Lo Zeppelin

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C’è un motivo se il nostro magazine si chiama The Zeppelin. Eccolo spiegato.

Zeppelin, aeronave a propulsione, dotata di struttura rigida in alluminio, celle ad idrogeno, e rivestimento in tela trattata

Questo oggetto volante, oggi sinonimo di dirigibile, apparve per la prima volta nei cieli di Costanza, città del suo famigerato ideatore, il Conte Ferdinand von Zeppelin che – secondo alcuni – nel 1897 acquistò i progetti pionieristici di un aerostato rigido dalla vedova dall’austro-ungarico David Schwarz, primo pensatore di questo genere di dirigibili a scheletro metallico.

Fino ad allora i dirigibili «flosci» erano stati appannaggio dei francesi, che fin dal 1850 li avevano impiegati per sorvolare i campi di battaglia, all’unico scopo di ricognizione, sostituendo le oramai obsolete mongolfiere.

Proprio sui campi di battaglia della Guerra Civile Americana von Zeppelin, in virtù di osservatore militare, si rese conto dell’importanza che la visione dall’alto avrebbe avuto nel futuro; la visione globale dei fatti entrava, materialmente, nella coscienza umana.

Il Conte all’età di 52 anni dopo il suo ritiro dall’esercito prussiano, ora neonato Impero tedesco, iniziò a dedicarsi totalmente al progetto di questa nave volante, che darà in eterno fama al suo nome.

Il giorno che entrò nella storia dell’aviazione mondiale fu il 31 agosto 1895, quando il Conte riuscì a ottenere un brevetto che enumerasse le seguenti caratteristiche principali, le quali rimarranno per sempre il simbolo plastico dell’estetica innovativa e inconfondibile del lungo dirigibile ad armatura rigida – opera grandiosa dell’ingegno umano e della tecnologia di inizio secolo.

Il brevetto comprendeva sei specifiche voci:

  • Scheletro rigido in alluminio di forma affusolata, composta da anelli e travature orizzontali
  • Il gas è suddiviso in tante piccole celle cilindriche ricoperte dal tipico rivestimento di tela trattata
  • È possibile navigare usando timone e pinne di elevazione – esattamente come se si trattasse di uno scafo marittimo
  • Due navicelle separate e attaccate rigidamente allo scheletro del dirigibile, chiamate anche «gondole»
  • Propulsori posizionati all’altezza della massima resistenza dell’aria
  • La possibilità di collegare diverse aeronavi – come nei vagoni di un treno

Poiché l’anno precedente un comitato di esaminatori esperti, a cui il conte Zeppelin presentò il progetto, espresse un parere negativo, dimostrando scarso interesse, ed oggi lo possiamo dire scarsa lungimiranza; il nobile tedesco decise quindi di fare da sé e, dopo aver depositato il brevetto, fondò la Gesellschaft zur Förderung der Luftschiffahrt «Compagnia per la Promozione del Volo con Aeronavi».

Al suo fianco fu posto l’ingegnere Theodor Kober responsabile dell’implementazione tecnica. Così già due anni dopo la nascita della Compagnia, il 2 luglio 1900, per la prima volta uno Zeppelin si staccò da terra librandosi nell’aria.

Spesso gli Zeppelin rimandano a immagini negative, guerresche oppure legate al drammatico quanto spettacolare incidente dell’Hindenburg, tuttavia queste aeronavi – le prime grandi macchine volanti realizzate dall’uomo – conobbero anche altri destini. Come ogni tecnologia il significato dello Zeppelin rimane neutrale. Furono gli uomini a decidere di farne uno strumento di morte o di vita. Nonostante il suo utilizzo durante la Prima Guerra mondiale, le classi degli Zeppelin ebbero anche una carriera commerciale, in particolare proprio nel periodo di pace tra le due Grandi Guerre.

Il Graf Zeppelin, gioiello della scuderia, poteva collegare l’Europa e gli Stati Uniti in cinque giorni a un propulsione di 100 km/h, ed il fiore all’occhiello della Luftschiffbau Zeppelin GmbH, il modello Superzeppelin, era un mostro dei cieli lungo 245 m – più di due campi da calcio, per intenderci – che collegava la città tedesca di Francoforte all’allora capitale brasiliana di Rio de Janeiro in soli quattro giorni; era dotato di cinque motori e costituiva un vero e proprio mezzo di lusso per l’epoca. Chi poteva permettersi il privilegio di un viaggio a bordo del Superzeppelin aveva a disposizione cabine individuali, salotti per fumatori e un ponte panoramico per passeggiate, letteralmente, tra le nuvole.

Durante la Grande Guerra vi fu un particolare impiego legato alla navigazione aerea di questi giganti dell’aria; dalla loro pancia non furono solo sganciate bombe, ma anche migliaia di volantini, parole stampate su carta che ricoprivano le città.

Gli Zeppelin lasciavano cadere idee sul mondo: ecco perché ci chiamiamo così.

 Dropping ideas.

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