in.side è la nostra rubrica sulle inchieste internazionali che meritano di essere raccontate. Vi porteremo in posti del mondo inaspettati, vi racconteremo alcune delle inchieste più importanti, di cui difficilmente sentirete parlare i media italiani. Il nostro modus operandi sarà questo: vi introdurremo gli argomenti delle inchieste, e vi daremo i link per poter andare ad approfondirle nelle pagine e sui giornali di chi le ha prodotte con fatica e impegno.
in.sidein collaborazione con
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di Dmitry Volchek e Claire Bigg / www.rferl.org

Da quando il conflitto in Ucraina orientale è esploso più di un anno fa, causando la morte di oltre 6.000 persone, la Russia ha sempre negato ogni presenza di truppe sul suolo ucraino, tanto che il Presidente Putin ha più volte liquidato come “senza senso” le accuse di sostenere i ribelli separatisti con truppe russe. Un gruppo di blogger investigativi ucraini, tuttavia, ha le prove della presenza di truppe regolari russe in Ucraina. Pubblicano le loro scoperte su Facebook e sul sito web ucraino www.informnapalm.org, i cui collaboratori si descrivono come “soldati sul fronte dell’informazione.”

Tra loro vi è il blogger Anton Pavlushko, matematico di formazione e esperto informatico, che ogni giorno scandaglia social-network in lingua russa, come Vkontakte o Odnoklassniki, alla ricerca di prove della presenza di soldati russi in Ucraina. Questa presenza è così tangibile che il governo russo fa sempre più fatica a nascondere che i suoi soldati stiano morendo in Ucraina, tanto che starebbe utilizzando forni crematori mobili per “smaltire” segretamente i corpi dei soldati caduti in battaglia.

Individuare i soldati russi richiede molto tempo, ma è possibile anche grazie alle foto e ai video che essi postano in Internet e che permettono di far luce sulle loro attività in Ucraina e di identificare le loro unità e e i loro equipaggiamenti militari.

credits: rferl.org

Tra i soldati russi rintracciati da Pavlushko c’è Ilfat Mubarakzyanov, apparentemente membro della 23° Guards Motor Rifle Brigade, ma anche Aleksander Aleksandrov e Yevgeny Yerofeyev, catturati a Shchastya, una città controllata dal governo nei pressi della roccaforte dei ribelli di Luhansk. Secondo Pavlushko la domanda sorge spontanea: in qualità di cosa questi soldati sono in Ucraina?

In un video pubblicato da Anton Gerashchenko, Consigliere del Ministro degli Affari Interni ucraino, Aleksandrov ammette di prestare servizio nella 3° Brigata delle Forze Speciali russe e di essere stato dispiegato in Ucraina a marzo per combattere le truppe ucraine. Fa anche i nomi di altri uomini della sua unità. Il Ministero della Difesa russo si è affrettato a negare, dicendo che Aleksandrov e Yerofeyev hanno servito nelle forze armate, ma non erano arruolati al momento della loro cattura.

Gran parte dei soldati russi che si ritiene stiano combattendo in Ucraina rimarranno probabilmente non identificati. Tuttavia, Pavlushko crede fermamente che i casi che hanno scoperto serviranno a ritenere la Russia responsabile di queste violazioni. “Quando la guerra sarà finita e anche il regime di Putin finirà [..] la Russia dovrà rispondere di tutto questo, di ogni singola foto scattata in Ucraina”, ha dichiarato Pavlushko, “e nessuno potrà dire che la Russia [in Ucraina] non c’era”.

Per approfondire

a cura di Samantha Falciatori
Redazione
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