Il quinto ciclo di incontri sulla rinegoziazione del NAFTA che si è svolto a Città del Messico a fine novembre tra i rappresentanti degli Stati Uniti, Canada e Messico, non ha portato a nessuna novità rilevante. Messico e Canada non arretrano dalle loro posizioni e chiedono al governo di Washington di rivedere le proprie proposte.

Il NAFTA è un accordo commerciale di libero scambio che coinvolge Stati Uniti, Canada e Messico, siglato nell’estate del 1992 è entrato in vigore il 1° gennaio 1994. L’accordo prevedeva, e prevede tutt’ora, l’abbattimento di tutte le barriere tariffarie tra i tre paesi coinvolti. Negli ultimi anni si è parlato spesso di rinegoziare l’accordo, per modernizzarlo e adeguarlo ad un mercato che in 20 anni è cambiato molto.

Logo dell’accordo commerciale NAFTA

Le negoziazioni sono state rese complicate dalla posizione del Presidente statunitense Donald Trump, ostile al trattato, che in diverse occasioni lo ha definito “il peggior accordo commerciale mai siglato”.

All’inizio delle negoziazioni il governo USA aveva messo sul tavolo alcune proposte ritenute “inaccettabili” per i partner commerciali, tra cui alzare la quota minima di componenti di origine nazionale che i prodotti devono avere per circolare nell’area NAFTA (dal 62,5% all’80%) e imporre ai contraenti una quota USA sulle componenti delle automobili vendute nell’area di libero scambio: il 50% di un veicolo avrebbe dovuto essere assemblato con componenti e materiali di origine statunitense. I rappresentanti statunitensi avevano proposto di inserire anche acciaio, tessuti, alluminio e altri metalli nell’elenco dei materiali per l’assemblaggio dei veicoli che formano i requisiti minimi produttivi.

Dopo le critiche iniziali, il Messico ha proposto di rinegoziare l’accordo ogni cinque anni, così da poter verificare in tempi brevi cosa è andato bene e cosa è andato storto.

Durante il primo ciclo di rinegoziazioni tenuto la scorsa estate le questioni più controverse su cui sembra lontano un accordo riguardano l’elevato deficit commerciale che gli Stati Uniti mantengono con il Messico, il settore commerciale, in particolare la questione del capitolo 19 dell’accordo NAFTA sui preparati di base dei cereali, farina, amido o latte, prodotti di pasticceria, così come la proposta di migliorare i salari dei lavoratori messicani.

Sebbene secondo l’US Trade Representative le esportazioni agricole dagli USA verso il Messico siano quasi raddoppiate, e quelle verso il Canada abbiano visto un incremento del 44%il rappresentante  diplomatico degli Stati Uniti, Robert Lightheizer, ha insistito sul fatto che questa trattativa per il rinnovo del trattato avrebbe dovuto concentrarsi sulle persone che sono state danneggiate dall’attuale NAFTA, in particolare i lavoratori delle aree produttive e agricole statunitensi: “spero che possiamo raggiungere un accordo che aiuterà i lavoratori, gli agricoltori americani e anche ad elevare gli standard di vita in Messico e in Canada”.

Il Ministro degli esteri canadese Chrysta Freeland ha detto che il suo paese vuole un trattato moderno e vantaggioso per tutti.

Il Segretario all’economia messicano Ildefonso Guajardo Villarreali, il Ministro degli esteri canadese Chrystia Freeland, e il rappresentante diplomatico Robert Lighthizer, durante una conferenza stampa a Città del Messico – Reuters

Il Messico voleva chiudere il nuovo NAFTA entro la fine dell’anno per evitare che l’accordo potesse diventare un argomento polarizzante nella prossima campagna elettorale presidenziale messicana. Lo stesso ragionamento potrebbe valere per gli Stati Uniti, in quanto il NAFTA divide il Partito Repubblicano tra i favorevoli all’apertura dei mercati e quelli più vicini a politiche protezioniste avallate da Trump.

I Rappresentanti di Messico, Canada e Stati Uniti hanno concordato di tenere il sesto ciclo di negoziati dal 23 al 28 gennaio 2018 a Montreal, in Canada, posticipando a marzo il termine ultimo in cui si dovrà avere una firma al nuovo accordo. Nel frattempo, i negoziatori continueranno con tavoli tecnici il loro lavoro a Washington fino a metà dicembre.

Fino ad oggi i negoziatori hanno compiuto importanti progressi in settori come telecomunicazioni, politica della concorrenza, commercio digitale, e nelle agevolazioni doganali e commerciali. Un altro tema su cui è stato raggiunto un accordo è quello sulle PMI, che verranno incentivate e sostenute, migliorandone la capacità di partecipare e trarre vantaggio dalle opportunità create dal presente accordo, comprese le attività di cooperazione, lo scambio di informazioni e l’istituzione di un dialogo trilaterale delle PMI del NAFTA, coinvolgendo il settore privato, organizzazioni non governative e altri attori pertinenti.

Sono gli Stati Uniti oggi ad avere in mano le carte, con Trump che deve decidere se liquidare definitivamente il NAFTA, creando un enorme danno economico a tutta l’area nordamericana che ha beneficiato di un aumento costante dei flussi commerciali della regione. Le industrie come quella automobilistica, sono preoccupate e hanno già alzato la voce: sono in gioco decine di miliardi di dollari investiti in Messico.

Un’eventuale uscita degli Usa dall’accordo potrebbe segnarne la fine. A quel punto per gli Stati Uniti la tariffa massima che potrebbe essere fissata per i prodotti importati dal Messico sarebbe inserita in una forbice tra il 3,5% e il 25%. Nello scenario più sfavorevole per il Messico, Washington abbandonerebbe, oltre che il NAFTA, anche il WTO (World Trade Organization) e potrebbe impostare una tariffa da loro considerata più vantaggiosa, annullando tutte le regole internazionali che regolano gli scambi.

Secondo dei dati citati dal Council on Foreign Relations, il valore dei beni commerciati tra i tre paesi è passato dai 290 miliardi di dollari nel 1993 ad oltre 1.100 miliardi nel 2016: Canada e Messico sono i principali importatori di prodotti degli Stati Uniti, costituendo più di un terzo del totale delle esportazioni USA.

IL NAFTA ha aiutato inoltre l’industria automobilistica americana, aiutandola a diventare globalmente competitiva grazie alle catene di fornitura transfrontaliere. Ed anche gli agricoltori americani hanno beneficiato del NAFTA hanno: dall’attuazione dell’accordo: le esportazioni agricole dagli USA verso il Messico sono quasi raddoppiate, e quelle verso il Canada sono aumentate di circa il 44%, secondo l’Ufficio del US Trade Representative.

di Alberto Galvi
Redazione
Leave a reply

Lascia un commento