Spagna, Europa e Catalogna: ora l’autodeterminazione diventa un caso diplomatico

La situazione in Spagna è delicata. Da un lato si attende la decisione della Corte di giustizia dell’Unione europea sulla nomina degli europarlamentari indipendentisti, dall’altro il nuovo Governo di Centrosinistra che avrà davanti a sé una responsabilità non certo indifferente: far partire la legislatura

Spagna e Catalogna. Una battaglia politica che, in questi giorni, rischia di sfociare in un vero e proprio caso diplomatico. Tra gli indipendentisti, che hanno promosso nel 2017 il discusso (ma comunque illegittimo, secondo la Costituzione spagnola) referendum per l’indipendenza della Catalogna, c’è anche Oriol Junqueras che ad oggi si trova detenuto in carcere condannato a 13 anni con l’accusa di sedizione.

Spagna e Catalogna: una vicenda intricata

Junqueras, e questo dettaglio non è assolutamente di secondaria importanza, la scorsa primavera era stato candidato – e poi eletto – al Parlamento europeo di Strasburgo. Lo stesso ex vicepresidente della Generalitat di Catalogna è stato anche, in maniera quasi beffarda, proclamato dalla Commissione elettorale centrale di Madrid.

Ma oltre al danno c’è la beffa. Oriol Junqueras al momento della proclamazione si trovava già detenuto e per questo motivo non gli è stato permesso di prestare il necessario giuramento nella capitale. Questa formalità, prevista dalla legge spagnola, non gli avrebbe garantito quindi di entrare effettivamente in carica (e pertanto di poter usufruire delle prerogative che gli spetterebbero in quanto deputato) lasciando nei fatti vacante il suo seggio all’Europarlamento.

Della vicenda, ormai diventata un caso diplomatico internazionale, si sta occupando la Corte di giustizia dell’Unione europea dopo il ricorso presentato dall’ex vicepresidente del Governo catalano.

Il caso alla Corte di giustizia dell’Unione

I giudici di Lussemburgo, infatti, dovranno ora pronunciarsi sull’effettivo accesso all’immunità parlamentare (garantita a tutti gli eletti a Strasburgo) anche per Oriol Junqueras nonostante non sia mai sostanzialmente entrato in carica. Ma in attesa che i giudici si esprimano, a “sostenere” la tesi dell’autonomista catalano ci ha pensato l’avvocato della Corte europea, il polacco Maciej Szpunar, con un “parere non vincolante”.

Da Lussemburgo, infatti, è stata confermata l’ipotesi che Junqueras abbia effettivamente diritto all’immunità parlamentare, in quanto il semplice risultato elettorale sia sufficiente a “confermare l’elezione, a prescindere delle formalità tecnico-amministrative successive”.

Se ne occuperà l’Europarlamento?

Del caso, secondo l’avvocato Szpunar, dovrebbe interessarsi direttamente il Parlamento europeo decidendo nella piena autonomia politica quando, e come, limitare l’elezione di un deputato. Allo stesso modo, dovrebbe essere l’Aula a decidere anche quando limitare l’utilizzo effettivo delle prerogative parlamentari tra le quali figura anche quella dell’immunità garantita ai membri risultati eletti dopo una regolare tornata elettorale.

Junqueras è stato privato dei diritti civili, tra cui l’eleggibilità. È dunque prerogativa del Parlamento europeo pronunciarsi sulla revoca o su un’eventuale difesa dell’immunità parlamentare

Il caso che ha coinvolto Oriol Junqueras riaccende nuovamente i riflettori anche sul caso di Carles Puigdemont, ex presidente della Catalogna. Anche Puigdemont, infatti, si è candidato ed è stato eletto a Strasburgo e attualmente risiede all’estero (da dopo il referendum del 2017) per evitare l’arresto che – ovviamente – arriverebbe in caso di rientro a Madrid per il giuramento.

Ma il Governo spagnolo avrebbe tutto l’interesse a calmare le acque e a cercare un dialogo con i partiti indipendentisti.

Se da un lato il premier socialista eletto Pedro Sanchez è riuscito – con non poca fatica – a creare una coalizione di Governo con Podemos, il partito di Pablo Iglesias, dall’altro ha bisogno dell’astensione dei movimenti autonomisti per far partire la legislatura. Ora la palla passa ai giudici di Lussemburgo che, già nei prossimi giorni, potrebbero esprimersi con una formale tutela dei diritti politici di Junqueras oppure con un sostanziale appoggio verso le ragioni del Governo di Madrid.

di Omar Porro

(foto in copertina: http://esquerrallagostera.cat/)