La Cina ha un nuovo alleato nella finanza: la Gran Bretagna

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Riporta il Financial Time di una dura presa di posizione da parte dell’Amministrazione Obama nei confronti del governo di David Cameron. Il motivo sarebbe la partecipazione economica della Gran Bretagna alla nuova istituzione bancaria internazionale di creazione cinese, la Asian Infrastructure Investment Bank (Aiib). Un gigante asiatico intenzionato a mettersi in concorrenza diretta alla Banca Mondiale, potente (e disfunzionale) istituzione finanziaria che negli ultimi decenni ha contribuito alla diffusione del soft power statunitense in giro per il mondo.

Secondo il governo Usa la partecipazione britannica costituirebbe un pericoloso precedente. Ufficialmente gli Stati Uniti non sono contrari alla creazione di una banca per gli investimenti e lo sviluppo a guida cinese, ma ciò non toglie che esistano inevitabili preoccupazioni relative all’influenza che tale istituzione potrebbe esercitare sugli equilibri globali, ai danni degli interessi americani.

Altri paesi all’interno del G7 stanno studiando un modo per approcciarsi a  questa nuova istituzione, di cui fanno già parte 19 paesi asiatici, Cina inclusa, su un totale di 27 membri, e che partirà con un fondo cassa stimabile intorno ai 50 miliardi di dollari. Il governo Cameron ha deciso senza consultare gli Usa, ed è questo che ha maggiormente infastidito l’ammistrazione Obama. Una coltellata nella schiena da parte del suo più stretto e storico alleato.

I funzionari britannici glissano, e giustificano la scelta in maniera pragmatica. La partecipazione della Gran Bretagna all’Aiib, peraltro nel ruolo di paese fondatore, porterebbe solo vantaggi. In una nota ufficiale, il Cancelliere dello Scacchiere George Osborne, scrive:

“Forgiare i legami economici, tra il Regno Unito e l’Asia per dare alle nostre imprese le migliori oppurtunità per lavorare e investire nei mercati con il più alto tasso di crescita mondiale, è uno degli obiettivi centrali nei nostri programmi economici di lungo periodo”

La presa di posizione dell’amministrazione Usa, non arriva – come ci si potrebbe aspettare – da esponenti della Banca mondiale, bensì dal portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale, Patrick Ventrell in persona, che ha sentenziato

“Riteniamo che qualsiasi nuova istituzione multilaterale debba avere gli elevati standard di governance della Banca Mondiale e delle altre banche regionali di sviluppo, la nostra preoccupazione è che l’Aiib non possa averli”

Si è quindi aperto un nuovo fronte competitivo di lungo periodo, e la Cina ha trovato un inaspettato nuovo alleato.

Lorenzo Carota

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