Brexit: e se l’Unione europea “adottasse” l’Irlanda del Nord?

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Procedono spedite le trattative sulla Brexit, anche se a mancare è ancora un accordo sulla questione dell’Irlanda del Nord. Lunedì 19 Marzo, a Bruxelles, sono stati definiti alcuni importanti passaggi per l’uscita definitiva del Regno Unito dall’Unione europea.

Se i negoziati su commercio, libero scambio e mobilità interna avanzano, a mancare è un accordo definitivo sull’Irlanda. Dublino e l’Irlanda del Nord vorrebbero evitare un “confine rigido”, per dare garanzie a chi vorrebbe rimanere nell’Unione, mantenendo le regole in tema di unione doganale, di libero mercato e mobilità delle persone. Londra, dal canto suo, avrebbe già messo le mani avanti negando l’opportunità di regole differenti per gli abitanti dell’Ulster (salvo poi accettarne alcuni passaggi). L’obiettivo dell’Unione è quello di evitare un “dietrofront” e quindi il ritorno di frontiere e dogane tra Regno Unito e Repubblica irlandese.

La Commissione europea, proprio per andare incontro all’esigenza di tutelare anche i rapporti diplomatici tra Londra e Dublino, ha avanzato l’ipotesi di una flessibilità in materia doganale tra i due Stati. A partire dal marzo 2019, mese deciso per l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione, inizierà un periodo di transizione di 21 mesi con lo scopo di limitare i disagi, soprattutto per i cittadini europei.

Abbiamo compiuto una parte essenziale del cammino verso un divorzio ordinato.

Questo è stato il commento di Michel Barnier, capo negoziatore della Commissione. Durante questi mesi sarà necessario garantire il raggiungimento degli accordi economici e finanziari tra Ue e Regno Unito. Garanzia e la tutela dei diritti dei cittadini e il raggiungimento di un accordo tra le due Irlande. Questi gli altri due aspetti di principale importanza.

Una buona intesa tra il Regno Unito e l’Unione europea non è mai stata così vicina.

Questa invece la posizione di David Davis, segretario di Stato per la Brexit. Ma le trattative e gli accordi tra Londra e Bruxelles sono tutt’altro che finiti, anzi, sono arrivati a un punto cruciale delle discussioni sul futuro dell’Europa.

di Omar Porro
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