a cura di Davide Tremolada
La realtà contemporanea, il mondo in cui viviamo, raccontato e interpretato grazie all’immagine: prospettive e orizzonti per ascoltare, capire e vedere meglio il mondo attraverso la lente fotografica.

Madri indipendenti
Jóna, 50 anni, vive in una piccola città nel nord dell'Islanda, con quattro dei suoi cinque figli. La sua figlia più grande vive e lavora a Reykjavík, e rimandono molto vicine. “Siamo migliore amiche e parliamo di ogni cosa”, racconta Jóna © Annie Lung

Jóna, 50 anni, vive in una piccola città nel nord dell’Islanda, con quattro dei suoi cinque figli. La sua figlia più grande vive e lavora a Reykjavík, “Siamo migliore amiche e parliamo di ogni cosa”, racconta Jóna © Annie Lung

L’Islanda ha il maggior numero di madri single pro-capita nel mondo. Circa il 67% dei bambini del Paese nasce da genitori che non sono sposati. Una nuova cultura di maternità indipendente sta gradualmente prendendo piede. L’accettazione da parte della società islandese di madri non sposate o senza un partner, si accompagna a una rete di servizi sociali e di sostegno molto sviluppata rispetto ad altri Paesi europei. L’Islanda è tra le altre cose considerata come uno dei Paesi più femministi al mondo. La fotografa Annie Lung ha passato vari mesi a documentare la vita di queste mamme, tra indipendenza e difficoltà.


Aqui vivimos
Angel e Gerson posano per un ritratto nella discarica municipale dove lavorano, a Tegucigalpa © Dominic Bracco

Angel e Gerson posano per un ritratto nella discarica municipale dove lavorano, a Tegucigalpa © Dominic Bracco

Dominic Bracco è un fotogiornalista di 29 anni, americano. Ha passato gli ultimi 6 anni a documentare la vita, le tragedie e la violenza delle aree più pericolose di Città del Messico. Arrivato nel paese a soli 22 anni, Bracco si è immerso completamente nella vita di varie comunità, spendendo molto tempo con famiglie e gang, intessendo profondi rapporti di fiducia con persone di ogni tipo, dalla madre che ha perso un figlio a uomini condannati per omicidio. La realtà che racconta nelle sue immagini è dura, dai colori intensi e vividi. In molte città messicane è comune avere un amico che è stato ucciso, vedere corpi per strada o essere testimone di episodi di violenza. “Si diventa paranoici – ma al tempo stesso la mente cerca di normalizzare tutto quello che succede, perché è l’unico modo per sopravvivere. E questo per me è l’aspetto più terrificante”, racconta Bracco.


Il quartiere che resiste: Guangfuli
Yueyue è tenuta in braccio da suo nonno davanti alla loro casa nel quartiere di Guangfuli – Aprile 2016 © Aly Song

Yueyue è tenuta in braccio da suo nonno davanti alla loro casa nel quartiere di Guangfuli – Aprile 2016 © Aly Song

In un angolo di Shanghai c’è un piccolo quartiere, un campo di detriti e vecchie case. È uno dei terreni più costosi del mondo. Il quartiere di Guangfuli si trova nella città in cui i prezzi delle proprietà immobiliari sono in crescita esponenziale e rappresenta un sogno per gli investitori. In realtà centinaia di persone vivono ancora tra le macerie, rifiutando da più di 15 anni di abbandonare le case e cedere alle pressioni delle autorità. Piccole abitazioni a due piani giacciono ai piedi di nuovi grattaceli di più di cento piani, mentre i residenti continuano le loro vite di ogni giorno, circondati dal ritmo frenetico di una città in continua crescita.


Hong Kong Soup: 1826
Hong Kong Soup: Lotus Garden. Una collezione di differenti specie di fiori artificiali che non esisterebbero nello stessa stagione in natura e non dovrebbero trovarsi nell'oceano. Il fiore di loto, in Cina, rappresenta i primi segni di bellezza. © Mandy Barker

Hong Kong Soup: Lotus Garden. Una collezione di differenti specie di fiori artificiali che non dovrebbero trovarsi nell’oceano. Il fiore di loto, in Cina, rappresenta i primi segni di bellezza. © Mandy Barker

La fotografa Mandy Barker ha realizzato vari progetti che mostrano il risultato dell’inquinamento degli Oceani a causa dell’enorme quantità di materiali plastici che vi vengono scaricati. Questo progetto mette in luce la crisi nella gestione dei rifiuti di Hong Kong. Le immagini sono state realizzate con rifiuti di plastica raccolti su più di 30 spiagge dell’isola a partire dal 2012. Più di 1.800 tonnellate di rifiuti finiscono ogni giorno nelle discariche di Hong Kong, mentre molte altre finiscono nell’Oceano. Il termine “soup”, zuppa, viene usato per descrivere rifiuti di plastica sospesi nell’Oceano, come ad esempio la Garbage Patch, l’enorme “isola” di rifiuti che galleggia nell’Oceano Pacifico.


Le donne del KIA
Le lacrime scendono sul viso di una ragazza seduta sul suo letto, appena dopo l'addestramento militare del mattino, nel quartier generale della quinta brigata del KIA, fuori da Laiza, nello stato del Kachin, Myanmar, maggio 2013. Le donne arruolate nell'esercito guadagnano 10.000 Kyat al mese (circa 10 dollari) e spesso, dopo essersi arruolate, possono andarsene soltanto per sposarsi © Adriane Ohanesian

Le lacrime scendono sul viso di una ragazza seduta sul suo letto, appena dopo l’addestramento militare del mattino, nel quartier generale della quinta brigata del KIA, fuori da Laiza, nello stato del Kachin, Myanmar, nel maggio 2013. Le donne arruolate nell’esercito guadagnano 10.000 Kyat al mese (circa 10 dollari) e spesso, dopo essersi arruolate, possono andarsene soltanto per sposarsi © Adriane Ohanesian

Lo Stato del Kachin, nel nord del Myanmar, è in parte sotto il controllo dell’Esercito Indipendente del Kachin (KIA). Questo è l’ultimo gruppo paramilitare in Myanmar a non aver firmato alcun accordo per il cessate-il-fuoco con il governo, governo che ha proibito l’accesso all’area da parte di agenzie delle Nazioni Unite o NGO. Vivendo in un posto dove l’accesso al mondo esterno è severamente ristretto, per le donne del Kachin esistono poche possibilità di vita, a parte servire nell’esercito ribelle. Dall’età di 16 anni possono arruolarsi e solitamente vi rimangono fino al matrimonio. Questo progetto è uno sguardo nella vita delle giovani donne attraverso le loro prime esperienze dell’addestramento militare.

Redazione
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