Il presidente del Parlamento europeo Martin Schulz si è dimesso per dedicarsi alla politica nazionale tedesca. In corsa per la successione ci sono due italiani: Gianni Pittella, presidente dei Socialisti europei, che ha l’appoggio di tutto il gruppo parlamentare e Antonio Tajani, attuale vicepresidente e ex delegato all’Industria nella Commissione guidata da Josè Barroso.

Dopo le dimissioni di Martin Schulz alla presidenza del Parlamento europeo, è partita ufficialmente la corsa per la conquista della poltrona più prestigiosa dell’Assemblea parlamentare del vecchio continente.

Alla successione del tedesco Schulz, dimessosi per correre alle elezioni in Germania nel Land Nordreno-Vestfalia, non mancano certo candidati (circolano già i primi nomi) ma è l’Italia a giocarsi il tutto e per tutto per ottenere una posizione di rilievo all’interno delle istituzioni europee.

Sono due infatti gli italiani ufficialmente in lizza per una eventuale successione a colui che dal 2012 guida ininterrottamente l’Europarlamento.

Al primo posto, sempre in casa S&D, c’è il democratico Gianni Pittella, attuale capo dei Socialisti e democratici europei nell’emiciclo di Bruxelles che è appoggiato da tutto il gruppo parlamentare che ha portato lo stesso Schulz (insieme ai voti, concordati, del Partito popolare) alla presidenza.

Il presidente del gruppo S&D Gianni Pittella / © European Union

Il presidente del gruppo S&D Gianni Pittella / © European Union

Da un altro lato, tra le fila del Ppe, c’è Antonio Tajani, già delegato all’Imprenditoria e industria nella Commissione con Josè Barroso e attuale vicepresidente dell’Assemblea. L’esponente di Forza Italia, che gode della fiducia dei parlamentari di Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e dei paesi dell’Est europeo (per i quali, quando era commissario, si era speso non poco per integrare i nuovi mercati nell’area economica europea), è rimasto l’unico in corsa per i Popolari. Fino a pochi giorni fa c’erano anche le candidature dell’irlandese Mairead McGuinness e quella del capogruppo Ppe Manfred Weber, che si sono ritirati per appoggiare l’esponente italiano.

Il vicepresidente del Parlamento europeo Antonio Tajani / © European Union

Il vicepresidente del Parlamento europeo Antonio Tajani / © European Union

Una “lotta” quindi, quella per la presidenza del Parlamento europeo, interna alla politica italiana, che ha visto distinguersi (sugli altri partner europei facenti parte della famiglia socialista) la figura di Pittella, forte della posizione privilegiata che il Partito democratico italiano ha ottenuto nell’ultima tornata elettorale europea nel 2014.

Il vero problema, in caso di vittoria di un esponente del Partito popolare, sarà la cosiddetta “alternanza” che vede spartirsi in maniera eguale le tre presidenze delle principali istituzioni europee.

Se da un lato l’addio del socialista Schulz ha reso di fatto “vacante” la poltrona alla presidenza dell’Europarlamento, dall’altro, tra meno di sei mesi, ci sarà la scadenza del mandato di Donald Tusk alla presidenza del Consiglio europeo.

Il popolare Tusk, già capo del Governo in Polonia dal 2007 al 2014, dovrà lasciare il posto che, ipoteticamente potrebbe essere “ceduto” a un socialista in caso di vittoria di Tajani. Ma come viene eletto il presidente del Parlamento europeo e quali sono le sue funzioni?

Il prossimo 17 gennaio, durante la sessione plenaria a Strasburgo, i 751 deputati dovranno scegliere il nuovo presidente che dovrà necessariamente essere un membro dell’aula.

Ogni candidato dovrà avere l’appoggio o di un gruppo politico, o di almeno 40 Mep (questo l’appellativo dei parlamentari europei), e per essere eletto dovrà avere in una delle prime tre sedute almeno la maggioranza assoluta delle preferenze; se così non dovesse accadere al quarto scrutinio concorreranno solo i primi due candidati usciti dalla seduta precedente.

Il presidente eletto, che entra immediatamente in carica e viene coadiuvato da ben 14 vicepresidenti, ha lo scopo di rappresentare il Parlamento nei rapporti internazionali e, soprattutto, di rappresentare l’Aula nei confronti delle altre istituzioni europee, dalla Commissione e al Consiglio.

Adesso non tocca che aspettare il 17 gennaio per sapere chi sarà il successore di Martin Schulz, e scoprire se sarà un italiano a presiedere l’unico organo scelto direttamente dai cittadini europei.

di Omar Porro
Omar Porro
Leave a replyComments (0)

Lascia un commento