a cura di Davide Tremolada
La realtà contemporanea, il mondo in cui viviamo, raccontato e interpretato grazie all’immagine: prospettive e orizzonti per ascoltare, capire e vedere meglio il mondo attraverso la lente fotografica.

Il bene più prezioso

Dal 2011 il fotografo Mustafah Abdulaziz lavora ad un ampio progetto, Water, in cui documenta i modi in cui l’essere umano interagisce con l’acqua nelle diverse culture del mondo. Mustafah racconta il nostro rapporto con questo sempre più scarso bene di prima necessità attraverso otto Paesi e quattro continenti. Dalle foto emerge come il nostro rapporto con questo elemento ha molte similitudini, anche in luoghi a distanza di migliaia di chilometri, ma il modo di sfruttare questa risorsa, la consapevolezza e il valore che diamo ad essa, cambiano di luogo in luogo, seguendo sia necessità economiche che tradizioni religiose.

Uchiya, 29, eight months pregnant, carries an empty jerry can from her mountaintop home to a source of water below. She'll fill it with five gallons and then climb back up. In sub-Saharan Africa, women spent 40 billion hours a year collecting water.

Uchiya Nallo, in cinta di otto mesi, trasporta dell’acqua nella Regione di Konso, in Etiopia / 2013 © Mustafah Abdulaziz

La distruzione della Siria

Il conflitto che perdura da diversi anni in Siria sta devastando ogni angolo del Paese. Dalle città principali, alle rovine archeologiche fino alle campagne. Dopo migliaia di morti e milioni di rifugiati di guerra in cerca di salvezza, la brutalità del conflitto siriano è diventata parte integrante dell’immaginario collettivo. Il fotografo italiano Lorenzo Meloni è uno dei pochi reporter che ha avuto accesso ad alcune zone di conflitto nel Paese. Le sue immagini raccontano la distruzione e la ricerca di speranza degli abitanti che non sono fuggiti.

Una statua sfigurata dai proiettili giace tra i crateri dovuti all'esplosione controllata di mine, lasciate da militanti dell'Isis nel centro di Palmyra, Syria / 1 aprile 2016 © Lorenzo Meloni

Una statua sfigurata dai proiettili giace tra i crateri dovuti all’esplosione controllata di mine, lasciate da militanti dell’Isis nel centro di Palmyra, Syria / 1 aprile 2016 © Lorenzo Meloni

Ferite

Dalla primavera del 2014, il conflitto tra i soldati dell’esercito ucraino e i ribelli filo-russi del Donbass, è costato circa 9.000 morti. Migliaia di altri sono ritornati dal fronte portando sul loro corpo e nella loro mente i segni della guerra e degli orrori vissuti. Joseph Sywenkyj, fotografo americano di origine ucraina, ha documentato la riabilitazione di queste persone in vari ospedali e centri nel paese. È importante guardare la realtà negli occhi ed essere coscienti del prezzo richiesto per l’indipendenza, che in molti casi ha richiesto estremi sacrifici, da una parte e dall’altra.

Volodymyr Honcharovsky, 31, a married father of four children, kisses his wife, Oksana, in their home in Teofipol, Ukraine, Nov. 17, 2014. He was severely wounded on Feb. 20, 2014, when he was shot three timesÑtwice in the back, once in the right armÑwhile attempting to reach wounded demonstrators who had been shot by security forces during the Euromaidan revolution in Kiev. ÒLife for us is very difficult at the moment," said Oksana Khivchuk, his wife. We hoped that he would slowly begin to walk again, but as you see, there have been no changes."

Honcharovsky bacia sua moglie, Oksana Khivchuk nella loro casa a Teofipol, Ucraina / novembre 2014 © Joseph Sywenkyj

Madri single

Nei territori palestinesi, oltre alla complessa situazione socio-politica, molte donne devono affrontare la mancanza del proprio partner e sostenere le loro famiglie da sole. Molti sono infatti gli uomini imprigionati nei in centri di detenzione israeliani, che hanno lasciato a casa mogli e figli, costretti a badare a se stessi in un territorio in cui la vita quotidiana è già ricca di difficoltà e problemi. Il fotografo Antonio Faccilongo racconta con le sue fotografie le vicende delle mogli e le figlie dei prigionieri palestinesi.

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Manal Assaf (32) vive nel campo rifugiati di Dheishah a Betlemme. È la moglie di Imad (37). Hanno cinque figli tra i 6 e i 14 anni. Imad è stato condannato a 25 anni di prigione. Inoltre, durante il suo arresto è stato ferito e gli è stata amputata la mano sinistra / © Antonio Faccilongo

Un armadio pieno di sogni

In Egitto molte donne sono costretta a vivere subendo molestie sessuali senza potersi ribellare. Anche solo uscire di casa da sola per una donna può rivelarsi un incubo. Di fronte ad una realtà di tale portata e durezza, il fotografo Roger Anis ha deciso di realizzare un progetto in con delle sorti di dittici che rappresentano queste storie di aggressioni e molestie. Ai ritratti di donne che hanno subito molestie sessuali, viene accompagnata un’immagine dei vestiti che queste stesse donne vorrebbero portare, se fossero libere di essere sé stesse nella vita di tutti i giorni, in strada, mentre passeggiano o incontrano degli amici. Questo tema è ben più ampio del vestiario in generale, e riguarda la mancanza di libertà per le donne.

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Eglal Mahmoud, 74 anni: “Forse non vi accorgete di quanto sia grave la situazione per le ragazza nella società di oggi, ma io lo sento e vedo molto chiaramente, perché sono stata testimone di un tempo in cui le cose erano molto meglio” / © Roger Anis

Sport a Cuba

Data la vicinanza storico-geografica tra Cuba e gli Stati Uniti, molti giovani cubani praticano molti sport che sono più famosi in Nord America rispetto a quelli più praticati nei Paesi sudamericani. Gli atleti che riescono a diventare professionisti possono anche riuscire ad ottenere contratti all’estero che gli permettono di avere salari e condizioni di vita impossibili da raggiungere nel proprio Paese. Il fotografo italiano Franco Pagetti racconta con il suo reportage questi ragazzi cubani e le loro speranze.

Havana, Cuba / Aprile 2015 @ Franco Pagetti

Havana, Cuba / Aprile 2015 @ Franco Pagetti

Redazione
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