Di Pierfrancesco Giua
Nella nuova era dell’iper-connettività globale un progetto visionario promuove la costruzione di una “metropolitana intercontinentale” per collegare Europa e Asia. Parliamo della “Metro of the Metr”, una nuova Via della Seta che correrà sui binari dell’alta velocità e faciliterà l’integrazione euro-asiatica.

I nuovi trasporti ridisegnano la geografia del mondo, e nell’era della globalizzazione la mobilità di persone, merci e informazioni è una componente fondamentale delle società umane.

Uno tra i più antichi e storicamente importanti percorsi di scambi commerciali è stata la Via della Seta, lungo la quale tra Cina e Mediterraneo transitavano idee, merci e persone. Oggi quelle stesse rotte tornano al centro della scena politica internazionale come opportunità di cooperazioni politiche, integrazioni economiche e cambiamento sociale per tutto il continente euroasiatico.

È da qui che ha preso ispirazione il progetto Metro of the Metr, una moderna Via della Seta pensata per scorrere sui binari dell’alta velocità e capace di connettere tra loro le principali città europee e asiatiche. “Un’occasione capace di stimolare relazioni culturali e commerciali, crescita economica e un concreto sostegno alla cultura della pace” secondo Ernest Sultanov coordinatore della MIR initiative, ente promotore del progetto.

Nel concreto, il piano Metro of the Metr si pone l’obiettivo di promuovere lo sviluppo di nuovi corridoi ferroviari euroasiatici, in grado di connettere e integrare la rete ad alta velocità europea e quella cinese in un unico grande network di trasporto continentale. L’idea che si sta definendo è quella di una grande “metropolitana” transcontinentale. Un sistema di trasporto che permetta spostamenti rapidi via treno tra le città principali che ne diventano le fermate: in un orizzonte da qui al 2050, partendo da Milano al mattino, si potrà arrivare a Teheran per la cena, o viaggiare da Mosca a Pechino in meno di un giorno. O almeno queste sono le intenzioni del progetto.

Percorso stimato tra Milano e Vladivostok / http://mir-initiative.com/

Percorso stimato tra Milano e Vladivostok / mir-initiative.com

Un progetto visionario, più che un sogno, afferma Piero Fassino, sindaco di Torino, città nella quale si è costituito il primo forum delle città interessate a questa grandiosa infrastruttura, e che ha riunito nel capoluogo piemontese esperti da tutto il mondo.

Alcuni tasselli del grande network transcontinentale sono già autonomamente in fase di realizzazione. Se a ovest il sistema trans-europeo delle linee TEN-T ad alta velocità è già in fase avanzata (il completamento è previsto entro il 2030), a est la Cina sta realizzando un proprio network per treni veloci, che con 19.000 km di binari è già oggi il più esteso del mondo.

La sezione intermedia del percorso rimane la più problematica. I corridoi infrastrutturali dovrebbero attraversare le regioni che il progetto definisce METR (Middle Est, Europe, Turkey, Russia). Queste infrastrutture troverebbero un’interruzione proprio nella fascia mediorientale, oggi caratterizzata da situazioni d’instabilità geopolitica, conflitti e debolezza economica.

Ma è proprio in questi complessi scenari che, secondo l’idea degli attori coinvolti nell’iniziativa, la costruzione di un’infrastruttura di trasporto condivisa può giocare un ruolo strategico: una maggiore mobilità di trasporto favorirebbe processi di integrazione economica, riduzione delle barriere amministrative e agirebbe come fattore stabilizzante per le regioni coinvolte.

La dimensione geopolitica dell’integrazione euro-asiatica

Del ruolo geo-strategico delle reti transcontinentali di trasporto sembra essere convinta soprattutto la Cina: “le ferrovie saranno la forza trainante per realizzare una nuova Via della Seta” ha dichiarato Yao Guiqing, General Manager di China Railway. Secondo i piani di Pechino infatti, la creazione di ponti terrestri verso occidente stimolerebbe la crescita di nuovi mercati per le esportazioni, ed estenderebbe l’influenza cinese in tutta l’Eurasia.

In questa direzione si muove la partnership strategica con la Russia. Lo scorso anno Putin e il leader cinese Xi Jinping hanno siglato una serie di accordi strategici nel settore energetico e dei trasporti. Pechino finanzierà l’avvio di una nuova linea ad alta velocità sulla direttrice Mosca-Kazan (oggi percorribile in 12/14 ore, che negli auspici diventeranno 3 ore e mezzo al completamento della linea), progetto pilota della tratta Mosca-Beijing, e Mosca assicurerà nuove forniture di Gas alla Cina.

credits: think-railways.com

credits: think-railways.com

Interessi convergenti cominciano ad emergere anche con l’Iran. Anche qui Pechino è pronta a fornire aiuti finanziari per lo sviluppo dell’alta velocità tra Teheran e Mashhad: se infatti la Repubblica Islamica intende diventare un hub continentale tra est e ovest, alla Cina interessa garantirsi un transito stabile di merci ed energia.

Una complessa rete di partnership dunque, che non solo rafforzano i rapporti bilaterali e le economie dei rispettivi paesi ma costituiscono i tasselli strategici dei corridoi di trasporto che da oriente attraversano le aree Metr e guardano all’Europa. In questo nuovo panorama internazionale parlare di integrazione euroasiatica appare oggi molto più che una suggestione; l’Unione Europea è diventato il più grande blocco commerciale del mondo e la Cina sta rapidamente assumendo un ruolo cruciale nello scenario globale. Considerando le economie emergenti il continente euroasiatico è oggi il nuovo baricentro economico mondiale.

credits: mir-initiative.com

Allo stesso tempo attori fondamentali come Cina e Russia vedono un’inedita convergenza di interessi. Pechino pianifica l’espansione commerciale nei paesi centro asiatici, ed ha necessità di energia e risorse per sostenere le produzioni. Mosca alle prese con il collasso del prezzo del petrolio e le sanzioni occidentali ha bisogno della Cina come mercato sicuro di esportazioni di Gas. Una congiuntura economica e politica dunque, un grande contrappeso euroasiatico che potrebbe minare la centralità e l’egemonia dell’occidente guidato dagli Stati Uniti.

In questo nuovo scenario multipolare nel quale le economie sono sempre più compenetrate ed interdipendenti, le infrastrutture transnazionali di trasporto tornano quindi centrali nelle politiche internazionali e ridisegneranno la geografia del potere e degli equilibri globali.

Redazione
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