Il DLR: la ricerca spaziale al servizio dello sviluppo industriale

Inuvik, Canada. Un centro di ricezione della DRL. Credit to: DRL

Il Centro Spaziale Tedesco (DRL) si distingue dalle agenzie italiana e francese per la sua vocazione industriale e per l’importanza accordata alla ricerca di innovazioni tecnologiche, in svariati ambiti e per diversi partner commerciali.


Una critica ricorrente rivolta ai fondi destinati all’esplorazione spaziale riguarda l’apparente scarsa rilevanza di quest’ultima nella risoluzione dei problemi delle nostre società. Tale considerazione tuttavia non tiene conto che lo spazio sembra essere l’unico ambito di ricerca che spinge verso nuove innovazioni scientifiche e tecnologiche paragonabili a quelle sviluppate in ambito bellico senza che sia necessario organizzare conflitti ai danni di altre popolazioni. 

L’aspetto più propriamente sperimentale dell’esplorazione spaziale è talmente rilevante che è divenuto l’elemento centrale di una delle più importanti agenzie spaziali europee la quale ha come scopo principale proprio lo sviluppo tecnologico e industriale prima ancora della conquista dei corpi celesti a noi prossimi: il Centro Spaziale Tedesco (Deutsches Zentrum für Luft- und Raumfahrt, abbreviato in DLR). 

Una missione poco spaziale

Con un budget di investimento, privato e governativo, di 3,816 miliardi di euro, il DLR si suddivide in sei aree di ricerca ugualmente importanti che ne definiscono l’alterità rispetto alle agenzie Italiana e Francese: Aeronautica, Spazio, Trasporti, Energia, sicurezza e digitalizzazione. L’obiettivo dichiarato infatti è la ricerca per applicazioni innovative in questi ambiti a beneficio dei propri clienti e partner e del mondo degli affari e della scienza nonché quello di rafforzare il vantaggio competitivo dell’industria aeronautica nazionale.

La vocazione puramente industriale del DLR è dimostrata anche dalla dislocazione delle numerose sedi che incidono sulle principali aree industriali del paese e vantando in questo modo una presenza sul territorio in termini di uffici e centri di ricerca e sviluppo che non ha paragoni in Europa.

Alcuni tra i numerosi Uffici della DLR in Germania. Credit to: Wikipedia eng

La quantità di tecnologie applicate nella vita quotidiana sviluppate grazie al DLR sono innumerevoli e talvolta insospettabili. Solo per portare qualche esempio, si deve al lavoro della DLR lo sviluppo di nuovi metodi di soccorso sanitario di emergenza aviotrasportato, oppure la creazione di nuove tipologie di cablaggio e stoccaggio dati, basate sull’informatica quantistica, che possano venire in soccorso all’industria che sta vivendo in questo momento la più grave crisi di materiali per microchip mai vista.  Sempre nell’ambito sanitario, e realizzato sempre grazie alle ricerche del DLR, sono i nuovi robot chirurgici che dalla teoria del 2017 sono ora entrati ufficialmente sul mercato. 

Credit to: DLR

Più industria, meno armi

Come analizzato da Vivienne Machi il comportamento della DLR è spiccatamente rivolto all’industria anche a discapito dell’ambito che nel resto del mondo è invece intrinsecamente legato all’esplorazione spaziale: lo sviluppo militare. Si osserva ad esempio come le ricerche del DLR supportino nuove società emergenti come la Mynaric che produce componentistica per satelliti per l’americana Defense Advanced Research Projects Agency e la Space Development Agency nonché standard di interoperabilità per garantire i collegamenti laser sui piccoli satelliti applicabili sulle nascenti costellazioni commerciali di Amazon, SpaceX, OneWeb e Telesat. 

Si rileva quindi un’elevata compenetrazione fra le ricerche della DLR e gli sviluppi militari dell’alleato americano, ma nulla o quasi è rivolto allo sviluppo militare spaziale del paese. Ciò appare incredibile anche considerando il coinvolgimento della DLR anche in progetti estremamente sensibili e rilevanti come il Blackjack della DARPA finalizzato allo sviluppo di una costellazione di satelliti militari per l’orbita bassa. 

In realtà esiste un’anima militare anche nell’esplorazione spaziale tedesca, ma essa si inserisce nel più complesso scenario del riarmo del Nord Europa. 

La Germania e il Riarmo del Nord Europa

Appena nel 2017 la DLR vantava collaborazioni con la Cina proprio nello sviluppo di nuove tecnologie per l’esplorazione spaziale. In soli quattro anni si è osservata una totale inversione di rotta fino alla creazione del nuovo comando militare spaziale tedesco, in funzione stavolta di opposizione ai governi di Pechino e Mosca

Anche in questo caso però, la contesa non è condotta su di un piano puramente militare ma si concentra sulla gestione della problematica dei detriti spaziali. Da tempo infatti esistono numerose pressioni per la regolamentazione dei rifiuti spaziali i quali rimanendo in orbita a velocità vertiginose (intorno a 30000 km/h)  potrebbero rappresentare un concreto rischio per le missioni future oltre che innalzare pericolosamente i costi assicurativi delle partenze, fino al punto di renderle insostenibili. Senza poi considerare gli eventuali incidenti diplomatici nella misura in cui un rifiuto spaziale dovesse colpire una missione di un’altra nazione, rischio che è sempre più crescente

I sensori del Dipartimento della difesa USA per la sorveglianza spaziale (SSN) avrebbero registrato la presenza di oltre 27.000 rifiuti spaziali fluttuanti nell’orbita terrestre. Credit to: NASA

Ancor più importante, in tal senso, è il ruolo della DLR e delle società ad essa collegate nell’ambito del riarmo dei paesi del nord Europa. Da ormai almeno cinque anni le pressioni della Russia di Putin sui paesi del Nord Europa hanno spinto ad un progressivo riarmo ed in generale un notevole incremento nella spesa bellica: la Svezia ha nuovamente istituito la leva obbligatoria, mentre la Finlandia ha incrementato i suoi effettivi del 20% e sempre in questa ottica si inseriscono i nuovi accordi militari trilaterali fra Finlandia, Norvergia e Svezia. 

In questo contesto vanno inquadrati i nuovi accordi minerari fra Germania e Svezia finalizzati da una parte proprio all’approvvigionamento di quelle materie prime necessarie allo sviluppo della tecnologia spaziale, dall’altra per la protezione degli interessi legati proprio allo Spazio per ciascuna nazione. 

Svezia, Kiruna. Qui nel nord del paese sorgerà il Centro Spaziale Esrange, Credit to: Newsha Tavakolian for The New York Times

Diviene chiaro come oggi la salvaguardia del proprio quadrante di spazio non sia diversa dall’attenzione riservata alla salvaguardia delle coste o di qualsiasi altro confine nazionale, come ribadito dal ministro per gli Affari Esteri svedese, Ann Linde proprio in occasione degli incontri fra Germania e Svezia e rappresentando ancora una volta la preoccupazione per eventuali incidenti che possano coinvolgere altri paesi nello spazio orbitale.  

La DLR si configura quindi come partner principale, soprattutto per quel che concerne lo sviluppo tecnologico del nuovo ambizioso programma spaziale svedese che appunto, a differenza di quello tedesco, si presenta fortemente caratterizzato da preoccupazioni di tipo bellico. 

A coronare questi processi di supporto e integrazione tecnologica vi è l’impegno della DLR per la creazione di nuovo spazioporto nel Mare del Nord, specializzato nel lancio di satelliti in orbite polari o sincrone alla rivoluzione solare. Abbiamo già parlato nei precedenti interventi del ruolo strategico di queste strutture che in questo caso specifico si inseriscono  in una visione più ampia di fortificazione del “nord europa”. 

La DLR offre uno spaccato importante su di un approccio molto diverso all’esplorazione spaziale, finalizzata all’innovazione industriale e come leva geopolitica, ma tale metodologia non preclude per sempre ad una corsa allo spazio più “convenzionale”. Un esempio in tal senso è il protagonista del nostro prossimo intervento, il quale è passato da un impegno puramente tecnologico ad uno più propriamente esplorativo e di colonizzazione dello spazio locale: il Giappone

Di: Tanator Tenabaun