Lo scorso 17 dicembre 2018, nel silenzio generale, e complice il dibattito scatenatosi attorno al Global Compact, l’Assemblea Generale della Nazioni Unite ha adottato, con 121 voti favorevoli, la Dichiarazione dei diritti dei contadini e degli abitanti della aree rurali.

La risoluzione segna così il culmine della battaglia iniziata dal movimento contadino internazionale La Via Campesina, ente che da 17 anni promuove l’implementazione dei diritti della comunità rurali.

Essa riconosce che queste ultime sono sproporzionatamente soggette a povertà e malnutrizione, oltre che agli effetti dei cambi climatici, e che proprio in virtù della loro capacità di essere alternative sostenibili al modello di produzione alimentare agro-industriale e di salvaguardare la biodiversità necessitano di essere preservate dalla comunità internazionale.

Il movimento Via Campesina, in breve
fonte: www.assorurale.it

L’unità tra i contadini senza terra, agricoltori, donne e giovani rurali. La Via Campesina è il movimento internazionale che riunisce milioni di contadini, agricoltori di piccole e medie dimensioni, le persone senza terra, le donne contadine, indigeni, migranti e lavoratori agricoli di tutto il mondo.

La Via Campesina nasce in Belgio nel 1993 e comprende circa 150 organizzazioni locali e nazionali in 70 paesi di Africa, Asia, Europa e nelle Americhe. Nel complesso, rappresenta circa 200 milioni di contadini. Si tratta di un movimento autonomo, pluralista e multiculturale, indipendente da qualsiasi tipo politico, economico o di altro tipo di affiliazione.

La Via Campesina è ormai riconosciuto come un attore principale nei dibattiti agro-alimentari. È ascoltato da istituzioni come la FAO e le Nazioni Unite, Consiglio dei diritti dell’uomo, ed è ampiamente riconosciuto tra gli altri movimenti sociali, da quello locale a livello globale.

Per saperne di più: viacampesina.org

Riccardo Stifani
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