È stato raggiunto l’accordo di Libero Commercio tra Cile e Argentina: si delineano le forme della “comunità” economica sudamericana, tra l’Alleanza del Pacifico e il Mercosur.

È stato firmato a Buenos Aires ad inizio novembre dal Primo ministro argentino Jorge Faurie e dal suo omologo cileno Heraldo Muñoz un accordo commerciale tra Cile e Argentina. L’accordo, che farà parte del  TLC (Tratado de Libre Commercio) tra il Cile e il Mercosur, ha l’obiettivo di migliorare gli investimenti e l’interscambio di beni e servizi tra i due paesi. Il Mercosur è il mercato comune dell’America Meridionale. Ne fanno parte in qualità di Stati membri Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay.

Nel 2016 l’interscambio commerciale tra i paesi del Mercosur e il Cile è arrivato a 12,40 milioni di dollari ed è risultato favorevole al Mercosur, che è stato il secondo destinatario delle esportazioni cilene durante il 2016. In materia di investimenti, l’Argentina concentra circa 18.437 milioni di dollari di capitali cileni rendendo questo paese il secondo destinatario degli investimenti del Cile all’estero dopo il Brasile, in diversi settori dell’economia locale come i servizi con il 38%, l’industria con il 24%, l’energia con il 29%, l’agricoltura con il 10% e il settore minerario con l’8%. L’Argentina è il secondo partner commerciale del Cile nella regione e il sesto a livello mondiale nel commercio di beni. L’interscambio commerciale tra Argentina e Cile nel 2016 è stato di 3.205 milioni di dollari.

I negoziati tra Cile e Argentina sono stati avviati nel marzo di quest’anno e furono annunciati dalla presidentessa cilena Michelle Bachelet e dal presidente argentino Mauricio Macri durante un vertice bilaterale a Buenos Aires nel dicembre del 2016. I cinque cicli di negoziati previsti sono stati condotti alternativamente tra Buenos Aires e Santiago nel marzo, maggio, giugno, agosto e settembre di quest’anno.

Grazie a questo accordo, entrambi i paesi si prefiggono di ampliare e approfondire gli strumenti giuridici che attualmente regolano questioni come gli investimenti, i servizi, gli appalti pubblici, delle telecomunicazioni e del commercio elettronico, fornendo un quadro normativo chiaro e uniforme.

Questo nuovo trattato è un completamento dell’Accordo di Complementazione Economica (ACE 35) tra Cile e Mercosur in vigore dal 1996, ed ha l’obiettivo di modernizzare le relazioni commerciali di entrambi i paesi.

Il nuovo accordo modernizzerà il rapporto tra i due paesi eliminando il servizio di roaming per la telefonia mobile, facilitando la commercializzazione di portali elettronici da un paese all’altro. Allo stesso modo, l’estensione dell’accordo permetterà ai prodotti argentini di essere distribuiti da tutti i paesi con cui il Cile ha già accordi commerciali similari, senza ulteriori dazi.

Il Cile ha concretizzato rapporti bilaterali commerciali già negli anni novanta con l’Unione Europea, Stati Uniti, Corea del Sud, Messico, Canada, Perù, Bolivia, Colombia, Ecuador e Venezuela. Il Cile è anche membro dell’APEC (Foro de Cooperación Económica de Asia Pacífico), con Australia, Brunei, Canada, Repubblica di Corea del Sud, Cile, Repubblica Popolare Cinese, Stati Uniti, Filippine, Hong Kong, Indonesia, Giappone, Malaysia, Mexico, Nuova Zelanda, Papua Nuova Guinea, Perù, Russia, Singapore Tailandia, Taiwan e Vietnam. Sia il Cile che l’Argentina sono membri dell’OMG (Organización Mundial del Comercio), dell’ALCA (Area de Libre Commercio de las Américas) e dell’ALADI (Asociación Latinoamericana de Integración).

Il Cile è inoltre membro dell’Alleanza del Pacifico con Colombia, Messico e Perù, mentre l’Argentina ne è un paese osservatore. Tra questi paesi è stata conseguita la libera circolazione del 90% dei beni e servizi prodotti dai membri,  oltre a liberalizzazioni dei i capitali e libero accesso alle persone che possono viaggiare senza visto di ingresso tra i vari paesi.

Mercosur e l’Alleanza del Pacifico erano inizialmente viste come organizzazioni concorrenti. I predecessori del Presidente brasiliano Michel Temer erano contrari ad accordi come il TLC con i paesi dell’Alleanza dl Pacifico, per via della presenza del Messico, mercato importante e direttamente collegato a quello statunitense. Le cose ora sono però cambiate, e si ritiene vantaggioso la stipula di tali accordi, in quanto in America Latina esistono 100mila aziende esportatrici, la metà delle quali appartengono all’Alleanza del Pacifico: il doppio di quelle del Mercosur.

di Alberto Galvi
Redazione
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