a cura di Davide Tremolada
La realtà contemporanea, il mondo in cui viviamo, raccontato e interpretato grazie all’immagine: prospettive orizzonti per ascoltare, capire e vedere meglio il mondo attraverso la lente fotografica.

In fuga

I migranti provenienti dal Medioriente aumentano ogni giorno e al tempo stesso salgono le tensioni tra gli Stati attraverso cui si snoda il loro passaggio. Nuovi muri vengono eretti, filo spinato ed eserciti vengono schierati, nel vano tentativo di imporre l’ordine sopra la disperazione e la fuga dalla guerra. Una serie di foto su The Atlantic illustra la situazione delle ultime settimane.

Un migrante afferra il filo spinato lungo il confine tra Grecia e Macedonia, 1 marzo 2016 © Louisa Gouliamaki

Un migrante afferra il filo spinato lungo il confine tra Grecia e Macedonia, 1 marzo 2016 © Louisa Gouliamaki

La Costa d’Avorio tra modernità e tradizioni

In Costa d’Avorio le grandi città e la modernità si allontanano sempre di più dalle tradizioni tramandate nei villaggi e dalla vita legata all’agricoltura. Quest’ultima è ancora presente, ma percepita come remota e lontana da chi vive nell’ambiente urbano e spesso non parla neanche più la lingua dei propri genitori o dei propri nonni. Joana Choumali fotografa donne di successo, nei loro abiti tradizionali, permettendo un ricongiungimento tra le nuove generazioni e la tradizione da cui provengono.

Soukeyna studia marketing in Francia. Qui indossa l'abito tradizione della bisnonna. © Joana Choumali

Soukeyna studia marketing in Francia. Qui indossa l’abito tradizione della bisnonna. © Joana Choumali

Essere condannate a morte in Iran

In Iran sono molte le ragazze in carcere a rischio di essere condannate a morte. Spesso arrestate in giovane età e rinchiuse in centri di detenzione, una volta raggiunti i 18 anni, possono essere esposte alla condanna a morte. Il fotografo Sadegh Souri racconta tramite immagini la vita di queste giovani donne, destinate spesso ad attendere la maggiore età in prigione, per poi vedersi tolta la vita e la speranza di ritornare nella società e ad una esistenza normale.

Le ragazze possono uscire nel cortile della prigione un'ora al mattino e un'ora alla sera. © Sadegh Souri

Le ragazze possono uscire nel cortile della prigione un’ora al mattino e un’ora alla sera. © Sadegh Souri

Inviate di guerra

Nella fotografia di reportage e documentaria gli uomini fotografi sono la maggioranza, ma sta aumentando il numero di donne che prende in mano una macchina fotografica o una videocamera per raggiungere e documentare zone di conflitto o estrema povertà. In questo articolo su Dazed vengono presentate alcune di queste donne e i loro coraggiosi progetti, tra le crisi del mondo contemporaneo, le conseguenze dello sfruttamento ambientale e le condizioni di altre donne.

Ms Kalashnikov © Francesca Tosarelli

Ms Kalashnikov © Francesca Tosarelli

Sudans

Il fotografo Dominic Nahr racconta la realtà dei “Sudans”, tra nord e sud, due Paesi oggi divisi, che hanno visto il susseguirsi di guerre e conflitti per l’indipendenza, una spirale che sembra senza fine. Le sue foto, vivide e intense, mostrano la vita e i colori delle persone che vivono in povertà, spesso prigioniere e vittime degli scontri tra varie fazioni nemiche. Una situazione disperata e spesso dimenticata, ma che è ancora attuale.

Sudan 2012 © Dominic Nahr

Sudan 2012 © Dominic Nahr

Welcome to the Jungle

Alla fine febbraio le autorità francesi hanno iniziato la demolizione della parte sud della Calais Jungle. La “Giungla” è il nome data alla baraccopoli vicino alla città di Calais, dove negli ultimi mesi migliaia di migranti hanno trovato un punto di approdo in attesa di procedere (o fuggire) verso l’Inghilterra. Il fotografo Jérôme Sessini ha documentato la situazione e la tensione crescente tra migranti, polizia e abitanti locali, fino all’intervento delle squadre di demolizione.

Primo giorno della demolizione di una parte della “Giungla” di Calais © Jérôme Sessini

Primo giorno della demolizione di una parte della “Giungla” di Calais © Jérôme Sessini

Redazione
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