A meno di un mese dall’investitura di Jair Bolsonaro a nuovo presidente del Brasile, all’interno dell’Unione Europea aumentano paure ed incertezze riguardo al destino dell’accordo di libero scambio con il Mercosur.

L’agenda nazionalista di Bolsonaro si concretizzerà sul piano economico attraverso una progressiva riduzione del l’impegno regionale del Brasile. Il Mercosur, tuttavia, per usare le parole del futuro Ministro dell’Economia Paulo Guedes, non è una priorità, ma “una gabbia ideologica dalla quale il Paese deve uscire per poter ampliare la propria rete commerciale”. Se questo preannuncia l’allontanamento del Brasile dal Mercosur è difficile da dire, essendosi lo stesso Bolsonaro espressosi in maniera contraddittoria sul tema.

Il negoziato, faticosamente ripreso nel 2016 dopo un’interruzione di 4 anni, sembra infatti essere diretto verso una nuova fase di stallo. I punti tuttora da chiarire concernono, oltre alla rimozione delle barriere interne al Mercosur, il rafforzamento dei meccanismi di tutela sul posto di lavoro e l’implementazione delle misure di protezione dell’ambiente e della qualità dei prodotti alimentari provenienti dall’UE.

L’obiettivo, sia dell’Europa che dei partner del Mercosur, è stringere i tempi nella speranza di poter giungere ad un accordo definitivo entro la fine dell’anno, evitando che l’entrata in scena di Bolsonaro irrigidisca le trattative.

Riccardo Stifani
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