a cura di Davide Tremolada
La realtà contemporanea, il mondo in cui viviamo, raccontato e interpretato grazie all’immagine: prospettive e orizzonti per ascoltare, capire e vedere meglio il mondo attraverso la lente fotografica.

Le ragazze di Malawa
The Girls From Malawa © Marie Hald

The Girls From Malawa © Marie Hald

Mentre nel mondo sono in corso guerre combattute con soldati e armi, un numeroso gruppo di giovani combatte una guerra di tutt’altro tipo: una guerra contro sé stessi. In un mondo mediatico fatto di super-modelle, fotoritocchi e voglia di controllo sul proprio destino, può essere difficile per molti giovani trovare la propria strada. La vita diventa molto difficile in particolare quando si è posseduti da “Ana”, com’è chiamata l’anoressia da chi ne soffre, come fosse una persona con cui convivere. Ogni anno in Polonia, nel piccolo villaggio di Mlawa, si ritrovano ragazzi e ragazze che soffrono di questo disturbo. Cercano sostegno e vogliono tornare ad una vita normale. La fotogiornalista Marie Hald le ha immortalate in questo suo progetto fotografico.


Capitale
Capital © Arnau Bach

Capital © Arnau Bach

Marsiglia, grande città francese che si affaccia sul Mar Mediterraneo, ha una popolazione giovane e multietnica. Eppure, con il declino dell’attività portuale, la città ha lentamente guadagnato il poco edificante record di città tra le più povere della Francia, con un’alta criminalità e una disoccupazione in continua crescita. Nel 2013, dopo essere stata nominata Capitale Europea della Cultura, Marsiglia ha ricevuto un investimento di 600 milioni di euro per lo sviluppo delle aree urbane più problematiche, con un focus sulla creazione di nuovi poli culturali. Oggi, ora che le gru non ci sono più e le costruzioni sono finite, gli abitanti guardano con amarezza i risultati della distribuzione di questi fondi, usati per sviluppare soprattutto aree molto precise e ristrette, lasciando i quartieri disagiati completamente esclusi ed esacerbando i contrasti economici e socio-culturali. Il fotografo catalano Arnau Bach ha cercato di catturare l’anima della città tra le sue banlieue; ne sono uscite queste bellissime foto.


Non scordarti di salutare
Don’t Forget to Wave © Tommy Keith

Don’t Forget to Wave © Tommy Keith

Le piccole realtà urbane subiscono in maniera più evidente gli effetti dei cambiamenti sociali e demografici. Le persone oggi si spostano più facilmente e possono lasciare le grandi città per la calma di posti più piccoli, magari con una casa per le vacanze, oppure trasferirsi dalle loro cittadine natali nelle grandi metropoli per lavorare e studiare. Molte di queste località sono diventate parte di un urbanizzazione senza controllo o posti fantasma dimenticati. Tommy Keith ha documentato la città di Restoule, in Ontario (Canada). Si tratta di una cittadina “di mezzo”, una cosiddetta township disorganizzata, dove, senza la presenza di una autorità governativa, i residenti non sanno come preservare la loro comunità.


Sull’aborto
On Abortion © Lara Abril

On Abortion © Lara Abril

Oggi esistono tecnologie e strutture dedicate alle interruzioni di gravidanza. Nonostante questo, più di 70.000 donne muoiono ogni anno a causa di procedure non sicure. Milioni di donne del mondo, per motivi economici o religiosi, non possono accedere alle tecniche adatte per operazioni sicure, a causa di leggi governative restrittive o per via della forte pressione sociale e culturale. Questo progetto di Lara Abril documenta e concettualizza i pericoli ed i danni causati dalla mancanza di un sostegno legale e sicuro per l’accesso all’interruzione di gravidanza. Le immagini rappresentano inoltre una serie di manifestazioni visive e testuali degli elementi sociali scatenanti e taboo che circondano l’aborto e che spesso rimangono a noi invisibili.


Vivere in una prigione
Reda Ehsan, rifugiato iraniano di 25 anni, giace su un tavolo presso l'ex-carcere di De Koepel ad Haarlem, Olanda – 6 maggio 2016 © Muhammed Muheisen

Reda Ehsan, rifugiato iraniano di 25 anni, giace su un tavolo presso l’ex-carcere di De Koepel ad Haarlem, Olanda – 6 maggio 2016 © Muhammed Muheisen

Il declino della criminalità in Olanda ha permesso al governo di dismettere alcune carceri e dedicarle ad usi alternativi rispetto alla detenzione. Il grande flusso di rifugiati e migranti che ha raggiunto anche l’Olanda in questi anni, a causa delle crisi mediorientali (ma non solo), ha fatto propendere per l’utilizzo di queste prigioni abbandonate come punti di raccolta temporanei per i rifugiati e richiedenti asilo. Il fotografo Muhammed Muheisen ha documentato per circa un mese la vita quotidiana di questi migranti, provenienti di decine di Paesi diversi, mentre aspettano di sapere cosa ne sarà delle loro vite.

Redazione
Leave a reply

Lascia un commento