Europa e Italia: da dove arrivano i migranti

Leggi anche

Da dove arrivano i migranti? Secondo l’Unhcr (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) più della metà dei migranti complessivi che arrivano nell’Unione europea provengono da Siria, Iraq e Guinea. In Italia la tendenza è diversa: la gran parte dei migranti proviene da paesi dell’Africa subsahariana. Cerchiamo di fare un breve quadro dei flussi migratori per spiegare da dove provengono i migranti e perché abbandonano i loro paesi d’origine.

 

ULTIMO AGGIORNAMENTO: LUGLIO 2018


Anche se spesso si sente parlare di “emergenza”, quella dei migranti non può più essere definita tale, non avendo più nulla di straordinario e improvviso. I flussi migratori degli ultimi anni, pur considerando alcuni picchi rilevanti, si mantengono relativamente stabili e prevedibili. Al netto delle affermazioni propagandistiche di alcuni gruppi politici e di interesse, la percezione diffusa riguardo ai migranti è spesso di diffidenza, legata anche all’ignoranza delle cause che obbligano queste persone a scappare dal proprio paese d’origine.

I migranti che giungono in Europa provengono perlopiù dall’Africa subsahariana, dal Medio Oriente e da alcuni paesi asiatici come il Bangladesh e superano, oltre a grandi ostacoli naturali – il deserto del Sahara, il Mar Mediterraneo – territori pericolosi come il Mali e la Libia. Paesi politicamente instabili, in guerra o sotto dittature, molto poveri oppure – e in futuro saranno la maggioranza –  colpiti da sconvolgimenti climatici.

da dove arrivano i migranti
Principali rotte migratorie verso l’Europa – Fonte: IOM

Se esaminiamo le nazionalità di appartenenza più rappresentate nei flussi che attraversano il Mediterraneo, secondo i dossier dell’Unhcr, tre Stati la cui situazione non ha bisogno di molte presentazioni sono all’origine di quasi la metà dei migranti:

Siria

Uno Stato smembrato da una guerra civile catastrofica che dura dal 2011, che ha causato centinaia di migliaia di morti e milioni di rifugiati. Circa il 12% dei migranti che arrivano in Europa provengono dalla Siria, fermandosi principalmente in Grecia.

Iraq

L’Iraq resta un Paese estremamente instabile a causa dell’eterogenea composizione etnica e confessionale. Parte del territorio è stato da poco liberata dalle forza dell’Isis attraverso il supporto di forze internazionali, ma la situazione del paese resta disastrosa. Circa l’8% dei migranti che arrivano in Europa sono iracheni.

Africa

Il più cospicuo numero di migranti diretti sulle coste europee resta africano – oltre il 36% del totale. La maggior parte di loro proviene dalla Guinea (oltre il 9%), paese che sta attraversando una profondi crisi politica, sociale e istituzionale. Seguono il Mali (6.6%), la Tunisia (6.4%) e il Marocco (6.1%).


Se si considerano invece gli arrivi in territorio italiano, le percentuali cambiano: sale la percentuale dei migranti provenienti da paesi dell’Africa subsahariana.

Tunisia

Sette anni dopo la Rivoluzione dei Gelsomini il paese conosce un nuova era di libertà politiche, intellettuali e culturali, ma sono necessarie riforme economiche serie per contrastare i motivi delle crescenti tensioni sociali. Il futuro molto incerto porta tanti tunisini (il 20% del totale in Italia) al cercare rifugio oltre il Mediterraneo.

Eritrea

Ex colonia italiana nel Corno d’Africa. Dittatura militare da cui fuggono molti giovani per evitare una leva a tempo indeterminato. Avevamo parlato della situazione in Eritrea in questo nostro articolo. Sono eritrei all’incirca il 16% dei migranti che arrivano in Italia.

Sudan

Una dittatura de facto dal 1989, ex colonia inglese. Il conflitto nel paese è endemico Pur essendo uscito da una sanguinosa guerra civile (ufficialmente terminata nel 2005), continua ad avere una situazione politica estremamente difficile, da cui fuggire. In Italia la quota di migranti in arrivo da questo Paese è circa del 9%.

Nigeria

Una nazione affacciata sul golfo di Guinea, ex colonia inglese arricchitasi grazie al petrolio, minacciata a nord dal terrorismo islamico di Boko Haram, gruppo affiliato al sedicènte Califfato che si è reso artefice di brutali violenze. Nemmeno a sud del Paese la situazione è tranquilla, a causa di una costante guerriglia legata al controllo dei pozzi petroliferi del Delta del Niger. In Italia, il 7% dei migranti proviene da questo paese.

Costa d’Avorio

Ex colonia francese in Africa Occidentale, colpita nel 2010 da una grave crisi politica e da scontri civili interni, in questo momento sembra abbia imboccato la strada della riconciliazione e della ricostruzione: gli Usa hanno recentemente eliminato le sanzioni imposte da Bush all’epoca della guerra civile del 2006. Anche in questo caso, la quota degli arrivi si attesta intorno al 7% del totale.


Percentuali minori di rifugiati provengono da Paesi come il Mali, il Ciad e molti altri. Un discorso a parte merita la Libia, ovvero la nazione per la quale passa buona parte dei migranti dell’Africa subasahariana, e da cui partono la maggior parte dei barconi diretti verso le coste italiane: la Libia è infatti nella maggioranza dei casi l’ultima tappa africana dei grandi percorsi migratori che hanno come obiettivo l’Europa e che partono dall’Africa, ma non produce di per sé un alto numero di migranti.

Quote dei profughi presenti nei territori europei - credits: National Geographic
Quote dei profughi presenti nei territori europei – credits: National Geographic

A causa della sempre più forte pressione politica, spesso le istituzioni europee sembrano essere restie a concedere lo status di rifugiato a molte persone che, in linea teorica, dovrebbero averne diritto, in base agli standard internazionali. In tal senso è emblematico il recente episodio, accaduto in Italia, che riguarda la deportazione diretta di 48 sudanesi in Sudan, effettuata ignorando i tradizionali passaggi burocratici e di garanzia. Come visto, il Sudan è uno Stato dalla situazione politica critica, e il suo Presidente, Omar al-Bashir, è stato giudicato colpevole di diversi reati dalla Corte Penale Internazionale, tra cui crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio (per via delle vicende che hanno riguardato il Darfur): è il primo Capo di Stato incriminato nella storia della Corte per tali reati.

Federico De Salvo

Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Dall'archivio

Le dimissioni di Nazarbayev: la fine di un’era?

Lo scorso 19 marzo, con un messaggio televisivo alla nazione, Nursultan Nazarbayev ha annunciato le sue dimissioni dalla presidenza del Kazakhstan: una...

Google e i social media fanno abbastanza per contrastare il terrorismo sul web?

Nel cyberspazio la propaganda terrorista di Isis è la più presente e la sua diffusione mondiale ha conseguenze rilevanti

La Gran Bretagna, le ex spie, la Russia: una serie di sfortunati eventi

Londra indica Putin come mandante del tentato omicidio di Sergej Skripal. Come ci rivela un’inchiesta di BuzzFeed News, quella di Skripal non è altro che l’ultima di una lista di avvelenamenti e morti sospette tra ex spie e cittadini russi in Gran Bretagna.

A scuola di guerra

L'intervista a Vito Civitano, presidente di Black Forces Private Security

7 cose da sapere sul Medio Oriente

Il caos mediorientale ha tante diverse concause. Qui elenchiamo 7 cose da sapere sul Medio Oriente per capire quali sono i principali trend e provare a immaginare scenari per il futuro.

Big Bang Data: risorsa ad alto tasso di rischio

L'accumulazione e l'uso dei meta-dati potrebbe alimentare nuove forme di tirannia, ma anche risolvere la gestione del caos. Quale visione prevarrà?

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza cookie e tecnologie similari per assicurare ai visitatori un’esperienza ottimale, fornendo informazioni personalizzate, memorizzando le preferenze di marketing e prodotti e facilitando la ricerca delle informazioni appropriate. Di seguito sono disponibili maggiori informazioni sull’utilizzo di cookie e di tecnologie similari, su come vengono utilizzati e su come gestirli. Questo sito fa riferimento alla normativa sull’uso dei cookies identificabile presso il garante della privacy è possibile approfondire l’uso dei cookies al seguente link seguendo quindi le indicazioni del Garante della Privacy secondo il Registro dei provvedimenti n. 229 dell’8 maggio 2014. I cookies presenti sul nostro sito potranno essere di tre tipologie: Cookies tecnici, indispensabili al fine della navigazione sul nostro sito e quindi obbligatori nel caso si volesse procedere alla fruibilità delle pagine stesse del sito di Terze parti cioè quei cookies che non gestiamo noi, ma che servono per avvalerci di servizi esterni al nostro sito, che attualmente sono Cookies di Profilazione che sono definiti anche di analytics utili al fine statistico e analisi dei sistemi di navigazione degli utenti all’apertura della pagina web si chiede autorizzazione all’uso e all’installazione dei cookies, se accetti potrai navigare nel nostro sito. La chiusura del banner d’autorizzazione dei cookies mostrerà un tuo assenso all’installazione del cookies stesso. Se volessi eliminare i nostri cookies dal tuo computer, tablet o telefono dovrai procedere con l’eliminazione manuale nel browser di navigazione, seguendo le istruzioni relative a: Gestione Cookies Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it Gestione dei Cookies Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11 Gestione dei Cookies Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Gestione%20dei%20cookie Gestione dei Cookies Safari: http://supporto.teletu.it/assistenza-tecnica/configurazioni/browser-internet/safari/gestione-cookie/

Chiudi