Lunedì 19 marzo la Russia ha impedito una riunione del Consiglio di Sicurezza ONU per discutere della situazione dei diritti umani in Siria. La Francia e altri sei membri avevano convocato la riunione, che prevedeva un briefing da parte di Zeid Ra’ad al-Hussein, Alto Commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite.

Non vediamo alcuna giustificazione per questa riunione dal momento che i diritti umani non sono un tema all’ordine del giorno del Consiglio di Sicurezza“, ha detto Gennady Kuzmin, vice rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, accusando la riunione di essere “politicizzata”.

Un uomo trasporta un bambino ferito dopo un bombardamento governativo su Ghouta orientale. Credits to: Sky News.

Gli ha fatto eco il rappresentante della Cina, che ha osservato come il ruolo chiave del Consiglio di Sicurezza sia quello di mantenere la pace e la sicurezza, non considerare questioni relative ai diritti umani. Kuzmin ha chiesto un voto procedurale e solo otto delegazioni hanno votato a favore della riunione, un numero non sufficiente alla sua approvazione. Cina, Bolivia e Kazakistan hanno votato con la Russia per impedire l’incontro, mentre Costa d’Avorio, Guinea Equatoriale ed Etiopia si sono astenute. A favore invece Francia, Regno Unito, Svezia, Polonia, Olanda, Stati Uniti, Perù e Kuwait. La reazione dell’Alto Commissario per i diritti umani, Zeid Ra’ad al-Hussein, non si è fatta attendere. Durante un incontro informale che si è comunque tenuto nonostante il voto contrario, ha accusato il Consiglio di Sicurezza di non saper impedire i crimini in corso in Siria.

Zeid Ra’ad al-Hussein Credits to: AFP.

Parlando dei molti siriani che hanno cercato di documentare le violazioni dei diritti umani e per questo sono stati detenuti, torturati o uccisi, Zeid ha detto:” Il Consiglio di sicurezza non ha tenuto fede al sacrificio di questi eroi in tutta la Siria. Non ha intrapreso azioni decisive per difendere i diritti umani e prevenire ulteriori perdite di vite umane“.

Zeid ha anche criticato l’uso del potere di veto nel Consiglio per coprire “i responsabili di crimini contro l’umanità e crimini di guerra in Siria e altrove”. La Russia dal 2011 ad oggi ha posto il veto 11 volte a risoluzioni di condanna verso i crimini commessi in Siria. Zeid ha aggiunto: “Questo fallimento nel proteggere le vite e i diritti di milioni di persone sta corrodendo non solo il lavoro ma anche la legittimità delle Nazioni Unite“.

di Samantha Falciatori
Samantha Falciatori
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  1. Gumball 23/03/2018 at 10:54

    Si potrebbe dire la stessa cosa per quel che riguarda gli USA nei confronti dei crimini di Israele verso il popolo palestinese. Purtroppo sul vostro sito non ho mai visto articoli di questo genere.
    Complimenti.

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    • Samantha Falciatori 23/03/2018 at 13:18

      E’ così e infatti, come riportato nell’articolo, Zeid ha criticato il potere di veto applicato sulla “Siria e altrove”. Il riferimento è piuttosto chiaro, anche se non esplicito. In ogni caso, non ci sono stati recenti veti americani sulla questione palestinese, quindi non è chiaro perché dovremmo riportare una notizia inesistente, mentre questo ultimo veto russo è notizia di questi giorni. Inoltre, il fatto che anche gli Stati Uniti usino il veto in maniera del tutto discutibile non toglie nulla alla gravità della notizia qui riportata, dal momento che la Russia (ab)usa il veto in maniera plateale e innegabile sulla questione siriana dal 2011 (nel caso specifico, adducendo anche una motivazione fallace). I diritti umani vanno difesi ovunque, siano essi dei palestinesi o dei siriani, e giudicare la gravità di un veto a seconda di chi lo usa è intellettualmente disonesto.

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