Dopo il disgelo diplomatico tra le due Coree, avvenuto durante le Olimpiadi invernali con un incontro tra il presidente sudcoreano e la sorella del leader della Corea del Nord, Kim Jong-un, si sono aperti spiragli di dialogo tra quest’ultima e il resto del mondo. In particolare, negli ultimi giorni si è parlato di un possibile meeting tra Kim Jong-un e lo stesso presidente americano Trump, dopo che quest’ultimo ha accettato l’invito del primo a incontrarsi per negoziare sul programma nucleare.

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In vista di questo possibile appuntamento, la diplomazia nordcoreana ha tenuto incontri di alto livello con due Paesi scandinavi. Sabato 17 marzo si è conclusa una visita di tre giorni del ministro degli esteri nordcoreano, Ri Yong-ho, in Svezia, dove ha incontrato la sua controparte, Margot Wallstrom, per discutere della sicurezza nella penisola coreana e degli sforzi diplomatici per trovare una soluzione pacifica alla questione del programma nucleare nordcoreano. I colloqui a Stoccolma hanno anche riguardato il ruolo che la Svezia potrebbe giocare in Corea del Nord come sostituto diplomatico di Stati Uniti, Canada e Australia, che non sono presenti. La Svezia fornisce infatti servizi consolari anche per questi Paesi.

Il diplomatico nordcoreano Choe Kang Il si imbarca per Helsinki all'aeroporto internazionale Capital di Pechino, in Cina, il 18 marzo 2018. Credits to: REUTERS/Thomas Peter.

Il diplomatico nordcoreano Choe Kang Il si imbarca per Helsinki all’aeroporto internazionale Capital di Pechino, in Cina, il 18 marzo 2018. Credits to: REUTERS/Thomas Peter.

Dopo la visita in Svezia, un diplomatico nordcoreano di alto livello, Choe Kang Il, è arrivato in Finlandia domenica 18 marzo per simili colloqui con ex funzionari di Stati Uniti e Corea del Sud, in attesa di ulteriori vertici tra funzionari nordcoreani e, rispettivamente, sudcoreani ad aprile e americani a maggio. In un’intervista trasmessa domenica da Face the Nation di CBS News, il ministro degli esteri sudcoreano Kang Kyung-wha ha sottolineato che Kim Jong-un non riceverà “alcun premio” per il suo impegno nella via del dialogo e che la Corea del Sud e gli Stati Uniti lo incalzeranno affinché agisca concretamente per risolvere la questione nucleare.

di Samantha Falciatori
Samantha Falciatori
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