Sabato 31 marzo gli Stati Uniti hanno posto il veto a una bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, presentata dal Kuwait, che chiedeva un’indagine sulla morte di 16 palestinesi uccisi da fuoco israeliano durante una manifestazione di circa 30mila palestinesi lungo il confine, venerdì 30 marzo.

La manifestazione, ribattezzata “Marcia del ritorno”, era stata indetta da Hamas per rivendicare il diritto dei palestinesi a riappropriarsi delle proprie terre. L’esercito israeliano ha reagito lanciando gas lacrimogeni e aprendo il fuoco sui manifestanti a pochi metri dal muro fortificato che delimita il confine. Oltre ai 16 palestinesi uccisi, più di 1.400 sono stati feriti, 758 dei quali da colpi d’arma da fuoco e il resto da proiettili di gomma e gas lacrimogeni, secondo il ministero della salute di Gaza.

Manifestanti palestinesi pregano durante una manifestazione contro Israele lungo il confine della Striscia di Gaza ad est di Khan Younis, venerdì 30 marzo 2018. Credits to: AP/Adel Hana.

Manifestanti palestinesi pregano durante una manifestazione contro Israele lungo il confine della Striscia di Gaza ad est di Khan Younis, venerdì 30 marzo 2018. Credits to: AP/Adel Hana.

Lo stesso venerdì il Segretario Generale ONU, Guterres, aveva chiesto un’indagine sulle violenze, appello raccolto dal Kuwait che ha convocato una riunione d’emergenza del Consiglio per il giorno successivo. Sebbene gli Stati Uniti e Israele avessero chiesto di posticipare la votazione a dopo Pasqua, il Consiglio di Sicurezza si è comunque riunito sabato, scontrandosi però con il veto americano.

La bozza di risoluzione chiedeva “un’inchiesta indipendente e trasparente” sulla violenze, esprimeva “grave preoccupazione per la situazione al confine” e “dolore per la perdita di vite innocenti palestinesi“, riaffermava “il diritto alla protesta pacifica” e invocava “il rispetto del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, compresa la protezione dei civili“.

L’Autorità Palestinese ha detto che aver ostacolato una risoluzione che condannava Israele ha reso gli Stati Uniti e la Gran Bretagna “complici nell’orribile massacro commesso dall’esercito di occupazione israeliano contro il nostro popolo indifeso“. Israele dal canto suo ha detto di aver identificato 8 delle vittime palestinesi come membri di Hamas e 2 come affiliati a brigate salafite. Gli altri erano civili.

Il rinnovato veto americano in difesa di Israele ricorda i veti russi usati in difesa della Siria di Assad. Per una eloquente panoramica sui ripetuti veti in seno al Consiglio di Sicurezza, qui la lista.

di Samantha Falciatori
Samantha Falciatori
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  1. Gumball 03/04/2018 at 9:18

    Stavo aspettando questo articolo. Sono molto contento che stiate scrivendo anche della controparte palestinese. Questo riabilita la credibilità del sito.
    Mi scuso per quanto commentato nel precedente articolo.
    Grazie.

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    • Samantha Falciatori 03/04/2018 at 12:24

      Ci rammarica che per lei la credibilità del nostro sito dipenda da questo, ma rispettiamo il feedback. A scanso di equivoci però ci tengo a precisare che Zeppelin non opera una selezione delle news da trattare su basi politiche, anzi la nostra informazione si basa sempre su fatti documentati e oggettivi (e attuali) e per questo, come le dicevo nel precedente commento, non avevamo parlato prima dei veti americani: semplicemente non ve ne erano stati di recenti. Nel salutarla, mi permetto di rinnovare il mio già precedente invito a non giudicare la gravità di un veto in base a chi lo usa: quando si tratta di crimini o violazioni dei diritti umani, siano esse in Palestina, Siria o altrove, un veto è un veto.

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      • Gumball 04/04/2018 at 8:35

        Pienamente d’accordo con lei.
        Consultando Zeppelin quasi ogni giorno, mi ero ormai convinto della faziosità del blog, specialmente per via dei suoi articoli sulla situazione siriana in cui mi sembrava di riscontrare un netto schieramento. Da cui il mio recente commento. Non vi avrei più seguiti.
        Per me è molto importante l’imparzialità dell’informazione in un mondo ormai in cui è la parzialità a far da padrone. Quindi sì, direi proprio che la credibilità dipendo molto da questo, almeno per quel che riguarda me.
        La ringrazio per i suoi chiarimenti e per il suo tempo.
        Saluti.

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        • Samantha Falciatori 04/04/2018 at 11:45

          Capisco ciò che dice, ma un conto è la parzialità un conto è una naturale e inevitabile selezione delle news da riportare. Per quanto riguarda la Siria, essendo un conflitto in corso ci sono certamente degli schieramenti, ma i fatti sono fatti e quelli riportiamo. Prendendo ad esempio la news oggetto del suo primo commento, e’ un fatto che la Russia ha messo il veto per impedire una riunione ONU sulle violazioni dei diritti umani per tutelare il regime siriano, largamente responsabile di quelle violazioni (motivo per cui la Russia usa il veto). Si può essere d’accordo o meno, ma il fatto resta e quello abbiamo riportato. Poi ci sono le analisi, che per definizione implicano una contestualizzazione e una spiegazione dei fatti, ma le basiamo sempre su altri fatti e dati, non sulle opinioni. Ciò non toglie che si possa essere in disaccordo e per questo i feedback e i commenti sono sempre ben accetti, purché costruttivi e non offensivi. Detto ciò, mi auguro che vorrà continuare a seguirci e a scriverci, se avesse domande o commenti da fare.

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          • Gumball 05/04/2018 at 9:30

            Non mi stavo assolutamente lamentando sul fatto che state riportando i fatti come accadono, anzi questo è intellettualmente corretto e mi aspetto che venga fatto!
            Notavo semplicemente, seguendo il sito da circa 1 anno, una certa faziosità nei post. Mi sono sbagliato.
            Se mi sono espresso in maniera scorretta mi scuso.
            Grazie per i chiarimenti.

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          • Samantha Falciatori 05/04/2018 at 12:52

            Nessun problema, anzi, si tratta in ultimo di un feedback molto importante per noi. Buon proseguimento di lettura allora!

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