, i governi dovrebbero smetterla di scaricare la responsabilità della crescita (o della sua mancanza) sulle banche centrali.

Da segnalare anche un’intervista, sempre di Cnbc, al governatore della Banca centrale russa, Elvira Nabiullina, critica nei confronti delle politiche monetarie dei suoi omologhi internazionali. La Russia, contrariamente a Giappone, Europa e Usa, sta combattendo contro l’alta inflazione (quasi al 7% a settembre) e l’assenza di investimenti.

Il collasso della tregua in Siria.

La settimana che avrebbe dovuto istituire un cessate il fuoco in Siria si è conclusa lunedì con il suo fallimento. Violazioni continue da entrambe le parti hanno fatto collassare l’accordo tra Stati Uniti e Russia. Il segretario di Stato Usa John Kerry si è incontrato il 22 ed il 23 settembre con il Ministro degli esteri russo Serghei Lavrov, a margine dei lavori dell’Assemblea generale dell’Onu, per discutere del fallimento della tregua. La Russia vuole salvare l’accordo con gli Stati Uniti, che da parte loro parlano di “piccoli progressi”. Nel frattempo però gli scontri sono ricominciati, specialmente ad Aleppo, città sotto costante bombardamento da parte dell’aviazione russa e del regime siriano, dove al momento in cui scriviamo 2 milioni di persone sono rimaste senza acqua corrente.

Autunno e bombe a New York. 

Lo scorso weekend c’è stata una serie di esplosioni a New York e nel vicino Stato del New Jersey. Sabato sera una bomba rudimentale è esplosa nel quartiere di Chelsea, dove è stata trovata anche una seconda bomba inesplosa, mentre in New Jersey, una terza bomba artigianale, è esplosa ad Seaside Park. Lunedì una quarta bomba è stata fatta brillare (per errore) da un robot della polizia a Elizabeth, sempre in New Jersey. In tutto ci sono stati circa una trentina di feriti, nessuno in gravi condizioni. Ahmad Khan Rahami, cittadino statunitense di origine afghana, è stato arrestato poche ore dopo dalla polizia in New Jersey, con l’accusa di essere il responsabile di questi attacchi. L’uomo non sembra avere contatti diretti con organizzazioni terroristiche, ma la rivista Foreign Policy mette in guardia dall’utilizzare troppo di frequente il termine “lupo solitario”, che potrebbe dare un’idea sbagliata di questo fenomeno.

Gli scontri a Charlotte.

Sempre negli Stati Uniti, in North Carolina, martedì scorso la polizia ha ucciso un uomo afroamericano già immobilizzato a terra. Nbc ha diffuso un video piuttosto confuso in cui si vedono alcuni dei momenti che hanno portato alla morte dell’uomo. Il video è stato girato dalla moglie, ed è sua la voce nel video che urla “non sparate, non è armato”. A seguito di questa uccisione ci sono state diverse manifestazioni di protesta, ed è stato imposto un coprifuoco nella città. Il problema della violenza della polizia negli Usa sta assumendo contorni talmente rilevanti che il Guardian ha aperto sulla questione una sezione apposita nel proprio sito.

The Counted / theguardian.com

The Counted / theguardian.com

La guerra commerciale tra Usa e Ue.

Si può ormai parlare di guerra aperta nel commercio tra Stati Uniti ed Unione europea, dopo che l’Organizzazione mondiale del commercio (Wto) ha giudicato illegittimi 22 miliardi di dollari destinati in vari modi al costruttore di aerei europeo Airbus, concorrente della statunitense Boeing. L’Ue potrà fare ricorso, e al Wto sarebbe già stata depositata una denuncia europea uguale e contraria per aiuti di Stato illeciti da parte del Governo federale americano alla Boeing. Questa vicenda è l’ultima di una serie di scontri commerciali tra le sponde dell’Atlantico: il mese scorso la Commissione ha determinato un illecito nel regime fiscale irlandese a favore della multinazionale tecnologica Apple (13 miliardi di tasse non versate); a metà settembre il Dipartimento di giustizia Usa ha valutato in 14 miliardi di dollari la cifra che Deutsche Bank dovrebbe pagare per chiudere la vicenda dei titoli tossici legati ai mutui; mentre non ci si può dimenticare lo scandalo “dieselgate” iniziato l’anno scorso, che ha visto le autorità statunitensi incriminare la Volkswagen per aver falsificato i dati di emissione delle sue vetture. Sullo sfondo, il probabile fallimento dell’accordo Ttip (Partenariato transatlantico per il commercio e gli investimenti).


Flash

– Obama ha messo il veto sulla legge che avrebbe permesso di portare in tribunale l’Arabia Saudita per gli indiretti appoggi agli attentatori dell’11 settembre. Nel comunicato ufficiale si legge tra le altre cose che questa legge “non raggiungerebbe l’obiettivo che si prefigge e metterebbe a rischio gli interessi nazionali degli Usa”.

– Secondo l’Agenzia meteorologica statunitense (il Noaa) l’agosto 2016 è stato il mese più caldo mai registrato da quando si tengono queste rilevazioni.

– Un lungo articolo di National Geographic racconta come sta cambiando l’Europa attraverso le migrazioni: il Vecchio continente ospita ed ha ospitato un terzo dei migranti mondiali che hanno abbandonato le loro case dalla fine della Seconda guerra mondiale ad oggi. Al 2015, secondo le Nazioni Unite, le persone che vivono in un Paese diverso da quello in cui sono nate sono 244 milioni. Il numero più alto mai registrato, e questo numero è destinato ad aumentare rapidamente, anche per via dei cambiamenti climatici.

– Le elezioni parlamentari russe hanno visto la vittoria con ampio margine del partito “Russia Unita” del Presidente russo Vladimir Putin, che ha ottenuto il 54% dei voti e i due terzi dei seggi parlamentari. Molti i brogli documentati, record negativo di affluenza, e partiti dell’opposizione messi nella condizione di irrilevanza. Ciò nonostante, secondo diversi commentatori, il risultato non sarebbe stato molto diverso anche in un contesto di piena regolarità del voto.

– Volete sapere com’è un passaporto nordcoreano? È probabilmente il documento di viaggio più raro al mondo, e anche i più alti funzionari del Paese lo possono avere con limitatissime condizioni. È fatto così:

credits: passport-collector.com

credits: passport-collector.com

Lorenzo Carota
Leave a reply

Lascia un commento