Gli ultras ai tempi di Bisanzio

Leggi anche

Il fenomeno degli ultras non è recente: ha afflitto il mondo sportivo sin dai tempi dell’antica Roma. Spesso fomentato da istanze politiche. Il risultato? Disordini e stragi. 

Bruxelles, 29 maggio 1985. Ore 19,20. L’attesissima finale di Champions League (Juventus – Liverpool) sta per iniziare. Tutti aspettano le 20:15, quando l’arbitro fischierà l’inizio del match. Le tribune dell’Heysel, lo stadio di Bruxelles, sono gremite di gente. Separate da due settori neutri, le tifoserie organizzate delle due squadre (gli ultras della Juventus e gli hooligans) occupano le curve dello stadio e sono impossibilitate a scontrarsi. Quella sera di maggio però trentanove persone moriranno all’Heysel, schiacciate l’una all’altra mentre cercavano di sfuggire alla violenza degli hooligans inglesi, i quali, non potendo fronteggiarsi con gli ultras juventini, sfogarono la loro brama di menar le mani contro un gruppo di innocui spettatori e simpatizzanti della squadra torinese che si trovavano per disgrazia nel settore adiacente. Quella dell’Heysel resta una tragedia impressa nella memoria del mondo sportivo europeo, una dimostrazione fin troppo evidente della pericolosità delle tifoserie organizzate e violente e dell’impreparazione delle forze dell’ordine di fronte a un simile fenomeno.

Il termine Ultra è mutuato dal linguaggio della Rivoluzione francese – da Ultraroyaliste, del partito monarchico conservatore – e indica, semplificando, un gruppo o una fazione dalle posizioni intransigenti e estremiste. Il fenomeno Ultras nel mondo dello sport non è nato negli anni Ottanta, né è un problema dei nostri giorni; affonda le sue radici nello sport stesso, che esiste sin dall’antichità. Probabilmente per reciproca convenienza, sport e politica ad un certo punto si legarono, rendendo così il fenomeno difficile da affrontare (vedasi le simpatie neofasciste o staliniane di alcune tifoserie italiane, sopravvissute sino a oggi).

Tifoserie organizzate e fazioni violente esistevano nell’antica Roma; sopravvissero al crollo della Città Eterna, e crearono non pochi problemi ai sovrani dell’Impero Bizantino. Prosperarono legandosi indissolubilmente alla politica, che sovvenzionava una fazione o l’altra, secondo convenienza, come peraltro accadde nella Spagna franchista con il Real Madrid, che divenne la squadra “del regime”.

Bisanzio, 11 gennaio 532. Nella popolosa e cosmopolita città vivono i discendenti dell’antico impero di Roma. Nel mondo dell’Ippodromo, i cittadini sono divisi in gruppi di tifosi, che parteggiano o per i Verdi (vicini all’eresia monofisita allora molto forte, rappresentanti degli interessi “borghesi” e politicamente avversi all’imperatore Giustiniano) o per gli Azzurri (portatori della voce delle classi meno agiate e sostenitori di Giustiniano). Tra le due fazioni non corre buon sangue e spesso nottetempo gruppi armati di entrambe le parti si scontrano e si abbandonano ad atti violenti. Un po’ perché impegnati in questioni più gravi (un conflitto contro i Persiani a oriente stavamettendo a dura prova le forze bizantine), un po’ per convenienza politica (l’appoggio di una fazione o dell’altra assicurava una certa stabilità), gli imperatori avevano lasciato liberi Verdi e Azzurri di spadroneggiare e di compiere delitti. Finché, oltrepassato il limite tollerabile, il 10 gennaio alcuni ultras vennero arrestati e condannati a morte.

Ciò avvicina inaspettatamente le due fazioni. Benché si odiassero reciprocamente, Verdi e Azzurri erano accomunati da alcuni valori sovversivi. Condividevano la visione popolare di un potere centrale avido e corrotto (né più né meno come, al giorno d’oggi, lo Stato è percepito come un esattore), di una classe politica imperiale dedita a sprechi irresponsabili e inutili sfarzi (come in tempi più recenti si condannano in maniera sommaria i “privilegi della casta”) e, in generale, covavano un odio viscerale e innato verso l’ordine costituito. L’arresto fu la goccia che fece traboccare il vaso. Il giorno seguente quando Giustiniano e Teodora fanno il loro ingresso nell’ippodromo, i tifosi di ambedue le fazioni danno avvio a una rivolta generale (la Rivolta di Nika), con l’obiettivo di detronizzare l’imperatore. Il risultato è stato un saccheggio durato per giorni, dove vennero distrutti diversi quartieri della città. Giustiniano addirittura fuggì. Fortunatamente per lui, giunse l’esercito di Belisario, tornato vittorioso dalle campagne in Siria contro i Persiani. Radunati nell’ippodromo, i rivoltosi vennero passati a fil di spada (circa 35000 le vittime), in quella che probabilmente fu la più grande repressione mai operata contro le intemperanze di tifosi violenti.

Articolo precedenteL’oro perduto del Terzo Reich
Articolo successivoLa schiavitù in America

Commenti

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

Dall'archivio

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza cookie e tecnologie similari per assicurare ai visitatori un’esperienza ottimale, fornendo informazioni personalizzate, memorizzando le preferenze di marketing e prodotti e facilitando la ricerca delle informazioni appropriate. Di seguito sono disponibili maggiori informazioni sull’utilizzo di cookie e di tecnologie similari, su come vengono utilizzati e su come gestirli. Questo sito fa riferimento alla normativa sull’uso dei cookies identificabile presso il garante della privacy è possibile approfondire l’uso dei cookies al seguente link seguendo quindi le indicazioni del Garante della Privacy secondo il Registro dei provvedimenti n. 229 dell’8 maggio 2014. I cookies presenti sul nostro sito potranno essere di tre tipologie: Cookies tecnici, indispensabili al fine della navigazione sul nostro sito e quindi obbligatori nel caso si volesse procedere alla fruibilità delle pagine stesse del sito di Terze parti cioè quei cookies che non gestiamo noi, ma che servono per avvalerci di servizi esterni al nostro sito, che attualmente sono Cookies di Profilazione che sono definiti anche di analytics utili al fine statistico e analisi dei sistemi di navigazione degli utenti all’apertura della pagina web si chiede autorizzazione all’uso e all’installazione dei cookies, se accetti potrai navigare nel nostro sito. La chiusura del banner d’autorizzazione dei cookies mostrerà un tuo assenso all’installazione del cookies stesso. Se volessi eliminare i nostri cookies dal tuo computer, tablet o telefono dovrai procedere con l’eliminazione manuale nel browser di navigazione, seguendo le istruzioni relative a: Gestione Cookies Chrome: https://support.google.com/chrome/answer/95647?hl=it Gestione dei Cookies Explorer: http://windows.microsoft.com/it-it/internet-explorer/delete-manage-cookies#ie=ie-11 Gestione dei Cookies Firefox: https://support.mozilla.org/it/kb/Gestione%20dei%20cookie Gestione dei Cookies Safari: http://supporto.teletu.it/assistenza-tecnica/configurazioni/browser-internet/safari/gestione-cookie/

Chiudi