Il 16 giugno scorso Donald Trump ha firmato un Memorandum di Sicurezza Nazionale, progettando nuove sanzioni nei confronti di Cuba, e invertendo un processo di normalizzazione dei rapporti bilaterali iniziato da Barack Obama. Il 9 novembre la Casa Bianca ha varato le nuove sanzioni.

Le relazioni tra Stati Uniti e Cuba sono da sempre problematiche ma inevitabili, vista la vicinanza geografica. Durante il suo mandato presidenziale Barack Obama tentò una normalizzazione dei rapporti diplomatici, che si concluse con la storica riapertura dell’ambasciata americana a L’Avana.

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Con l’arrivo del nuovo inquilino della Casa Bianca, il presidente Donald Trump, le cose sono cambiate e i rapporti sono tornati ad essere tesi.

Oltre alla diffidenza, storica, riguardo a Cuba, che nutre il Partito Repubblicano, negli ultimi mesi si è aggiunta la strana storia degli “incidenti sonori” ai danni di diplomatici americani su suolo cubano. Dal febbraio scorso infatti molti diplomatici e funzionari di stanza nella sede diplomatica de L’Avana hanno denunciato danni all’udito e problemi di salute, che secondo i responsabili alla sicurezza derivano da presunti attacchi sonori attuati nei pressi dell’ambasciata.

L’ambasciata statunitense a L’Avana – credits: AP Photo / Ramon Espinosa

Le autorità cubane, oltre ad essersi dichiarati estranei agli attacchi, hanno creato un comitato interministeriale di esperti per analizzare i fatti e proteggere il personale e la sede diplomatica statunitense. Il 29 settembre scorso il Dipartimento di Stato americano ha annunciato che avrebbe ritirato più della metà del personale dell’ambasciata. Il 3 ottobre seguente, sempre in risposta a questi presunti attacchi, il Dipartimento di Stato americano ha ordinato a 15 diplomatici cubani l’allontanamento dagli Stati Uniti.

Il 9 novembre sono poi entrate in funzione le nuove sanzioni programmate l’estate scorsa dalla Casa Bianca: il Dipartimento del Tesoro statunitense ha stilato una lista di 180 imprese con le quali i cittadini statunitensi non potranno fare business (secondo le intenzioni per impedire che le attività economiche vadano a vantaggio delle forze militari cubane), garantendo allo stesso tempo che ai cittadini statunitensi sia mantenuta la possibilità di realizzare viaggi per motivi economici autorizzati a Cuba, contribuendo al settore delle piccole imprese private.

Il nuovo pacchetto di sanzioni permetterà agli statunitensi di continuare a viaggiare a Cuba per motivi personali e di studio, ma per ottenere il permesso questi viaggi dovranno essere patrocinati da una organizzazione statunitense.

Queste sanzioni colpiranno anche gli uomini d’affari statunitensi che perderanno così interessanti opportunità di business a Cuba. Il turismo è da tempo la principale risorsa economica dell’isola e con la distensione operata da Obama, tra il 2014 e il 2015, il flusso dei turisti tra i due paesi era aumentato del 17%.

Nel 2016 ci sono stati 450mia cittadini statunitensi o residenti negli Stati Uniti che hanno visitato Cuba e questa apertura statunitense aveva permesso nuove opportunità di crescita economica e di investimenti esteri. Ad esempio, la multinazionale delle costruzioni brasiliana Odebrech, attraverso una sua controllata – la società Obras Infraestructuras S.A. – e con il finanziamento del Banco Nacional Desarollo du Brazil, ha ampliato e modernizzato il porto di Mariel, facendolo diventare una ZED (Zona Especial de Desarollo) di 465 chilometri quadrati.

Anche alcune istituzioni statali cubane sono finite nel mirino dell’amministrazione statunitense di Donald Trump. Tra queste contiamo diversi ministeri, tre società per la promozione turistica.

Più del 70% del commercio al dettaglio a Cuba è gestito dal generale di divisione Luis Alberto Rodríguez López-Callejas che funge da presidente della holding GAESA (Grupo de Administracion Empresarial S.A.), un gruppo di 57 imprese diretto e gestito seguendo le leggi del libero mercato.

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GAESA appartiene alla FAR (Fuerzas Armadas Revolucionarias) dal 2008, quando Raul Castro ne ha assunto la presidenza. Nonostante il tentativo da parte degli Stati Uniti di isolare Cuba, il paese è stato eletto nel Comitato Esecutivo dell’Unesco (organo composto da 58 stati membri) per il periodo 2017-2021; Cuba è uno dei sei paesi eletti nel gruppo latinoamericano e caraibico, insieme a Venezuela, Saint Vincent e Grenadine, Saint Lucia, Giamaica e Grenada.

di Alberto Galvi
Redazione
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