Su Prismo viene intervistato l’ideatore di un videogame atipico che prova a raccontare gli eventi che hanno portato allo schianto dalle parti di Ustica dell’aereo civile DC-9 Itavia. Caccia libici, segreti di Stato ed equilibri internazionali: Progetto Ustica.

Se esiste qualcosa che ogni uomo, di ogni epoca, ha sempre preferito conservare e tutelare gelosamente, questo è senza dubbio il passato. Fin dalle prime incisioni sulla pietra, la nostra specie ha cercato nuovi modi per trasmettere alle generazioni successive le conoscenze accumulate nel tempo. In tal senso, e pur essendo abituati a utilizzarlo prettamente per svago, il videogioco potrebbe dare un importante contributo alla preservazione della memoria. Questa è la convinzione degli sviluppatori di Progetto Ustica: lanciato attraverso una campagna di crowdfunding nel 2015 da Ivan Venturi, game designer e vecchia gloria della produzione videoludica nostrana già noto per Riot: Civil Unrest, il titolo è attualmente ancora in fase di sviluppo (la versione Alpha è già scaricabile, quella definitiva dovrebbe arrivare entro il 2016) e verrà rilasciato gratuitamente per PC e Mac sul sito del progetto e su Steam.

A presentarlo a Prismo è Mauro Salvador, esperto di comunicazione videoludica e coproduttore del progetto: “Vogliamo provare a rievocare la memoria di Ustica colpendo il giocatore sul piano emozionale, facendogli vivere personalmente la tragedia in veste di 82° passeggero a bordo del DC-9. Ivan [Venturi, nda] voleva da tempo recarsi dall’Associazione dei Parenti delle Vittime e proporre un videogioco che potesse far parlare nuovamente della strage; essendo bolognese, credo che alla base della sua volontà di creare questo videogioco ci sia il segno che Ustica ha lasciato nella città”. Ecco: per poter raccontare di Progetto Ustica occorre innanzitutto fornire il contesto generale e, soprattutto, accennare al mistero che tutt’oggi aleggia intorno al tragico destino del volo Itavia 870.

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Mirko Annunziata
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